domenica 28 febbraio 2016

LA CULTURA IN ITALIA .......

Post del 2 ottobre 2014, per parlare un poco di cultura



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 Italiani? ‘Capre e ignoranti’

di Alessio Pisanò / 8 novembre 2013......Da:"Il fatto quotidiano on line"


Mi si perdoni la discutibile citazione di Vittorio Sgarbi.Ma un sondaggio europeo sulla partecipazione culturale italiana non lascia scampo.
 Secondo i dati pubblicati in settimana dalla Commissione europea, un italiano su due ha una “bassa pratica culturale”, solo 8 su 100 hanno un interesse “alto” o “molto alto” per i prodotti culturali. Nell’indice di pratica culturale il 49 per cento degli italiani ha bassa pratica a fronte del 34 per cento della media europea. Male anche la lettura (-7 per cento), visite a monumenti (-8 per cento) musei (-4 per cento).
A livello europeo ci sono notevoli differenze tra gli Stati membri. In termini di frequenza di partecipazione a tutti i tipi di attività culturali i paesi nordici totalizzano il punteggio più alto, guidati da Svezia (43 per cento tasso di partecipazione alto o molto alto), Danimarca (36 per cento) e Olanda (34 per cento). All’altra estremità della scala ci sono la Grecia, dove solo il 5 per cento ha tassi elevati o molto elevati di partecipazione, il Portogallo e Cipro (6 per cento), la Romania e l’Ungheria (7 per cento), e l’Italia, con un misero 8 per cento. Se guardiamo i livelli di partecipazione attiva, in Danimarca il 74 per cento della popolazione ha partecipato attivamente in almeno un’attività culturale durante l’anno scorso, in Svezia il 68, in Finlandia il 63 e nei Paesi Bassi il 58 per cento. Solo il 20 per cento degli italiani intervistati ha detto di aver fatto la stessa cosa. Peggio di noi soltanto Bulgaria (14 per cento) e Malta (18 per cento).
Una lettura veloce di questi dati evidenzia una spaccatura in due dell’Europa: il Nord più culturalmente attivo, il Sud e l’Est più pigri. Guarda caso la stessa divisione che c’è dal punto di vista economico. A questo punto una domanda sorge spontanea: qual è la causa e qual è la conseguenza? Si potrebbe dire che a causa delle ristrettezze economiche e della crisi gli europei del sud e dell’est hanno meno tempo per nutrire lo spirito, leggendo un libro o guardando un film. Forse. Ma un’ipotesi più provocatoria suggerisce che è proprio l’inferiore interessamento culturale ad essere in parte causa della peggiore situazione economica e sociale. Diciamo la verità, Italia, Spagna e Grecia non se la passavano bene nemmeno prima del 2008, almeno rispetto a Svezia, Finlandia o Germania (in termini di lavoro, stipendi, welfare e così via). E’ una realtà che un popolo più colto, e non solo in senso scolastico, è più preparato ad affrontare la vita di tutti i giorni, interpretare il mondo attorno a se, difendersi da soprusi e propagande ed è meno incline ad appoggiare élite politiche discutibili.
Se la maggior parte degli italiani avesse visto il film “Citizen Kane” (Quarto Poteredi Orson Wellesforse Berlusconi non sarebbe mai stato Premier. E se la maggior parte degli italiani avesse letto La fattoria degli Animali” di George Orwell forse i partiti populisti avrebbero meno terreno fertile. Il problema è che la cultura finisce sempre all’ultimo posto, perché come diceva Giulio Tremonti “con la cultura non si mangia” – affermazione ridicola e sbagliata. Ecco allora orde di giovani che crescono con la testa piena dei falsi modelli imposti dalla tv e dalla società dello spettacolo, un po’ di calcio la domenica e la frittata e fatta. Con il passare degli anni la società si inebetisce, non sapendo niente dei grandi filosofi del passato, non conoscendo la storia, il cinema, l’arte e la letteratura.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una società incapace di rinnovarsi, dove “tutto cambia affinché nulla cambi” come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pronta a bersi qualsiasi panzana assorbita passivamente dalla Tv, a perpetuare modelli economici del secolo precedente, a ignorare qualsiasi sfida ambientale mondiale e a continuare a vedere l’Europa con la miopia tipica del nazionalismo. E intanto la politica urla e si indigna, invoca il cambiamento e promette. Ma la vera rivoluzione, l’unica che potrebbe davvero “cambiare” le cose, forse è culturale e non politica (senza alcun riferimento storico a chi i libri li bruciava invece che leggerli). Leggere Bauman, imparare una lingua straniera, guardare un film di Loach, questo è un atto rivoluzionario, il resto è “solo chiacchiere e distintivo”.

                                               
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Annotazione :                      ( a cura dell'autore del blog )

A proposito di cultura :
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HANNAH ARENDT


Hannah Arendt (Linden ,14 ottobre 1906-New York 4 dicembre 1975),fu
una filosofa,storica,scrittrice tedesca,naturalizzata statunitense.

"LA SOCIETA' DI MASSA NON VUOLE CULTURA ,MA SOLO SVAGO."

                                                
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ANDRE' MALRAUX



Andrè Malraux (Parigi 3 novembre 1901-Crèteil 23 novembre 1978)
fu uno scrittore e politico francese.

"LA CULTURA NON SI EREDITA ,SI CONQUISTA."
(omaggio alla Grecia,1959,discorso ad Atene)






marco buonarroti
marco.buonarroti@gmail.com         

.."HANNO DETTO/SCRITTO..POST.INTEGRATO (STEVE MC QUEEN),..."

"Quando mancano i cavalli ....trottano gli asini"
   Steve  McQueen

La citazione di Mc Queen mi richiama alla mente un celebre proverbio latino che ha lo stesso significato : "in terra caecorum, beati monoculi", ( in terra di ciechi beato chi ha un occhio solo ).

Entrambi vogliono significare che quando nell'ambito di un gruppo sociale politico, professionale, lavorativo in genere, nessuno possiede le capacità, i requisiti, le abilità richieste per assolvere determinati compiti, si è costretti ad accettare anche chi le possiede in modo incompleto o insufficiente.
Vedi ad esempio..............., ognuno di noi avrà sicuramente degli esempi da proporre...........!!




McQueen, Steve Nome d’arte di Terence Steven McQueen (Beech Grove, Indiana 1930 - Juárez, Messico 1980), attore statunitense. Ebbe un’infanzia difficile: non conobbe mai il padre e fu cresciuto da uno zio in una fattoria del Missouri. A diciassette anni si arruolò nei Marines, dove si distinse per il suo coraggio. Dopo il congedo si stabilì a New York; studiò recitazione all’Actors’ Studio e iniziò a recitare in teatro. Debuttò sullo schermo nel 1956 accanto a Paul Newman in Lassù qualcuno mi ama, di Robert Wise, e raggiunse la notorietà con I magnifici sette (1960) di John Sturges.
La sua bellezza ruvida, l’espressione laconica, le passioni che sembravano bruciare dietro i suoi glaciali occhi azzurri lo rendevano ottimo interprete di ruoli da eroe individualista.

 Fu uno degli indimenticabili protagonisti del tentativo d’evasione da un campo di prigionia nazista, nella Grande fuga (1963), ancora di Sturges; musicista randagio e indolente accanto a Natalie Wood in Strano incontro (1964), di Robert Mulligan; astuto giocatore di poker alle prese con il veterano Edward G. Robinson in Cincinnati Kid (1965), di Norman Jewison, e imprendibile truffatore in combutta con Faye Dunaway nel Caso Thomas Crown (1968), ancora di Jewison.
Bullitt (1968, di Peter Yates), nel quale McQueen interpretava un poliziotto indisciplinato, si rivelò, inaspettatamente, uno dei suoi maggiori successi; il poliziotto individualista e ribelle aprì la strada a personaggi come l’ispettore Callaghan di Clint Eastwood. 

 Nel 1972 fu protagonista di due film diretti da Sam Peckinpah: nell’Ultimo buscadero era un cowboy da rodeo in lotta con il mutare dei tempi, mentre in Getaway! interpretava un rapinatore impegnato in una fuga impossibile. Peckinpah seppe cogliere magistralmente la vulnerabilità che si nascondeva dietro l’aspetto impassibile dell’attore: nessuno dei due film riscosse però grande successo commerciale.
I due lavori seguenti (Papillon, 1973, di Franklin J. Schaffner e L’inferno di cristallo, 1974, di Allen-Guillermin) ebbero invece un’ottima accoglienza al botteghino. 

 Prima di morire, dopo una lunga e dolorosa lotta contro il cancro, Steve McQueen interpretò la versione cinematografica di un dramma di Henrik Ibsen, Un nemico del popolo (1977), film a cui l’attore teneva particolarmente e che si rivelò invece un clamoroso fiasco. I suoi ultimi film furono Tom Horn di William Wiard e Il cacciatore di taglie di Buzz Kulik, entrambi del 1980.








marco buonarroti

.IL CINEMA

Post del 23 luglio 2013, per parlare un po' di cinema.




CINEMA FRANCESE : E' MORTO IL REGISTA DENYS de LA PATALLIERE

ultimo aggiornamento: 22 luglio, ore 13:49   
Parigi, 22 lug. (Adnkronos/Dpa) - Il regista francese Denys de La Patellie're, autore di alcune delle piu' popolari pellicole d'Oltralpe degli anni '50" e '60 e' morto ieri a Dinard, in Bretagna, all'eta' di 92 anni. Nella sua carriera ha piu' volte diretto, tra gli altri, Jean Gabin, Lino Ventura, Charles Aznavour, Louis de Fune's e Vittorio De Sica in film come 'Un taxi pour Tobruk', 'Du rififi a' Paname', 'Le Tatoue'' o 'Les Grandes Familles' e 'Caroline cherie'. Per la televisione aveva diretto anche la miniserie 'Il Conte di Montecristo', tratta dal romanzo di Alexander Dumas.


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Annotazioni fotografiche e un commento a cura dell'autore del blog, per ricordare  alcuni famosi attori diretti dal grande regista :
                                           
                                                             Il regista


                                      Locandina del film: Un taxi per Tobruk



                          Il famoso e compianto attore Jean Gabin ( 1904/1976 )





                                              Fernandel ( 1903/1971 )


                               L'attore francese Louis de Funes ( 1914/1983)



                                  L 'attore francese Lino Ventura (1919/1987)



..........................e tanti altri ..........che dettero lustro al cinema francese degli anni '50 e '60.


Premesso che il cinema statunitense regna incontrastato dalla sommità dell'Olimpo artistico cinematografico, quello francese, per quanto mi riguarda, si colloca  sicuramente allo stesso livello di quello inglese, : sceneggiature di alto valore artistico e soprattutto caratterizzate da un'accorta aderenza alla realtà delle azioni e della vicenda narrata dal copione.
Gli interpreti s'immergono nei propri ruoli in modo eccezionalmente convincente tanto da indurre lo spettatore, come accade per quelli statunitensi, (maestri quest'ultimi), a vivere con loro, estraniandosi dal contesto fisico circostante, le vicende del film.
Artisti colti e preparati, provenienti dalle scuole di recitazioni e soprattutto non raccolti dai degradati shows televisivi o altre trasmissioni di basso avanspettacolo.
Le vicende umane narrate sono sobrie e riflettono il gioco intrecciato dei sentimenti umani ,scevre da volgarità linguistiche fine a se stesse, ma sempre finalizzate a rappresentare la realtà, storie sobrie e drammatiche, storie che riguardano lo svolgere del tempo odierno con i suoi momenti violenti, non privi della felicità conquistata, a volte a duro prezzo, ma pur sempre conquistata.



marco buonarroti

sabato 27 febbraio 2016

RUBRICA:"HANNO DETTO/SCRITTO........(SULL'INVIDIA)..."

SULL'INVIDIA :

Un frate sfratato non dice mai bene del suo convento.
Proverbio Popolare 



Gli anni che una donna si toglie non li butta via, li aggiunge all'età delle altre.
Anonimo 



O invidia, radice di mali infiniti, verme roditore di tutte le virtù!
Miguel de Cervantes 






Cervantes Saavedra, Miguel de (Alcalá de Henares 1547 - Madrid 1616), scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo, autore del romanzo Don Chisciotte, uno dei capolavori della letteratura mondiale.



marco buonarroti

domenica 21 febbraio 2016

."UMBERTO ECO E' MORTO......UN'INCALCOLABILE PERDITA ....."

Da "QN" Quotidiano Net


Roma, 20 febbraio 2016 - Umberto Eco è morto. Il noto semiologo, filosofo e scrittore italiano si è spento ieri sera, nella sua abitazione, all'età di 84 anni. La notizia è stata data dalla famiglia a Repubblica. Due anni fa gli era stato diagnosticato un tumore al pancreas, ma a lungo l'intellettuale aveva proseguito la sua vita in buone condizioni di salute. Il suo stato si è aggravato negli ultimi giorni. Per l'ultimo addio non verranno organizzati funerali religiosi ma una cerimonia laica, che si dovrebbe tenere martedì prossimo al Castello Sforzesco, a pochi passi dalla sua abitazione.

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Annotazioni : (a cura dell'autore del blog)





Eco, Umberto (Alessandria 1932), saggista e narratore italiano. Dopo la laurea in filosofia medievale, conseguita nel 1954 all’Università di Torino, lavorò fino al 1959 ai programmi culturali della RAI e poi presso la casa editrice Bompiani. Dal 1971 insegna semiotica all’Università di Bologna; ha tenuto vari cicli di lezioni anche nelle università statunitensi e al Collège de France. Collabora alla rivista “L’Espresso” e a diversi quotidiani italiani.

Eco fu uno dei primi in Italia a studiare i meccanismi dell’arte contemporanea e della cultura di massa in lavori fondamentali come Opera aperta (1962), Apocalittici e integrati (1964), Il superuomo di massa (1977). In seguito sviluppò le sue ricerche soprattutto nella direzione aperta dalla semiotica, con La struttura assente (1968) e l’importante Trattato di semiotica generale (1975). In anni più recenti la sua ricerca scientifica si è volta soprattutto ai rapporti fra i testi narrativi e il lettore, con opere come Lector in fabula (1979), I limiti dell’interpretazione (1990) e Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994).

Eco ha inoltre una brillante vena di umorista colto, testimoniata in particolare da Diario minimo (1963) e da Il secondo diario minimo (1992). Tuttavia, è in qualità di narratore che lo studioso italiano è diventato famoso in tutto il mondo: Il nome della rosa (1980, premio Strega), un romanzo ambientato nel Medioevo, che unisce un intreccio giallo a problematiche filosofiche e politiche, ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in numerose lingue; il regista Jean-Jacques Annaud ne trasse l’omonimo film nel 1986. In seguito Eco ha pubblicato altri due romanzi di notevole successo: Il pendolo di Foucault (1988), storia di una cospirazione ma soprattutto disputa filosofica sulla natura della realtà e della verità, e L’isola del giorno prima (1994), che narra la vicenda, ambientata nel 1643, di un giovane alessandrino (come lo stesso Eco), naufragato nell’oceano Pacifico, agli antipodi dell’Italia, vicino al meridiano del cambiamento di data.

Del 1997 è la raccolta di saggi Kant e l’ornitorinco, mentre del 2000 è il romanzo, ancora di ambientazione medievale, Baudolino, cui fece seguito un saggio dedicato all’esperienza della traduzione, Dire quasi la stessa cosa (2003). Dopo il nuovo romanzo La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Eco ha pubblicato A passo di gambero (2006), una raccolta degli articoli redatti dopo l’11 settembre 2001, in cui ripercorre i più recenti eventi politici e mediatici.

Nel 1999 Umberto Eco fu insignito dell’American Academy Award of Arts and Letters, il maggior riconoscimento statunitense nel campo della letteratura e delle arti. Al 2000 risale l’assegnazione del Premio Príncipe de Asturias nella categoria “Comunicazioni e Scienze umane”. Nel 2003 il presidente francese Jacques Chirac lo ha insignito della Legion d’Honneur.
Dal 2004 a oggi molte altre sono state le opere scritte da Umberto Eco arricchendo un patrimonio culturale di inestimabile valore.......!



marco buonarroti 

sabato 20 febbraio 2016

..QUESTO NOSTRO PIANETA ....!

IL NOSTRO PIANETA
"...ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che  popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, gli uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro  la distruzione della Terra."
(leggenda degli indiani nordamericani "Kwatkiutl",nativi della costa nordoccidentale del Pacifico degli Stati Uniti e del Canada)

https://www.youtube.com/watch?v=y7RNef2M6Zg
(clicca sul link, qui sopra riportato)


Accompagnati dalle note di "Somewhere in Time",di John Barry, osserviamo ancora una volta il nostro pianeta, affascinati dalla sua bellezza,non consapevoli della dissennata indifferenza difronte alla sistematica devastazione di esso a causa dell'inquinamento dell'atmosfera, dei mari, degli oceani, dell' incontrollata cementificazione,del surriscaldamento globale,dell'estinzione di animali,.....Siamo colpevoli di avere un   atteggiamento egoistico, attento solo al soddisfacimento del  desiderio edonistico di possedere beni  fallaci ed effimeri.


L'autore del brano musicale è John Barry,(1933/2011), è stato un compositore britannico, autore di colonne sonore cinematografiche .Ha vinto cinque Oscar, noto per avere composto la colonna sonora di dodici film della serie di James Bond.
Autore delle colonne sonore dei film "Balla coi lupi" , " La mia Africa", "Nata libera", " Il leone d'inverno"





marco buonarroti

venerdì 19 febbraio 2016

.RUBRICA:"PER NON DIMENTICARE: UNICEF"

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UNICEF : "UNITED NATIONS CHILDREN'S FUND"

NESSUN COMMENTO .






























marco buonarroti

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"L'UNICEF"

UNICEF o United Nations Children's Fund (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, originariamente United Nations Children’s Emergency Fund), organo sussidiario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) creato per promuovere e tutelare il benessere dei bambini, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Istituito nel 1946 su deliberazione dell’Assemblea generale, l’UNICEF è gestito da un comitato esecutivo composto da 36 membri che determina le politiche di intervento, rivede i programmi, approva le spese, e in accordo con il segretario generale dell’ONU nomina il direttore esecutivo, il quale resta in carica per un quinquennio.

L’UNICEF, la cui sede centrale è a New York, conta oggi 126 uffici permanenti (Country Offices) distribuiti in 156 paesi in via di sviluppo, mentre una rete di 37 comitati nazionali dislocati nei paesi più industrializzati raccoglie fondi per il sostegno delle iniziative dell’agenzia. Finanziato interamente con offerte volontarie e contributi governativi, l’UNICEF concorda i propri interventi con le nazioni interessate e con tutti gli enti e le persone coinvolte, dalle agenzie governative alle organizzazioni non governative, dagli insegnanti, ai genitori, ai bambini. Più di 130 paesi ricevono oggi aiuti UNICEF per l’assistenza sanitaria, la nutrizione, l’istruzione e la realizzazione di programmi idrici e igienici.

Grazie a uno dei suoi più importanti programmi, l’UNICEF, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha vaccinato l’80% dei bambini del mondo contro la difterite, la varicella, la poliomielite, il tetano e la tubercolosi. L’UNICEF appoggia inoltre i programmi di lotta contro l’AIDS, poiché nel 1992 quasi un milione di bambini, perlopiù nati in Africa centrale e meridionale, è risultato affetto dal virus HIV sin dalla nascita. Nel 1965 l’UNICEF fu insignito del premio Nobel per la pace.


Le foto che seguono sono state tratte dal Web:
























marco buonarroti
                                                            
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AIUTIAMO L'UNICEF !


Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere. Albert Einstein
                                                         

                                                                                                                                                                                                                                                                                             L'amore è come l'eco: regala quanto riceve!
Anonimo 





Avrai sempre quelle sole ricchezze che avrai donate.
Marziale 




     













Come arrivano lontano i raggi di una piccola candela, così splende una buona azione in un mondo malvagio.
William Shakespeare 







marco buonarroti

giovedì 18 febbraio 2016

ARTE: "IL 18 FEBBRAIO 1564 MORIVA MICHELANGELO BUONARROTI...."


Pittore, scultore , architetto e poeta rinascimentale








                 








Affresco della Cappella Sistina "Creazione di Adamo"


Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo, 6 marzo 1475 - Roma, 18 febbraio 1564), scultore, pittore, architetto e poeta italiano del tardo Rinascimento. Artista geniale e inquieto, fu tra i massimi protagonisti della storia dell’arte occidentale. Michelangelo concepì la sua attività come una continua ricerca dell’ideale di bellezza.



Particolare della Sibilla Delfica  (Cappella Sistina..)




Figlio di Lodovico Buonarroti, podestà di Caprese, a tredici anni era già a bottega dal Ghirlandaio. Dopo un anno, tuttavia, preferì avvicinarsi a Bertoldo di Giovanni e studiare le sculture antiche nel giardino di Lorenzo de’ Medici. Accolto a Palazzo Medici da Lorenzo, entrò in contatto con Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. La sua cultura si nutrì della dottrina platonica e il suo gusto artistico si formò sugli esempi di Masaccio, Donatello, Giotto. La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri (1490-1492 ca., Casa Buonarroti, Firenze) lo resero celebre non ancora ventenne.

Alla morte del Magnifico, temendo la cacciata dei Medici, Michelangelo fuggì a Venezia e poco dopo a Bologna, dove scolpì per l’arca di San Domenico le figure di San PetronioSan Procolo e un Angelo (1494-95).

                                                             Il Bacco


Il Bacco (1496-1498, Museo del Bargello, Firenze) e il gruppo marmoreo della Pietà (1498-1500 ca., San Pietro, Roma) appartengono al primo soggiorno a Roma. Nella Pietà, una delle opere d’arte più famose al mondo e l’unico lavoro di Michelangelo firmato, tutta la rappresentazione si concentra sulla sacralità della scena.

Di ritorno a Firenze, Michelangelo diede inizio a un’intensa fase creativa. Sono di questo periodo la Madonna di Bruges in Notre-Dame (probabilmente iniziata nel 1501), il Tondo Pitti (1504-1505 ca., Museo del Bargello), il Tondo Taddei (1505-1506 ca., Royal Academy, Londra) e il dipinto noto come Tondo Doni (1504-1505, Uffizi, Firenze), che dopo il restauro rivelò colori brillanti, come quelli della volta della successiva Cappella Sistina.


Particolare della "Madonna di Bruges", conservata nella Chiesa di Nostra Signora a Bruges.in Belgio


                                                      Madonna di Bruges


Intanto Michelangelo ricevette la commissione del David (1501-1504, Accademia, Firenze), nel quale affrontò in modo innovativo il tema dell’eroe: rappresentò il campione della fede ebraica come un uomo giovane, completamente nudo, in apparenza calmo, ma con il corpo e i muscoli tesi, pronti ad affrontare il nemico. Situato in origine in piazza della Signoria, fu considerato simbolo dell’ideale politico repubblicano.

                       Il   "David", esposto nella galleria dell'Accademia a Firenze


                                                    Il David, particolare


Mentre era ancora occupato con iDavid, fu chiesto a Michelangelo di confrontarsi con Leonardo affrescando la sala del Consiglio di Palazzo Vecchio. La sfida non venne mai conclusa, ma il cartone della Battaglia di Cascina (ora perduto) esprimeva la perfezione raggiunta dal Buonarroti nel disegno del nudo.




                                                              Nudo

 

                                                       Particolare del Nudo
 

 

Munito di una raccomandazione in cui si dichiarava che la sua arte non aveva rivali in Italia e nel mondo”, Michelangelo fece ritorno a Roma. Doveva affrescare la volta della Cappella Sistina, ma protestava di non essere pittore. Tuttavia finì con il rinchiudersi nella cappella a lavorare indefessamente: terminò l’opera da solo, nel giro di quattro anni, dipingendo sdraiato sulle impalcature, con lo sguardo e il pennello sempre rivolti verso l’alto. Il risultato stupisce ancora dopo secoli. Struttura architettonica reale e figure dipinte sono in calibrato rapporto reciproco, tutto è studiato nei minimi particolari: basti guardare i bozzetti e i cartoni preparatori, dove i modelli sono analizzati sotto ogni punto di vista.


Le figure affrescate, dal plasticismo scultoreo, spiccano per i corpi vivi e possenti, di rara bellezza ed espressività. Seduti in trono sono i Profeti e le Sibille, mentre gli Ignudi collegano tra loro i diversi gruppi di figure e incorniciano le nove Storie della Genesi. Nel cuore della volta, la Creazione di Adamo: un semplice gesto di Dio Padre dà vita al primo uomo e richiama l’attenzione dei fedeli riguardanti verso di sé.

Dopo la morte di Giulio II, tra il 1513 e il 1515 Michelangelo scolpì per la tomba del papa le figure del Prigione ribelle e del Prigione morente (Louvre, Parigi) e il Mosè: rappresentazioni del tormento interiore dell’uomo, della stanchezza, della coscienza della fine. Il Prigione ribelle, incompiuto, esemplifica bene come Michelangelo lavorasse il marmo: “per forza di levare”, come diceva l’artista stesso, cioè attaccando il blocco frontalmente e togliendo con lo scalpello la materia poco a poco, finché non emergeva la figura.

Nel 1516, per volere di Leone X, Michelangelo iniziò a Firenze il progetto della facciata di San Lorenzo (mai realizzata) e nel 1519 i lavori della Sagrestia Nuova, o Cappella Medici: opere che mostrano come, nella sua visione, l’architettura e la scultura si integrassero l’una nell’altra. Nella cappella, la cupola luminosa, l’abbandono degli ordini classici e la disposizione simmetrica delle porte e delle tombe di Giuliano e Lorenzo de’ Medici (sulle quali trionfano, simbolo dello scorrere inarrestabile del tempo, le immagini del Giorno e della Notte, dell’Aurora e del Crepuscoloriflettono perfettamente lo spirito innovativo di Michelangelo architetto.

Dopo il Sacco di Roma da parte dei mercenari di Carlo V, Firenze fu posta sotto assedio dall’esercito imperiale e da quello del papa. I Medici erano alle porte. Michelangelo progettò nuove fortificazioni e partecipò attivamente alla difesa della città fino alla capitolazione. Perdonato da papa Clemente VII per avere appoggiato il governo repubblicano, riprese i lavori della Sagrestia Nuova. Ma ormai a Firenze si sentiva a disagio e nel 1534 si recò definitivamente a Roma dove, morto il papa Medici, compì per Paolo III Farnese l’opera della piena maturità, il Giudizio Universale della Cappella Sistina.


A 75 anni, dopo la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro (1542-1545 e 1546-1550, Cappella Paolina, Palazzi Vaticani, Roma), Michelangelo smise di dipingere. Deluso dalla realizzazione della tomba di Giulio II, terminata dagli aiuti (San Pietro in Vincoli), si dedicò quasi esclusivamente all’architettura. Avuta nel 1546 la direzione della fabbrica di San Pietro, mutò magistralmente il progetto ancora frammentario.



                                                Crocefissione di San Pietro
 
 





 





























Nello stesso periodo, mentre a Firenze proseguivano, sui suoi disegni del 1523, i lavori della Biblioteca Laurenziana, rinnovò la piazza del Campidoglio e terminò la costruzione del Palazzo Farnese, iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane. Nel 1559 elaborò i progetti per San Giovanni dei Fiorentini e per la Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore. Nei due anni successivi disegnò Porta Pia e intervenne per inserire la chiesa di Santa Maria degli Angeli nelle Terme di Diocleziano.









Che questi fossero anni di drammatica crisi interiore è dimostrato dall’incompiutezza della Pietà Rondanini (1554-1564 ca., Castello Sforzesco, Milano), rimaneggiata di continuo fino a quattro giorni prima della morte. La medesima inquietudine traspare dalle poesie (scritte talvolta su fogli da disegno), un’attività creativa cui l’artista si dedicò per tutta la vita.

                                                    
                                                     "La Pietà Rondanini"


Ancora vivente, Michelangelo fu considerato artista grandissimo, superiore agli antichi; ebbe successo, conobbe e frequentò i personaggi di maggior spicco del suo tempo. Ma nonostante il suo forte temperamento, intese sempre la sua opera al servizio di verità universali, mai quale pura espressione della sua personalità.
(Riferimento bibliografico "Microsoft Encarta")

                                            " La Pietà" (Roma in San Pietro)
                                                  
                           
Il " Mosè", scultura marmorea esposta nella basilica di San Pietro in Vincoli a   Roma      
                                                                                                                                       


                        
                                              Affresco ( particolare )                                              



marco buonarroti