martedì 1 aprile 2014

ARTE :"CELEBRAZIONI PRO MICHELANGELO"

Ripropongo la pubblicazione di questo post e del successivo dal titolo "450 anni dalla morte di Michelangelo", per il fatto che le celebrazioni , iniziate il 12 e 13 novembre 2013, dureranno per tutto il 2014.


Arte: Michelangelo, al via celebrazioni per 450 anni morte

ultimo aggiornamento: 11 novembre, ore 17:54


Firenze, 11 nov. - (Adnkronos) - Al via le celebrazioni per il 450° anniversario della Fondazione dell'Accademia delle Arti del Disegno e dei 450 anni morte di Michelangelo Buonarroti, che della secolare istituzione fiorentina fu primo accademico. Le manifestazioni partono martedi' 12 e mercoledi' 13 novembre a Firenze con il convegno internazionale di studi dal titolo ''Concetto, invenzione, giudizio. Il disegno padre delle arti nostre. Dall'Accademia delle Arti del Disegno di Giorgio Vasari al sistema educativo e creativo delle odierne arti visive in Europa''.
Due ricorrenze straordinarie che portano con se' un calendario di mostre, incontri, convegni e manifestazioni in programma a Firenze, Arezzo e Roma fino a settembre 2014. La rassegna si svolge sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica.
Tema del convegno inaugurale delle celebrazioni e' il percorso che dalla nascita dell'Accademia delle Arti del Disegno, prima accademia artistica d'Europa, fondata a Firenze nel 1563 sui principi della circolazione umanistica fra pensiero, invenzione, conoscenza e pratica delle arti, riuniti nell'espressione del disegno, porto' a istituire le Accademie di Belle Arti come sedi ufficiali del sistema creativo, estetico e conservativo, delle arti; ed oggi finalizzate all'alta formazione.





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Annotazione :

se vuoi conoscere qualche notizia sulla vita di Michelangelo e sulla sua arte leggi il post dal titolo "A 450 anni dalla morte di Michelangelo" (Post seguente)









marco buonarroti                               (miei autentici nome e cognome)

ARTE:"LA BELLEZZA CLASSICA E RINASCIMENTALE"

LA BELLEZZA NELL'ARTE CLASSICA E NEL RINASCIMENTO ITALIANO (DALL'INIZIO DEL SECOLO XV A TUTTO IL XVI SECOLO)
IL RINASCIMENTO EBBE,INFATTI, COME OBIETTIVO LA RIVALUTAZIONE DELLA CLASSICITA'.



La Venere di Milo, esposta al museo del Louvre,a Parigi
Rinvenuta sull'isola di Milo, a sud-ovest delle Isole Cicladi, ( mare Egeo Grecia) nel 1820.
La statua, in marmo, è una delle più famose opere dell'arte ellenistica (II secolo a,C.),la cui realizzazione è attribuita ad Alessandro di Antiochia in base ad una iscrizione incisa sul basamento,andato perduto.





                               




                        
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Il" David" di Donatello (soprannome di Donato di Niccolò di Betto Bardi,Firenze 1386-1466),scultore del "Primo Rinascimento",figura di fondamentale importanza
     nella storia dell'arte italiana
     Scultura bronzea, realizzata intorno al 1440, conservata nel Museo nazionale del
     Bargello,Firenze






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Il David di Michelangelo Buonarroti, esposto alla Galleria dell'Accademia a Firenze.
Scultura in marmo,realizzata da Michelangelo,tra il 1501 e il 1504




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La "Pietà" di Michelangelo,esposta nella basilica di S.Pietro in Vaticano
(scultura in marmo,realizzata da Michelangelo Buonarroti tra il 1497 e il 1499;
aveva appena 20/22 anni)



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"Perseo",statua in bronzo di Benvenuto Cellini,(1545-1554);la statua era esposta in piazza della Signoria(Firenze),nella Loggia dei Lanzi;attualmente è sottoposta a restauro e si trova in una sala degli "Uffizi".
Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571) fu uno scultore, incisore e orafo fiorentino, tra
i principali esponenti della corrente rinascimentale manierista in Italia e in Europa.




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Il Neo-classicismo di Antonio Canova:

Le "Tre Grazie", gruppo marmoreo (1816),conservato all'Ermitage, San Pietroburgo.




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"Teseo e il Centauro"(1805-1819),opera scultorea esposta al Kunst Historishes Museum di Vienna



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"Paolina Borghese", opera scultorea in marmo (1805-1808), esposta alla Galleria Borghese di Roma


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"Teseo sul Minotauro"(1781-1783),scultura esposta al "Victoria and Albert Museum di Londra"





Potete leggere notizie più dettagliate sul Canova nel post titolato:
Arte/Mostre :"Canova a Firenze-La bellezza e la memoria" ,datato 8 luglio

                                                                                                                        

 .
Marco Buonarroti
(Marco Buonarroti sono i miei autentici nome e cognome)



ARTE :"450 ANNI DALLA MORTE DI MICHELANGELO"

Arte: al via iniziative per 450 anni dalla morte di Michelangelo



  
Firenze,  - (Adnkronos) - Per celebrare degnamente a Firenze e in tutto il territorio regionale i 450 anni dalla fondazione dell'Accademia delle Arti del Disegno, voluta dal Granduca Cosimo I, e dalla morte di Michelangelo Buonarroti, si sono uniti in dieci, tutti i soggetti interessati, in modo da raccordare efficacemente le iniziative da portare avanti fino a tutto il 2014: Regione Toscana, Accademia delle Arti del Disegno, Accademia di Belle Arti di Firenze, Archivio di Stato di Firenze, Comune di Firenze, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, Polo Museale Fiorentino, Provincia di Firenze, Fondazione Casa Buonarroti, Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Soprintendenza di Firenze, Prato e Pistoia.
"Siamo molto soddisfatti di questo ricchissimo programma di manifestazioni legata a due anniversari fondamentali: quello della fondazione dell'Accademia delle Arti e del Disegno e la morte di Michelangelo - ha detto l'assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti nel suo saluto al presidente dellAccademia, professor Luigi Zangheri, che ha illustrato stamani il programma - Un percorso che ha visto coinvolti le più importanti istituzioni culturali fiorentine e toscane e di cui la Regione Toscana si è fatta promotore. Eventi, convegni e manifestazioni che si allargheranno a tutta la Toscana e che, per la qualità e prestigio, assumono un rilievo internazionale". Primo appuntamento venerdi' 18 ottobre, con l'apertura ufficiale       dell'Anno giubilare, presso il Palazzo de' Beccai di Firenze.


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Annotazione :                                        ( le annotazioni sono curate dall'autore del blog)

Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo 1475 - Roma 1564), scultore, pittore, architetto e poeta italiano del tardo Rinascimento. Artista geniale e inquieto, fu tra i massimi protagonisti della storia dell’arte occidentale. Michelangelo concepì la sua attività come una continua ricerca dell’ideale di bellezza.



Figlio di Lodovico Buonarroti, podestà di Caprese, a tredici anni era già a bottega dal Ghirlandaio. Dopo un anno, tuttavia, preferì avvicinarsi a Bertoldo di Giovanni e studiare le sculture antiche nel giardino di Lorenzo de’ Medici. Accolto a Palazzo Medici da Lorenzo, entrò in contatto con Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. La sua cultura si nutrì della dottrina platonica e il suo gusto artistico si formò sugli esempi di Masaccio, Donatello, Giotto. La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri (1490-1492 ca., Casa Buonarroti, Firenze) lo resero celebre non ancora ventenne.

Alla morte del Magnifico, temendo la cacciata dei Medici, Michelangelo fuggì a Venezia e poco dopo a Bologna, dove scolpì per l’arca di San Domenico le figure di San PetronioSan Procolo e un Angelo (1494-95).

Il Bacco (1496-1498, Museo del Bargello, Firenze) e il gruppo marmoreo della Pietà (1498-1500 ca., San Pietro, Roma) appartengono al primo soggiorno a Roma. Nella Pietà, una delle opere d’arte più famose al mondo e l’unico lavoro di Michelangelo firmato, tutta la rappresentazione si concentra sulla sacralità della scena.

Di ritorno a Firenze, Michelangelo diede inizio a un’intensa fase creativa. Sono di questo periodo la Madonna di Bruges in Notre-Dame (probabilmente iniziata nel 1501), il Tondo Pitti (1504-1505 ca., Museo del Bargello), il Tondo Taddei (1505-1506 ca., Royal Academy, Londra) e il dipinto noto come Tondo Doni (1504-1505, Uffizi, Firenze), che dopo il restauro rivelò colori brillanti, come quelli della volta della successiva Cappella Sistina.


Intanto Michelangelo ricevette la commissione del David (1501-1504, Accademia, Firenze), nel quale affrontò in modo innovativo il tema dell’eroe: rappresentò il campione della fede ebraica come un uomo giovane, completamente nudo, in apparenza calmo, ma con il corpo e i muscoli tesi, pronti ad affrontare il nemico. Situato in origine in piazza della Signoria, fu considerato simbolo dell’ideale politico repubblicano.


Mentre era ancora occupato con iDavid, fu chiesto a Michelangelo di confrontarsi con Leonardo affrescando la sala del Consiglio di Palazzo Vecchio. La sfida non venne mai conclusa, ma il cartone della Battaglia di Cascina (ora perduto) esprimeva la perfezione raggiunta dal Buonarroti nel disegno del nudo.

Munito di una raccomandazione in cui si dichiarava che la sua arte non aveva rivali in Italia e nel mondo”, Michelangelo fece ritorno a Roma. Doveva affrescare la volta della Cappella Sistina, ma protestava di non essere pittore. Tuttavia finì con il rinchiudersi nella cappella a lavorare indefessamente: terminò l’opera da solo, nel giro di quattro anni, dipingendo sdraiato sulle impalcature, con lo sguardo e il pennello sempre rivolti verso l’alto. Il risultato stupisce ancora dopo secoli. Struttura architettonica reale e figure dipinte sono in calibrato rapporto reciproco, tutto è studiato nei minimi particolari: basti guardare i bozzetti e i cartoni preparatori, dove i modelli sono analizzati sotto ogni punto di vista.

Le figure affrescate, dal plasticismo scultoreo, spiccano per i corpi vivi e possenti, di rara bellezza ed espressività. Seduti in trono sono i Profeti e le Sibille, mentre gli Ignudi collegano tra loro i diversi gruppi di figure e incorniciano le nove Storie della Genesi. Nel cuore della volta, la Creazione di Adamo: un semplice gesto di Dio Padre dà vita al primo uomo e richiama l’attenzione dei fedeli riguardanti verso di sé.

Dopo la morte di Giulio II, tra il 1513 e il 1515 Michelangelo scolpì per la tomba del papa le figure del Prigione ribelle e del Prigione morente (Louvre, Parigi) e il Mosè: rappresentazioni del tormento interiore dell’uomo, della stanchezza, della coscienza della fine. Il Prigione ribelle, incompiuto, esemplifica bene come Michelangelo lavorasse il marmo: “per forza di levare”, come diceva l’artista stesso, cioè attaccando il blocco frontalmente e togliendo con lo scalpello la materia poco a poco, finché non emergeva la figura.

Nel 1516, per volere di Leone X, Michelangelo iniziò a Firenze il progetto della facciata di San Lorenzo (mai realizzata) e nel 1519 i lavori della Sagrestia Nuova, o Cappella Medici: opere che mostrano come, nella sua visione, l’architettura e la scultura si integrassero l’una nell’altra. Nella cappella, la cupola luminosa, l’abbandono degli ordini classici e la disposizione simmetrica delle porte e delle tombe di Giuliano e Lorenzo de’ Medici (sulle quali trionfano, simbolo dello scorrere inarrestabile del tempo, le immagini del Giorno e della Notte, dell’Aurora e del Crepuscoloriflettono perfettamente lo spirito innovativo di Michelangelo architetto.

Dopo il Sacco di Roma da parte dei mercenari di Carlo V, Firenze fu posta sotto assedio dall’esercito imperiale e da quello del papa. I Medici erano alle porte. Michelangelo progettò nuove fortificazioni e partecipò attivamente alla difesa della città fino alla capitolazione. Perdonato da papa Clemente VII per avere appoggiato il governo repubblicano, riprese i lavori della Sagrestia Nuova. Ma ormai a Firenze si sentiva a disagio e nel 1534 si recò definitivamente a Roma dove, morto il papa Medici, compì per Paolo III Farnese l’opera della piena maturità, il Giudizio Universale della Cappella Sistina.


A 75 anni, dopo la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro (1542-1545 e 1546-1550, Cappella Paolina, Palazzi Vaticani, Roma), Michelangelo smise di dipingere. Deluso dalla realizzazione della tomba di Giulio II, terminata dagli aiuti (San Pietro in Vincoli), si dedicò quasi esclusivamente all’architettura. Avuta nel 1546 la direzione della fabbrica di San Pietro, mutò magistralmente il progetto ancora frammentario.

































Nello stesso periodo, mentre a Firenze proseguivano, sui suoi disegni del 1523, i lavori della Biblioteca Laurenziana, rinnovò la piazza del Campidoglio e terminò la costruzione del Palazzo Farnese, iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane. Nel 1559 elaborò i progetti per San Giovanni dei Fiorentini e per la Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore. Nei due anni successivi disegnò Porta Pia e intervenne per inserire la chiesa di Santa Maria degli Angeli nelle Terme di Diocleziano.
     


































Michelangelo: Amor, la tua beltà non è mortale
Michelangelo, la più grande personalità artistica del Rinascimento, pittore, scultore, architetto, scrisse anche versi che pur non raggiungendo le vette assolute delle altre imprese del suo genio creativo occupano comunque un posto originale all’interno della lirica cinquecentesca e in particolare di quella petrarchista. Scritte in modo disorganico lungo tutto l’arco della sua vita, spesso sul retro di fogli disegnati, le rime di Michelangelo vennero pubblicate solo nel Seicento a cura del nipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane, anch’egli letterato.
Encarta Enciclopedia
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Che questi fossero anni di drammatica crisi interiore è dimostrato dall’incompiutezza della Pietà Rondanini (1554-1564 ca., Castello Sforzesco, Milano), rimaneggiata di continuo fino a quattro giorni prima della morte. La medesima inquietudine traspare dalle poesie (scritte talvolta su fogli da disegno), un’attività creativa cui l’artista si dedicò per tutta la vita.

Ancora vivente, Michelangelo fu considerato artista grandissimo, superiore agli antichi; ebbe successo, conobbe e frequentò i personaggi di maggior spicco del suo tempo. Ma nonostante il suo forte temperamento, intese sempre la sua opera al servizio di verità universali, mai quale pura espressione della sua personalità.
(Rif.Bibl.Microsoft Encarta)

                                                       " La Pietà" (Roma in San Pietro)
                                                   Il" Mosè " (Roma in San Pietro in Vincoli)
                                                                     Il"Bacco"(Firenze)
                                           La "Madonna di Bruges" (Notre Dame-Parigi)
                                                                Il "David "( Firenze)

Michelangelo,pittore

Le immagini sono relative agli affreschi della Cappella Sistina:


                                           particolare della volta della Cappella,"la Sibilla Delfica"










                         marco buonarroti         (autentici miei nome e cognome )

PITTURA :"KANDINSKY A MILANO..."

Ripropongo la lettura del blog datato 6 gennaio 2014, dato il perdurare del suo interesse : la mostra sul maestro dell'astrattismo,infatti, è ancora in corso e lo sarà fino al 27 aprile prossimo venturo. 

marco buonarroti, autore del blog

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6 gennaio 2014

Il viaggio artistico di Kandinsky in 80 opere: in scena a Milano

Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu), 1925 © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN-GP © Vassily KandinskyGelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu), 1925 © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN-GP © Vassily Kandinsky

ultimo aggiornamento: 17 dicembre.
Milano - (Ign) - La collezione del Centre Pompidou si trasferisce a Palazzo Reale per raccontare lo 'spirituale nell'arte' di uno dei massimi esponenti dell'Astrattismo.
La mostra a Palazzo Reale, a cura di Angela Lampe, è promossa e prodotta dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, il Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group.


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Annotazione :             ( a cura dell'autore del blog)





                                                Vasilij Kandinskij

Kandinskij, Vasilij (Mosca 1866 - Neuilly-sur-Seine, Parigi 1944), pittore e critico russo la cui opera svolse un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'arte astratta. Studiò pittura e disegno a Odessa, diritto ed economia all'Università di Mosca e, dal 1896 al 1900, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Monaco. Realizzò le sue prime opere in uno stile naturalistico, ma nel 1909, dopo un viaggio a Parigi durante il quale rimase profondamente influenzato dalle opere dei fauves e dei postimpressionisti.
(fauves : gruppo di pittori, per la maggior parte francesi, che all'inizio del '900 si distinsero per l'uso selvaggio e violento del colore ).

 Verso il 1913 cominciò a creare opere considerate le prime totalmente astratte dell'arte moderna: non contenevano alcun riferimento agli oggetti del mondo fisico e ricavavano ispirazione e titolo dalla musica.
Nel 1911, insieme a Franz Marc, August Macke e altri espressionisti tedeschi, Kandinskij fondò il gruppo Der Blaue Reiter ('Il cavaliere azzurro'). In quel periodo le sue opere erano sia astratte sia figurative, sempre caratterizzate da colori brillanti e composizioni complesse.

L'influsso di Kandinskij sul corso dell'arte nel XX secolo fu accentuato dalla sua attività di teorico e di insegnante. Nel 1912 pubblicò Lo spirituale nell'arte, il primo trattato sull'astrattismo, che diffuse le sue idee in tutta l'Europa. Insegnò ai Laboratori artistici statali di Mosca dal 1918 al 1921 e al Bauhaus a Weimar e a Dessau, dal 1922 al 1933. Nel volume Punto, linea, superficie (1926) illustrò i principi fondamentali del suo insegnamento.

Dopo la prima guerra mondiale, i soggetti astratti di Kandinskij assunsero forme sempre più geometriche, mentre abbandonava il precedente stile fluido a favore di contorni nettamente scanditi e della chiarezza della composizione.


Composizione VIII No.260


La  Composizione VIII No. 260 (1923, Guggenheim Museum, New York), ad esempio, è un insieme armonioso di linee, cerchi, archi e altre forme geometriche elementari. Il suo stile si fece in seguito più raffinato e complesso e si espresse nella realizzazione di opere di straordinario equilibrio, quali Cerchio e quadrato (1943, collezione privata).

Poiché fu uno tra i primi artisti a esplorare i principi dell'astrattismo non rappresentativo o 'puro', Kandinskij può essere considerato un precursore dell'espressionismo astratto, una delle scuole di pittura più importanti del secondo dopoguerra.



                                                          Nero e viola





                                             Autunno in Bavaria









Nota :

Arte astratta o Astrattismo : Stile artistico apparso in Europa e nel mondo occidentale intorno al 1910, divenuto attraverso molteplici espressioni una delle tendenze più significative dell'arte del XX secolo; si contrappone programmaticamente all’arte figurativa.





marco buonarroti

LETTERATURA :"ANTON CHECOV"(dalla Voce della Russia)

Dalla "Voce della Russia"

                                         
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Rita Bolotskaja

Rose di Yalta per Anton Chekhov

Rose di Yalta per Anton Chekhov

La Penisola di Crimea è sempre stata una sede ospitale per gli uomini dell’arte. Così, il grande scrittore Anton Chekhov trascorse a Yalta gli ultimi cinque anni della sua vita. Qui egli scrisse il suo celebre e fortunato racconto “La signora con il cagnolino” ambientato proprio in questa città sul Mare Nero, nonché le piece “Il giardino dei ciliegi” e “Le tre sorelle”.


La tubercolosi polmonare non lasciava a Chekhov un’altra scelta se non quella della Crimea con il suo clima salubre. Nel 1898 la famiglia Chekhov decise di stabilirsi a Yalta. Lo scrittore fece costruire qui una casa di pietra bianca del posto battezzata Dacia Bianca che ora è nota in tutto il mondo, c’è un Museo di Chekhov. La casa dello scrittore diventò subito una sede di pellegrinaggio culturale e di attrazione universale. Appositamente per parlare con Chekhov si recarono a Yalta Lev Tolstoj, Maxim Gorkiy. Nella Dacia Bianca trascorrevano molto tempo Ivan Bunin ed Alexandr Kuprin. Intorno a Chekhov iniziò subito a ribollire la vita pubblica.
Dice Vladimir Kataev, noto studioso di Chekhov, dottore in lettere e professore della MGU:
A Yalta egli non semplicemente viveva ma sin dall’inizio, essendo ispirato dal sentimento del dovere sociale che lo caratterizza, diventò un centro di attrazione per coloro che voleva assistere i malati, scrittori, insegnanti ed altre persone che venivano a Yalta per trascorrervi un periodo di cura. Partecipava sia alla raccolta di offerte, sia agli impegni per l’alloggiamento di queste persone.
Nel 1898 il Teatro dell’Arte di Mosca mise in scena Il Gabbiano di Chekhov e poco dopo Lo Zio Vania. Chekhov vuole vedere gli spettacoli con i propri occhi, ma i medici sono irremovibili: non mettere piede fuori da Yalta! Allora tutta la compagnia del famoso teatro con a capo Stanislavsky arriva in Crimea: Sebastopoli e poi Yalta.
Attualmente il teatro di Yalta che porta il nome di Chekhov tiene regolarmente il Festival internazionale “Teatro. Chekhov. Yalta”, al quale si riunicono compagnie teatrali di tutto il mondo. Per esempio, l’anno scorso tra i suoi partecipanti ci sono stati teatri del Giappone, del Messico, di Israele, della Georgia, della Lituania.
Chekhov scoprì la Crimea non solo per il monto, ma anche per i suoi connazionali,- è convinto lo scrittore e storico di letteratura russa Alexey Varlamov:
Penso che Chekhov con la sue opere letterarie abbia reso la Crimea immortale.
In aprile, nella Dacia Bianca di Yalta si terranno Le tradizionali XXXV Letture Chokhoviane – conferenza scientifico-pratica internazionale degli studiosi di Chekhov. La Casa- Museo è pronta ad accogliere gli ospiti.

PITTURA :"KANDINSKY ANCHE A VERCELLI"

Kandinskij,padre dell'astrattismo, in mostra a Vercelli dal 29 marzo al 6 luglio 2014
22 capolavori negli "spazi dell'Arca", situati nella chiesa San Marco, (XIV sec).



Kandinskij, Vasilij (Mosca 1866 - Neuilly-sur-Seine, Parigi 1944), pittore e critico russo la cui opera svolse un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'arte astratta. Studiò pittura e disegno a Odessa, diritto ed economia all'Università di Mosca e, dal 1896 al 1900, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Monaco. Realizzò le sue prime opere in uno stile naturalistico, ma nel 1909, dopo un viaggio a Parigi durante il quale rimase profondamente influenzato dalle opere dei fauves e dei postimpressionisti, i suoi dipinti acquisirono colori più vividi e composizione più fluida. Verso il 1913 cominciò a creare opere considerate le prime totalmente astratte dell'arte moderna: non contenevano alcun riferimento agli oggetti del mondo fisico e ricavavano ispirazione e titolo dalla musica.
Nel 1911, insieme a Franz Marc, August Macke e altri espressionisti tedeschi, Kandinskij fondò il gruppo Der Blaue Reiter ('Il cavaliere azzurro'). In quel periodo le sue opere erano sia astratte sia figurative, sempre caratterizzate da colori brillanti e composizioni complesse.
L'influsso di Kandinskij sul corso dell'arte nel XX secolo fu accentuato dalla sua attività di teorico e di insegnante. Nel 1912 pubblicò Lo spirituale nell'arte, il primo trattato sull'astrattismo, che diffuse le sue idee in tutta l'Europa. Insegnò ai Laboratori artistici statali di Mosca dal 1918 al 1921 e al Bauhaus a Weimar e a Dessau, dal 1922 al 1933. Nel volume Punto, linea, superficie (1926) illustrò i principi fondamentali del suo insegnamento.
Dopo la prima guerra mondiale, i soggetti astratti di Kandinskij assunsero forme sempre più geometriche, mentre abbandonava il precedente stile fluido a favore di contorni nettamente scanditi e della chiarezza della composizione. Composizione VIII No. 260 (1923, Guggenheim Museum, New York), ad esempio, è un insieme armonioso di linee, cerchi, archi e altre forme geometriche elementari. Il suo stile si fece in seguito più  raffinato e complesso e si espresse nella realizzazione di opere di straordinario equilibrio, quali Cerchio e quadrato (1943, collezione privata).
Poiché fu uno tra i primi artisti a esplorare i principi dell'astrattismo non rappresentativo o 'puro', Kandinskij può essere considerato un precursore dell'espressionismo astratto, una delle scuole di pittura più importanti del secondo dopoguerra.
(Rif.bibl.Microsoft &Encarta)


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                                                            Villaggio olandese








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Vercelli in breve :


Vercelli

Vercelli è il maggior mercato europeo del riso; le sue industrie sono attive nei settori alimentare (riserie, molini), metalmeccanico (macchinari agricoli), chimico (fertilizzanti), tessile e delle fibre artificiali. La provincia di Vercelli, che comprende 86 comuni in un territorio per circa due terzi pianeggiante e per il resto montuoso con boschi e pascoli, è dedita all'agricoltura (riso, frumento, mais, foraggi, viti, frutta), all'allevamento di bovini, allo sfruttamento forestale, all'industria tessile (Bassa Valsesia) e ad attività turistiche nei centri di soggiorno e di sport invernali della Valsesia, nelle Alpi Pennine.

Il centro storico cittadino rivela nella tessitura urbanistica e in vari edifici la sua origine medievale (come nella centrale piazza Cavour), ma il suo aspetto più evidente è dovuto all'architettura dei secoli XVIII e XIX. Conserva notevoli monumenti: la basilica di Sant'Andrea, costruita fra il 1219 e il 1227 in un gotico d'ispirazione cistercense, presenta una facciata incastonata fra due campanili e aperta da tre profondi portali, un alto tiburio, una grande torre campanaria e un chiostro nell'attigua abbazia; la Casa Centori ha un cortile bramantesco di fine Quattrocento; la chiesa di San Cristoforo, del 1515 ma poi più volte rimaneggiata, conserva i celebri affreschi di Gaudenzio Ferrari; la Cattedrale (XVI-XVIII secolo) possiede un crocefisso romanico dell'XI secolo, un notevole tesoro e un prezioso archivio capitolare; notevole infine è la ex chiesa barocca di Santa Chiara (1756), a pianta esagonale.

Da ricordare inoltre è il Museo Leone, con interessanti collezioni archeologiche e di arti minori; il Civico museo Borgogna, che espone opere pittoriche che vanno dal XIV al XX secolo, e in particolare opere di artisti quattro-cinquecenteschi di scuola vercellese (Gaudenzio e Defendente Ferrari, Sodoma, Lanino, Giovenone).






                                                            Chiesa di Sant'Andrea



marco buonarroti

LETTERATURA :"ALBERTO MORAVIA SCRISSE ...."

Citazione di Alberto Moravia :

"L'INVIDIA E' COME UNA PALLA DI GOMMA CHE PIU' LA SPINGI  SOTTO E PIU' RITORNA A GALLA"
(Alberto Moravia in" Racconti Romani",1959)








 Moravia, Alberto Pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma 1907-1990), scrittore italiano. Esordì a soli ventidue anni con il romanzo "Gli indifferenti (1929)", descrizione lucida e impietosa della crisi di valori del mondo borghese, che gli procurò fama immediata in Italia. I due successivi romanziLe ambizioni sbagliate (1935) e La mascherata (1941), furono entrambi bloccati dalla censura fascista, che vide in essi una satira del regime.





Dopo aver trascorso alcuni anni all’estero, nel dopoguerra Moravia riprese l’attivita narrativa e cominciò a dedicarsi anche al giornalismo, alla critica cinematografica (Al cinema, 1975, raccoglie parte dei suoi articoli pubblicati su “L’Espresso”), alla drammaturgia (Beatrice Cenci, 1958; Il dio Kurt, 1968; La vita è gioco, 1969) e in seguito alla saggistica (L’uomo come fine e altri saggi, 1964; Impegno controvoglia, 1980). Nel 1953 fondò con Alberto Carocci “Nuovi Argomenti”, di cui fu anche direttore.

Tra i suoi romanzi si ricordano Agostino (1944), storia del primo incontro di un adolescente con il sesso; La romana (1947), memorabile ritratto di donna sullo sfondo dell’Italia fascista, dal quale nel 1954 fu tratto un film per la regia di Luigi Zampa; L’amore coniugale (1949) e Il disprezzo (1954), nei quali Moravia applica la propria visione critica alla tipica istituzione borghese del matrimonio; La noia (1960, premio Viareggio), che analizza il rapporto dell’uomo alienato con la realtà.
Una delle sue opere più note è La ciociara (1957), ambientata in tempo di guerra, per la quale l’autore attinse ai propri ricordi personali. A questo romanzo il regista Vittorio De Sica si ispirò per uno dei suoi capolavori.
All’ultima fase appartengono le allegorie politiche La vita interiore (1978), che affronta il tema del terrorismo, e 1934 (1982), storia dell’incontro fra un giovane antifascista italiano e una ragazza tedesca. Moravia fu anche un maestro del racconto: i Racconti romani (1954) e i Nuovi racconti romani (1959) ritraggono vividamente il sottoproletariato della Roma del dopoguerra, mentre La cosa (1983) è una raccolta di racconti erotici.                   



marco buonarroti               (miei autentici nome e cognome)