domenica 7 febbraio 2016

ARCHEOLOGIA :"POST DEL 9 GENNAIO 2015...VILLA ADRIANA...."

Villa Adriana


Villa Adriana, Tivoli Località archeologica sita a 6 km da Tivoli, nel Lazio centrale; consiste nel complesso della grande villa fatta costruire fra il 110 e il 135 d.C. dal colto imperatore Adriano, che si ispirò per gli edifici e la sistemazione degli spazi ai monumenti e ai luoghi ammirati nelle province orientali.
Estesa su un’area di circa 120 ettari, la villa comprende l’elegante Palazzo Imperiale, affacciato sulla valle, con la vicina caserma dei Vigili e le cosiddette Biblioteche greca e latina, probabilmente lussuose sale da banchetto; il delizioso Teatro Marittimo, o Villa dell’Isola, piccolo edificio costruito su un’isoletta artificiale circondata da un canale; il Pecile, vasto quadriportico rettangolare (232 x 97 metri) con al centro una piscina; le Piccole e Grandi Terme; il Pretorio (complesso di magazzini e locali di servizio); la Piazza d'Oro, con vasto giardino; la valletta del Canopo con la vasca (lunga 119 m) decorata da statue e il tempio di Serapide; il piccolo Teatro greco; l'Accademia, elaborato complesso di ambienti lussuosamente decorati; ninfei e giardini.
A partire dalla fine Quattrocento, quando si risvegliò l’interesse archeologico per i monumenti del sito, Villa Adriana ha restituito moltissime opere d'arte, soprattutto sculture e mosaici, oggi disperse nei musei di tutto il mondo. Le sue grandiose rovine hanno ispirato artisti famosi, come l’architetto e antiquario Pirro Ligorio, che dal 1549 diresse gli scavi nella zona; e Giovanni Battista Piranesi, che alla fine del Settecento realizzò un'importante serie di vedute del complesso della villa.
( Rif.Bibliografico Microsoft Encarta).

Dalla cronaca culturale dei media, negli ultimi mesi del 2014, si apprende che a Villa Adriana, da un anno circa  sono stati operativi scavi  archeologici  i cui risultati hanno dato un nuovo significato a quella zona della villa designata "Palestra": ossia un luogo di  culto delle divinità egizie piuttosto che luogo di culto del corpo; la scoperta nel 2006 di una sfinge aveva  indotto i ricercatori a ipotizzare, sin d'allora, una diversa utilizzazione di quella zona. 
Il recente rinvenimento di una statua zoomorfa* del dio Horus**(in forma di falco) e una testa in marmo del Doriforo di Policleto***, conferma, secondo gli studiosi, la validità dell'interpretazione a favore "del luogo di culto". 



                                                     Statua zoomorfa del dio Horus


                                             La testa in marmo del Doriforo di Policleto



La 'Palestra' è uno dei più grandi e importanti complessi monumentali della villa tiburtina, dove mai erano state compiute ricerche approfondite prima di quelle tuttora in corso.
Il complesso è costituito di sette edifici, fra cui una sala circondata da un doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale con colonne marmoree, oggi tutti restaurati .

















L'Area Archeologica di Villa Adriana, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, comprende,come già detto, un enorme complesso architettonico che si estende per circa 120 ettari, di cui 40 visitabili, sul pianoro tufaceo sottostante la cittadina di Tivoli in provincia di Roma.


Note :
*  zoomorfo: aggettivo,..che rappresenta un animale

**  dio Horus :





 Horus Nella mitologia egizia, dio del cielo, della luce e della bontà. Una delle principali divinità egizie, Horus era figlio di Iside, dea della natura, e Osiride, dio del mondo sotterraneo; quando Osiride fu ucciso dal suo malvagio fratello, Seth, dio dell'oscurità e del male, Horus vendicò la morte del padre uccidendo suo zio. Solitamente raffigurato in figura di falco (o con testa di falco), è rappresentato anche come un bambino con un dito sulle labbra (e per questo era ritenuto dai romani il dio del silenzio). Horus era noto presso i greci e i romani con il nome di Arpocrate.


***
Doriforo di Policleto :                                          (doriforo,dal greco arcaico: portatore di lancia)

 Il Doriforo di Policleto, statua marmorea, è un perfetto esempio di "contrapposto"****, uno schema compositivo nel quale la disposizione di braccia e gambe, e di bacino e spalle è regolata da un equilibrio incrociato che conferisce alla figura una sorta di dinamismo trattenuto e composto. Le opere di Policleto, uno dei principali scultori della Grecia classica, sono conosciute solo attraverso le numerose copie di età ellenistica e romana: del suo capolavoro, il Doriforo, la copia meglio conservata si trova al Museo Nazionale di Napoli.

Encarta Enciclopedia

Archivi Alinari


****
Contrapposto :
Nelle arti figurative, principio compositivo che regola, in modo proporzionale o dinamico, il bilanciamento delle membra o delle masse nell’atteggiamento della figura umana: il c. delle membra nel David di Michelangelo.


Riproduzione vietata

 marco buonarroti

.QUESTO NOSTRO PIANETA:"VACANZE CONTRO L'AMBIENTE....LE ISOLE GALAPAGOS"

Questo nostro povero pianeta !

Vacanze dannose per l'ambiente ."Le isole Galàpagos"











Galápagos (anche Colón), arcipelago dell'Ecuador, situato nell'oceano Pacifico in corrispondenza dell'equatore, a 90° di longitudine ovest e a circa 1.000 km dalla costa dell'America meridionale. Dal punto di vista amministrativo costituisce una provincia dell’Ecuador, con una superficie complessiva di 8.010 km². L’arcipelago è costituito da tredici isole maggiori (Isabela, che è la più estesa, Santa Cruz, Fernandina, San Cristóbal, San Salvador, Española, Santa María, Pinta, Marchena, Genovesa, Santa Fé, Baltra e Rábida) e da circa cinquanta isolotti e scogli affioranti.


 

 Scoperte dallo spagnolo Tomás de Berlanga, vescovo del Panamá, nel 1535, le isole rimasero, nei secoli XVII e XVIII, pressoché disabitate, divenendo un covo di bucanieri, pirati e balenieri. Nel 1832 furono annesse all'Ecuador che, nel 1892, in occasione del quarto centenario della scoperta dell'America, diede loro il nome ufficiale di Archipiélago de Colón. Di notevole importanza strategica, soprattutto dopo l'apertura del canale di Panamá, le Galápagos furono oggetto di interesse da parte di Inghilterra e Stati Uniti per tutto il XIX secolo. Nel corso della seconda guerra mondiale furono protette dall'esercito statunitense.

 Le Galápagos sono famose per la ricchezza e particolarità della loro fauna, che comprende numerose specie endemiche. Fra i rettili si ricordano le iguane delle Galápagos, sia marine che terrestri, e, soprattutto, le tartarughe marine giganti, delle quali l'arcipelago (che ha preso il nome proprio da questi animali: in spagnolo galápago significa infatti testuggine) ospita ben sei specie diverse . L'avifauna (l'insieme degli uccelli) è costituita da più di ottanta specie diverse, fra cui si ricordano i fenicotteri, i cormorani e i pinguini. 
(Rif.ti bibl. : Microsoft Encarta)






















..."Nel 1995 il governo ecuadoriano stabili che il numero di turisti ammessi alle isole Galàpagos poteva passare da 20.000 a 60.000 all'anno. Questa decisione ha comportato il sovraffollamento di cittadine come Puerta Ayora, dove gli equadoriani sono accorsi in massa per approfittare del boom turistico.
I nuovi arrivati hanno portato con sè le famiglie e gli animali domestici, gatti, cani, e capre nessuno dei quali endemico nelle isole.Alcuni di questi sono diventati selvatici, accoppiandosi con gli animali del luogo e si sono messi in competizione per il cibo.Cani e gatti hanno cominciato a mangiare iguane e tartarughe.
Ma l'arrivo dei nuovi abitanti non è stato l'unico fattore ad avere un impatto sulla fauna e sulla flora locale.Il numero delle tartarughe giganti è crollato a causa dell'inseminazione artificiale delle femmine, voluta dagli scienziati per incrementare il numero di esemplari. Ora però le femmine preferiscono il metodo artificiale a quello naturale, anche perchè i maschi della specie sono notoriamente pigri; in questo modo però il numero di esemplari di tartarughe giganti continua a diminuire.
E poi ci sono le navi da crociera che sempre più numerose arrivano alle isole Galàpagos, e che buttano in mare, a 28 chilometri dalla costa, le acque di scolo, distruggendo l'ecosistema marino.
Le navi sono anche considerate responsabili dell'enorme quantità di rifiuti che tutte le mattine viene trascinata a riva.
Se alle navi da crociera si aggiungono le barche che si offrono di portare i turisti a pesca, le gite di un giorno, le moto d'acqua e i voli in elicottero si può ben capire come il futuro delle isole Galàpagos possa sembrare piuttosto desolante.
A quanto pare però il governo ecuadoriano se n'è accorto e sta preparando nuove leggi per contenere l'immigrazione e inasprire i controlli dei cargo.Inoltre sta resistendo alle pressioni dei tour operator che vorrebbero incrementare ancora il numero di turisti ammessi sulle isole e permettere a navi più grandi di raggiungere le coste.
Le isole Galàpagos sono a un  punto cruciale della loro storia, e la cosa migliore che potete fare al fine di preservare la loro bellezza per le generazioni future è di non andarci affatto.
David Attenborough ha girato un bel documentario sulle isole Galàpagos che potete vedere in dvd."...
(pag.26 del libro :"Cinquanta vacanze orrende"di Dan Kieran,Editore Einaudi ,collana ET Pop.)








 
marco buonarroti

.-RUBRICA:"HANNO DETTO/SCRITTO.......(ALBERTO MORAVIA)"

Citazione di Alberto Moravia :

"L'INVIDIA E' COME UNA PALLA DI GOMMA CHE PIU' LA SPINGI  SOTTO E PIU' RITORNA A GALLA"
(Alberto Moravia in" Racconti Romani",1959)








 Moravia, Alberto Pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma 1907-1990), scrittore italiano. Esordì a soli ventidue anni con il romanzo "Gli indifferenti (1929)", descrizione lucida e impietosa della crisi di valori del mondo borghese, che gli procurò fama immediata in Italia. I due successivi romanziLe ambizioni sbagliate (1935) e La mascherata (1941), furono entrambi bloccati dalla censura fascista, che vide in essi una satira del regime.





Dopo aver trascorso alcuni anni all’estero, nel dopoguerra Moravia riprese l’attivita narrativa e cominciò a dedicarsi anche al giornalismo, alla critica cinematografica (Al cinema, 1975, raccoglie parte dei suoi articoli pubblicati su “L’Espresso”), alla drammaturgia (Beatrice Cenci, 1958; Il dio Kurt, 1968; La vita è gioco, 1969) e in seguito alla saggistica (L’uomo come fine e altri saggi, 1964; Impegno controvoglia, 1980). Nel 1953 fondò con Alberto Carocci “Nuovi Argomenti”, di cui fu anche direttore.

Tra i suoi romanzi si ricordano Agostino (1944), storia del primo incontro di un adolescente con il sesso; La romana (1947), memorabile ritratto di donna sullo sfondo dell’Italia fascista, dal quale nel 1954 fu tratto un film per la regia di Luigi Zampa; L’amore coniugale (1949) e Il disprezzo (1954), nei quali Moravia applica la propria visione critica alla tipica istituzione borghese del matrimonio; La noia (1960, premio Viareggio), che analizza il rapporto dell’uomo alienato con la realtà.
Una delle sue opere più note è La ciociara (1957), ambientata in tempo di guerra, per la quale l’autore attinse ai propri ricordi personali. A questo romanzo il regista Vittorio De Sica si ispirò per uno dei suoi capolavori.
All’ultima fase appartengono le allegorie politiche La vita interiore (1978), che affronta il tema del terrorismo, e 1934 (1982), storia dell’incontro fra un giovane antifascista italiano e una ragazza tedesca. Moravia fu anche un maestro del racconto: i Racconti romani (1954) e i Nuovi racconti romani (1959) ritraggono vividamente il sottoproletariato della Roma del dopoguerra, mentre La cosa (1983) è una raccolta di racconti erotici.                   



marco buonarroti        

sabato 6 febbraio 2016

LETTERATURA:" (2) LE FAVOLE DI JEAN DE LA FONTAINE"

" Il corvo e la Volpe ", di Jean De La Fontaine

(se volete leggere qualche notizia su Jean de La Fontaine, leggete il post del 31 gennaio u.s. dal titolo Letteratura:"(1) Le favole di Jean.............)
             



Sen stava messer Corvo sopra un albero
con un bel pezzo di formaggio in becco,
quando la Volpe tratta al dolce lecco
di quel boccon a dirgli cominciò:

-Salve, messer del Corvo, io non conosco
uccel di voi più vago in tutto il bosco.
Se è ver quel che si dice
che il vostro canto è bel come son belle
queste penne, voi siete una Fenice-.

A questo dir non sta più nella pelle
il Corvo vanitoso:
e volendo alla Volpe dare un saggio
del suo canto famoso,
spalanca il becco e uscir lascia il formaggio.

La Volpe il piglia e dice:-Ecco, mio caro,
chi dell'adulator paga le spese.
Fanne tuo pro' che forse
la mia lezione vale il tuo formaggio-.
il Corvo sciocco intese
e(un po' tardi) giurò d'esser più saggio.



marco buonarroti

.-RUBRICA :"HANNO DETTO/SCRITTO....EPITTETO,FILOSOFO ANTICA GRECIA...."

"Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà"  (Epitteto)




 Epitteto (Ierapoli, Frigia 50 ca. - Nicopoli, Epiro 130 ca. d.C.), filosofo greco, esponente del tardo stoicismo dell'età imperiale. Portato come schiavo a Roma e divenuto liberto di Nerone, studiò in seguito filosofia e la insegnò fino al 90 d.C. In quell'anno l'imperatore Domiziano, temendo la diffusione delle dottrine stoiche*, esiliò Epitteto e molti altri filosofi. Epitteto si stabilì a Nicopoli, nel sud dell'Epiro, dove morì.
Le sue dottrine sono conservate in due opere compilate da un discepolo, lo storico e filosofo greco Arriano: il Manuale, pervenutoci interamente, e le Diatribe, di cui esistono solo quattro degli otto libri originari. Da queste opere si desume che Epitteto fu principalmente interessato a tematiche etiche, cioè alla definizione del 'bene'. 

Egli sostenne che l'universo è governato dal logos**divino, che è pura ragione, ed è perfetto in ogni sua parte. Ne deriva che l'uomo non può conoscere né tantomeno modificare il proprio destino: deve quindi cessare di lottare per il conseguimento di finalità mondane, accettando invece con serenità la propria impotenza dinanzi al fato. A corollario del suo pensiero, Epitteto affermò che l'uomo, a causa della propria debolezza, deve tollerare gli altrui difetti.

Note :
* Stoico,agg., da stoicismo : dottrina di una delle tre grandi scuole filosofiche dell'epoca ellenestica insieme alle altre due : epicureismo e scetticismo.
Lo stoicismo considerava il cosmo come un ordine razionale e provvidenziale, identificando la vera felicità nella virtù, e la sapienza nella serena accettazione degli eventi e particolarmente del dolore e della morte ( da Garzanti Dizionario).
Ne deriva l'estensione : "stoicismo" : fortezza d'animo esemplare, eroica difronte alle sventure.

**Logos : dal latino letteralmente = parola.
                 Nella filosofia e nella teologia antica : la ragione divina che agisce come principio ordinatore dell'universo
                

marco buonarroti

.QUESTO NOSTRO PIANETA:"LA SICILIA ....E SITI UNESCO...."








La Sicilia è la regione italiana con più siti UNESCO.







                               
                                  °°°°°°°°°°°°°°°°°°



Un po' di cultura generale :

L'UNESCO è l' L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO).




E' stata fondata durante la Conference of Allied Ministers of Education (CAME) che si è svolta tra il 1 e il 16 novembre 1945, per promuovere il mantenimento della pace, incentivando la cooperazione internazionale nei campi della cultura, dell’educazione, delle scienze umane e naturali.
Ha sede a Parigi, il suo organo principale è  la Conferenza generale, composta da rappresentanti dei 192 stati membri e dei 6 stati associati, la quale elegge i componenti del comitato esecutivo; quest’ultimo, formato da 51 membri, nomina il direttore generale e supervisiona la realizzazione dei programmi biennali dell’istituto.









Come già accennato, il  fine principale dell’UNESCO è quello di incentivare la diffusione della conoscenza, promuovendo gli scambi culturali fra i popoli, nel rispetto delle differenti identità e tradizioni. L’attività dell’UNESCO abbraccia settori di indagine e di intervento quali quelli dell’istruzione, dello sviluppo e dell’urbanizzazione, dei diritti umani e della parità fra i sessi. I suoi progetti sociali e i suoi programmi di ricerca danno la priorità alla questione giovanile, al problema della disoccupazione, al tema della crescente distanza fra paesi in via di sviluppo e nazioni industrializzate.

All’UNESCO si deve anche l’istituzione, nel 1972, del World Heritage Committee, che si occupa della designazione dei Siti patrimonio dell’umanità (World Heritage Sites).


                                                 
                                                °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

L'architettura arabo-normanna di Palermo...., le cattedrali di Cefalù e Monreale "patrimonio mondiale dell'umanità"


Con l’itinerario arabo-normanno, la Sicilia conta adesso ben 7 riconoscimenti, che ne fanno la regione con più siti Unesco: l’Etna, le Isole Eolie, la Valle dei Templi di Agrigento, la Villa del Casale di Piazza Armerina, la Val di Noto e Siracusa, la necropoli di Pantalica e appunto il percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù.

Questo itinerario è composto da nove monumentiil Palazzo Reale con la cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti e quella di Santa Maria dell’Ammiraglio (nota come chiesa della Martorana), la chiesa di San Cataldo, la cattedrale di Palermo, il palazzo della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, la Cattedrale e il chiostro di Cefalù e Monreale.



                                                             Etna


                                         Uno scorcio delle isole Eolie
                                               

 
                                             Valle dei Templi di Agrigento  


                                                          Piazza Armerina


                                 Villa del Casale  di Piazza Armerina (rovine)
 


                                                             Val di Noto



                                                              Siracusa



                                              Necropoli di Pantalica


La bellezza e la storia dei monumenti in questione  costituiscono davvero un patrimonio inestimabile da custodire gelosamente e da tramandare alle future generazioni che potranno ripercorrere, rapite e incantate da tanta bellezza traboccante di storia, il cammino dell'umanità siciliana attraverso i secoli.
Non si tratta di " campanilismo " nazionale,ne tanto meno regionale, non sono infatti siciliano, ma di oggettiva testimonianza di ciò che l'uomo riescie a concepire e a fare in una terra che sin dai primordi si è generosamente offerta con le sue bellezze naturali per stimolare il genio artistico delle popolazioni autoctone che nel corso del tempo si sono fuse con  i fenici, i greci, i romani , i bizantini, gli islamici, i normanni e altre dinastie europee quali gli angioini, aragonesi, borboni, in un crogiolo di civiltà, i cui frutti sono rimasti indelebili nel campo delle arti e delle scienze umanistiche. 


                                   Palermo, Palazzo dei Normanni (XI-XII sec.)



                                         Particolare della Cappella Palatina


                                              Ancora la Cappella Palatina



                       Palermo, Chiesa di San Giovanni degli eremiti.( anno 1132 )


                     Palermo, Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (anno 1143)



                                  Palermo, Castello della Zisa. (anno 1166 )

                                               Cefalù, Cattedrale (XIII secolo)

                                         Monreale,Cattedrale (XII secolo)

 

Questo itinerario è composto da nove monumenti: il Palazzo Reale con la cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti e quella di Santa Maria dell’Ammiraglio (nota come chiesa della Martorana), la chiesa di San Cataldo, la cattedrale di Palermo, il palazzo della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, la Cattedrale e il chiostro di Cefalù e Monreale.

(le foto sono state tratte di Wikipedia)
                                                                             Riproduzione vietata

marco buonarroti