lunedì 11 aprile 2016

NOBEL ITALIANI DA RICORDARE :"SALVATORE QUASIMODO"

NEL 1959 IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA FU ASSEGNATO A SALVATORE QUASIMODO



Quasimodo, Salvatore (Modica, Ragusa 1901 - Napoli 1968), poeta, traduttore e critico italiano, esponente di spicco del movimento ermetico. Cominciò a scrivere versi giovanissimo, all'età di quindici anni. Dopo il conseguimento, nel 1919, del diploma di maturità tecnica a Messina, si trasferì a Roma per continuare gli studi, che fu costretto ad abbandonare per problemi economici. Figura importante della giovinezza fu monsignor Rampolla del Tindaro, che gli insegnò il greco e il latino.

Visse a Firenze e a Milano,dove fu assunto dal settimanale "Tempo"
Le sue opere :
"Acque e terre ",la prima raccolta di poesie,è del 1930.
"Oboe sommerso",raccolta di poesie ermetiche,del 1932
"Erato e Apollion",(1936),"Nuove Poesie"(1936-1942),confluite nel volume "Ed è subito sera";
"La vita non è sogno" (1949),"Falso e vero verde"(1949-1955),"La terra impareggiabile"(1955-1958).
Intanto la sua fama andava crescendo, accompagnata da numerosi premi letterari fino al conferimento nel 1959 del Premio Nobel per la letteratura.


Molto importanti sono le traduzioni raccolte nel volume Lirici greci (1940), a cui seguirono le traduzioni di Omero, Virgilio e Catullo, ma anche di Shakespeare e Neruda, e la pubblicazione delle antologie Lirica d’amore italiana dalle origini ai nostri giorni (1957) e Poesia italiana del dopoguerra (1958). La produzione critica include un saggio sulla funzione politica del poeta (Il poeta e il politico, 1960, discorso di accettazione del premio Nobel) e una serie di scritti sul teatro apparsi originariamente in 'Omnibus' e 'Il Tempo' e poi parzialmente raccolti in volume nel 1961.


Mentre nella prima fase della sua evoluzione il poeta aveva mostrato predilezione per le immagini rarefatte e per l'ambientazione in una Sicilia dal sapore mitico, che lo avvicinò all’ermetismo, in seguito la sua opera cominciò a riflettere in modo più diretto l'opposizione al regime fascista e l'orrore della guerra, particolarmente in Giorno dopo giorno (1947).

Dalla raccolta "La terra impareggiabile",la poesia: 

"I soldati piangono di notte"

Nè la Croce, nè l'infanzia bastano,
il martello del Golgota, l'angelica
memoria a schiantare la guerra.
I soldati piangono di notte
prima di morire, sono forti, cadono
ai piedi di parole imparate 
sotto le armi della vita.
Numeri amanti, soldati,
anonimi scrosci di lacrime.

Commento dal volume "Cento scrittori"di Giacomo Spadafora-Ed.Palumbo (pag.680):
Vicenda inesorabile è nel destino dell'uomo, la guerra. Nè la divina lezione d'amore del Cristo nè il candore e la dolcezza dell'infanzia valgono ad allontanarla da noi.Essa resta la legge e la necessità che l'uomo impara ad affrontare "sotto le armi della vita"..................Cosa sono i soldati ? Numeri che pure hanno un cuore, "anonimi scrosci di lacrime".  




marco buonarroti    (miei nome e cognome autentici)

domenica 10 aprile 2016

LETTERATURA :"17 APRILE 2014 :MORIVA GARCIA MARQUEZ,SCRITTORE, NOBEL ....."


Post del 19 aprile 2014:

Addio a García Márquez
 
ultimo aggiornamento: 18 aprile, ore 16:27
Città del Messico - (Adnkronos/Dpa ) - E' morto giovedì 17 aprile, nella sua casa a Città del Messico all'età di 87 anni . Lunedì l'ultimo saluto allo scrittore. I suoi resti saranno cremati in privato poi si terrà una cerimonia pubblica. Il cordoglio di un continente, da Vargas Llosa a Obama. ''I nostri cent'anni di solitudine iniziano oggi'', su Twitter l'addio a Gabo

°°°°°°°°°°
                                           
9 aprile 2014
Da "ArticoloTre", quotidiano on line

Gabriel Garcia Marquez lascia l’ospedale, condizioni ancora delicate

Lo scrittore è stato dimesso dalla clinica a Città del Messico, convalescenza a casa, ma le sue condizioni rimangono "fragili".
Gabriel Garcia Marquez lascia l'ospedale, condizioni ancora delicate-Redazione- Il premio Nobel per la letteratura Gabriel Garcia Marquez ha lasciato l'ospedale di Città del Messico, dove era stato ricoverato il 31 marzo scorso per un'infezione polmonare ed è tornato nella sua abitazione nella capitale messicana.
Jacqueline Pineda, portavoce dell'Istituto nazionale di Medicina,  ha detto che le condizioni di salute di "Gabo" rimangono "fragili", a causa dell'età avanzata, 87 anni.

L'ultima apparizione in pubblico dello scrittore colombiano risale al 6 marzo scorso, quando si affacciò dalla sua casa di Città del Messico per salutare i giornalisti accorsi per il suo 87esimo compleanno. Marquez sorrise, accettò regali e posò per i fotografi, ma non parlò con i giornalisti.
Marquez è considerato il più grande scrittore in lingua spagnola dopo Miguel de Cervantes, l'autore del Don Chisciotte.



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Annotazione :                             (a cura dell'autore del blog)



          García Márquez, Gabriel (Aracataca, Colombia, 6 marzo 1927), soprannominato Gabo

Scrittore colombiano, naturalizzato messicano, fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1982.


Fu giornalista a Cartagena, a Barranquilla e a Bogotá. Dal 1959 al 1961 lavorò per l’agenzia di stampa La Prensa in Colombia, all’Avana e a New York.

Per le sue idee liberali si inimicò il governo colombiano e, per sfuggire alle persecuzioni, si esiliò volontariamente prima in Messico e poi in Spagna. Dopo il conferimento del Nobel venne ufficialmente invitato a tornare in Colombia, dove in diverse occasioni ebbe funzioni di mediatore tra il governo e i ribelli di sinistra, e dove si occupa sovente di problemi sociali e di attualità.

Nei suoi romanzi, tutti ambientati in America latina, si mescolano realtà e fantasia. I più famosi sono Cent’anni di solitudine (1967), storia dall’intreccio ciclico e favoloso di una famiglia colombiana, i Buendía, e dell’immaginaria città di Macondo – allusiva proiezione di tutto il continente sudamericano – e L’autunno del patriarca (1975), sul potere politico e la corruzione. Cronaca di una morte annunciata (1981, ripreso da Francesco Rosi per il film omonimo del 1987) è la storia di un assassinio; un amore romantico è al centro di L’amore ai tempi del colera (1985); Il generale nel suo labirinto (1989) è un resoconto romanzato degli ultimi giorni dello statista e rivoluzionario sudamericano Simón Bolívar.
Tra le opere più recenti apparse in traduzione italiana si citano Gente di Bogotá, raccolta di scritti giornalistici del periodo 1954-55; Dell’amore e altri demoni (1994); Notizia di un sequestro (1996), che ricostruisce dieci rapimenti effettuati dai narcotrafficanti in Colombia; Memoria delle mie puttane tristi (2004), un romanzo breve il cui protagonista, un anziano giornalista che nel corso della sua lunga vita non ha fatto che passare di amore mercenario in amore mercenario, si concede, come regalo al compimento dei novant’anni, una notte d’amore con un’adolescente vergine. Nel 2002 uscì la prima parte dell’autobiografia dello scrittore, Viverla per raccontarla.

marco buonarroti     (miei nome e cognome autentici)

 

ARTE E SCIENZA :" 15 APRILE 1452: NASCEVA LEONARDO DA VINCI..."

Leonardo da Vinci : fu uno degli artefici del rinascimento





Leonardo da Vinci (Vinci, Firenze 15 aprile 1452 - Castello di Cloux, Amboise 2 maggio 1519), pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato italiano, fu uno degli artefici del Rinascimento. L’amore per la conoscenza e la ricerca segnarono profondamente la sua produzione artistica e scientifica. Le innovazioni che portò nella pittura influenzarono l’arte italiana per oltre un secolo e i suoi studi scientifici, soprattutto di anatomia, ottica e idraulica, anticiparono molte conquiste della scienza moderna.

 Leonardo era figlio naturale del notaio Piero di Antonio, che si preoccupò di dargli un’ottima educazione, anche musicale. Verso il 1469 entrò nella bottega del pittore e scultore allora più famoso di Firenze, Andrea del Verrocchio, grazie al quale acquisì una vasta esperienza, sia come pittore di pale d’altare e quadri su tavola, sia come ideatore di sculture in marmo e bronzo.


Nel 1478 Leonardo aprì una propria bottega e ricevette alcune importanti commissioni. I monaci di San Donato a Scopeto (Firenze) lo incaricarono di dipingere un’Adorazione dei Magi (oggi agli Uffizi), iniziata nel 1481 e mai terminata. Altre opere giovanili sono il ritratto di Ginevra Benci (1474 ca., National Gallery, Washington), l’Annunciazione degli Uffizi (1472-1475; ne esiste anche una seconda versione, più tarda, al Louvre), la Madonna Benois (1478 ca., Ermitage, San Pietroburgo), la Madonna del garofano (1478-1480, Alte Pinakothek, Monaco) e il San Girolamo (1481 ca., Pinacoteca Vaticana, Roma), anch’esso incompiuto.


                        Ritratto di Ginevra Benci (1474), National Gallery Washington


                   L'Annunciazione (1472-1475), Galleria degli Uffizi, Firenze


                                 La Madonna Benois,(1478), Ermitage, San Pietroburgo


                             San Girolamo, (1481), Pinacoteca Vaticana, Roma;opera incompiuta

 Intorno al 1482 Leonardo entrò al servizio di Ludovico il Moro, duca di Milano, dopo avergli scritto una celebre lettera in cui offriva la sua opera per costruire forti, ponti e macchine da guerra, oltre che per dipingere e scolpire. Prese parte come ingegnere alle campagne militari del duca e progettò anche numerosi apparati per feste e celebrazioni. Inoltre collaborò con il noto matematico Luca Pacioli al famoso trattato di estetica De divina proportione (1509), nel quale è esposta la teoria della sezione aurea.

Tra le opere pittoriche più importanti di questo soggiorno milanese si ricordano la prima versione della Vergine delle rocce (1483-1485 ca., Louvre, Parigi), la Dama con l’ermellino (1485-1490, Czartoryski Muzeum, Cracovia), il Ritratto di dama noto anche come La bella Ferronière (Louvre, Parigi), il Ritratto di musico (Pinacoteca Ambrosiana, Milano). Leonardo, forse insoddisfatto di ciò che aveva cominciato, tornò a più riprese sui suoi dipinti.


                           Ritratto di musico, Pinacoteca Ambrosiana, Milano


Dal 1495 al 1497 fu impegnato in un’opera d’importanza capitale per la storia della pittura, l’Ultima Cena, affrescata su una parete del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Disgraziatamente il suo esperimento sull’impiego di tempere grasse da applicarsi sull’intonaco causò, già pochi anni dopo, il deterioramento dell’opera, e i tentativi di restauro fatti a partire dal 1726 non ebbero fortuna. Grazie a un programma coordinato di restauro e conservazione fondato su criteri scientifici, iniziato nel 1977, parte della pittura originale è stata restituita mediante l’asportazione delle ridipinture dovute ai restauri precedenti. Sono così venuti alla luce i colori brillanti e le pennellate stese da Leonardo ed è stato evidenziato l’effetto illusionistico dell’impianto prospettico ricercato dal pittore.



                      L'ultima cena, (1495-1497), convento di Santa Maria delle Grazie, Milano


Nel 1502, in qualità di ingegnere militare, Leonardo entrò al servizio di Cesare Borgia, duca di Romagna e figlio del papa Alessandro VI, che per diversi mesi seguì in Romagna e in Umbria. Nella primavera del 1503 tornò a Firenze.


Durante il suo secondo periodo fiorentino Leonardo realizzò vari ritratti, tra i quali la celebre Monna Lisa (1503-1506, Louvre), conosciuta col nome di Gioconda dal cognome del marito della donna ritratta, Francesco Bartolomeo del Giocondo. Leonardo mostrò un interesse speciale per questo dipinto, portandolo con sé in tutti gli spostamenti successivi.



         Monna Lisa, (1503-1506), Louvre Parigi. L'opera più celebre del mondo e sicuramente la più nota in assoluto.

Perchè  il famoso dipinto si trova in Francia ? fu lo stesso Leonardo, nel 1517, a portarla con sè quando si trasferi Oltralpe per trascorrere gli ultimi anni della sua vita al servizio di Francesco I, che acquistò il ritratto per ben 4000 ducati d'oro, inserendolo tra le opere delle collezioni reali francesi 

Leonardo fu tra i primi a usare la prospettiva aerea: la profondità e la lontananza degli oggetti rappresentati vengono rese attraverso l'uso del colore, in straordinari giochi di effetti atmosferici. Tutti i maestri del Rinascimento si confrontarono con le tecniche pittoriche e lo stile innovativo di Leonardo.

I disegni, che sono parte integrante dell’opera di Leonardo, comprendono sia studi preparatori di dipinti sia studi scientifici. I temi trattati sono numerosissimi: architettura, idraulica, volo degli uccelli, anatomia, macchine, fortificazioni, ottica, geologia, meteorologia, aerodinamica. Il più noto è un Autoritratto da vecchio (1510-1513, Biblioteca Nazionale, Torino).














La comprensione del ruolo importantissimo di Leonardo nel processo di nascita della scienza moderna è recente. La difficoltà di interpretarlo è derivata dal fatto che molti suoi trattati scientifici non furono mai portati a termine e pubblicati, mentre i suoi manoscritti constano di circa cinquemila pagine di appunti, quasi tutti leggibili soltanto allo specchio poiché Leonardo, mancino, scriveva alla rovescia, da destra verso sinistra.

 Fu una commissione insediata dal Governo italiano a Milano nel 1930 ad affrontare il significato degli studi e delle ricerche di Leonardo. Dopo diversi anni di lavoro il risultato fu portato alla conoscenza di tutti prima in una mostra che si tenne nella Triennale nel 1938, e successivamente, nel 1953, nella Galleria Leonardo del Museo della Scienza di Milano.

 Ciò che si comprese da questi studi fu che Leonardo aveva intuito e affermato l’importanza della sperimentazione scientifica meglio di ogni altro scienziato del suo secolo, ma soprattutto che le soluzioni tecniche potevano essere ordinate in principi e ripetute in altri contesti, così che a buon diritto Leonardo può essere considerato il padre della “tecnologia”.

  Fu anche uno degli iniziatori della scienza dell’idraulica e il primo a considerare la botanica una scienza autonoma. Progettò un efficace sistema di canalizzazione dei fiumi e inventò molte macchine e attrezzi ingegnosi, tra i quali lo scafandro. Per tutta la vita studiò e analizzò il volo degli uccelli: le scoperte sul volo lo portarono a enunciare principi di aerodinamica tuttora considerati validi.







(Rif.Bibliografico : Microsoft Encarta)
Foto tratte da Wikipedia


marco buonarroti         (miei nome e cognome autentici)
  

sabato 9 aprile 2016

LETTERATURA :"MARGUERITE YOURCENAR....."


La prima donna eletta alla "Accademie Francaise"

                                 La grande scrittrice mori il 17 dicembre del 1987

 Yourcenar, Marguerite Pseudonimo di Marguerite de Crayencour (Bruxelles 1903 - Mount Desert, Maine 1987), scrittrice francese, autrice di romanzi, poesie, testi teatrali. Nel 1947 prese la cittadinanza statunitense, ma continuò a scrivere in francese.
Il suo primo volume di poesie, Le Jardin des chimères (1921), già annunciava il tema ricorrente nella sua opera: la rivisitazione in chiave moderna della storia e della mitologia. Nel 1922 seguì la seconda raccolta di poesie, Les Dieux ne sont pas morts. Il primo romanzo, Alexis o il trattato della lotta vana (1929), narra con sottile capacità d’analisi i turbamenti di un giovane che cerca di dedicarsi totalmente alla propria vocazione artistica, ma incontra l’opposizione della famiglia. Un viaggio in Italia le ispirò il romanzo La moneta del sogno (1934), centrato sul contrasto fra sogno e realtà.
Nel 1934 la Yourcenar conobbe la statunitense Grace Frick, che divenne la sua compagna. Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferì negli Stati Uniti dove insegnò letteratura comparata. Tradusse in francese Le onde di Virginia Woolf (1937) e Quello che sapeva Maisie di Henry James (1947).
La sua opera più famosa, accolta con grande favore dalla critica, è Memorie di Adriano (1951)*, romanzo in forma di lunga epistola autobiografica dell’imperatore Adriano al nipote e futuro imperatore Marco Aurelio. Un altro romanzo storico è L’opera al nero (1968), ricostruzione romanzata della vita di Michele Serveto sullo sfondo dell’Europa del Cinquecento, che le valse il Prix Femina (vedi Premi letterari in Europa). La Yourcenar scrisse anche testi teatrali (raccolti in due volumi nel 1971), opere autobiografiche e saggi, fra i quali Mishima o la visione del vuoto (1981); concesse una serie di interviste sulla propria vita e il proprio lavoro, che furono successivamente pubblicate in volumi (fra questi Ad occhi aperti, 1980). Postumi apparvero il romanzo Quoi? L’éternité (1988), dove l’autrice rievoca la sua infanzia, e il volume di saggi Pellegrina e straniera (1989).
L’opera della Yourcenar, impregnata di cultura storica e umanistica, mette in luce una vasta gamma di modi stilistici a seconda dei temi trattati e dimostra lo sforzo continuo di capire fino in fondo le ragioni dell’agire umano. Nel 1980 la Yourcenar fu la prima donna a essere eletta all’Académie Française, e nel 1986 le furono conferiti altri due prestigiosi riconoscimenti: la Legion d’onore e l’American Arts Club Medal of Honor for Literature.





Nota:
*Si tratta di un romanzo in forma epistolare in cui l'imperatore Adriano, anziano e malato, scrive al giovane amico Marco Aurelio che poco dopo diverrà suo nipote adottivo e successore al trono.
L'autrice immedesimandosi nella persona di Adriano racconta la sua vita pubblica e privata, i suoi trionfi militari, il suo amore per la poesia, la musica, la filosofia e la passione verso il giovanissimo amante Antinoo.





                                            L'imperatore Adriano (76 d.C.-138 d.C.)



                                  Antinoo (Bitinia 29 nov.111 d.C.- Egitto 30 ott.130 d.C.)


Se volete, potete leggere il post del dal titolo " L'imperatore Adriano".


marco buonarroti

venerdì 8 aprile 2016

.RUBRICA DI STORIA :"L'IMPERATORE ADRIANO......."

Brevissimo prologo

Dopo avere visitato Villa Adriana nei pressi di Tivoli (Roma), ho avvertito il desiderio di conoscere un po'più da vicino l'imperatore Adriano che la fece costruire tra il 110 e il 135 d.C., rispolverando cosi nello stesso tempo gli studi giovanili di storia romana fatti sui banchi di scuola.

Mentre camminavo lungo i sentieri all'interno della Villa, indugiando di volta in volta ora davanti ad una statua, ora davanti ai reperti recentemente venuti alla luce, osservando le fontane dell'epoca attratto dallo zampillio dell'acqua, ammirando i ninfei*,tra questi il suggestivo Canopo ancora intatti nelle loro strutture originarie, scrutando l'interno di grotte misteriose tappezzate di umido e verde muschio e che dovevano essere state ambienti decorati e profumati, la mente prese a correre indietro nel tempo fino ai secoli che videro nascere Roma, che videro la sua crescita, il suo sviluppo, la Roma dei re, quella repubblicana e quella imperiale, le sue istituzioni giuridiche e politiche, l'organizzazione sociale, le guerre civili, la sua potenza militare, insomma una Roma che dopo avere conquistato la penisola italica conquistò i territori dell'attuale Europa, del Medio Oriente e del nord Africa.
La fantasia continuava a vagare dalla Britannia alla Gallia, dalla Germania alla Macedonia, dalla Bitinia alla Siria e ancora fino alla Mauritania chiudendo cosi il Mare Nostrum da tutta una serie di province e colonie; mi sembrava di vedere le legioni romane che avanzavano compatte sui terreni di battaglia con gli stendardi che svettavano verso il cielo mentre risuonava il rullo dei tamburi accompagnato dal calpestio cadenzato di migliaia di uomini ,...  Gaio Mario, Cornelio Silla, Scipione l'African, Pompeo Magno, Giulio Cesare ...i loro comandanti.
La voce insistente della guida di Villa Adriana mi riportò alla realtà  e mi apprestai a raggiungere il gruppo per proseguire la scoperta dei tesori della villa.


                                                              Le legioni romane


                                                  Le province dell'Impero Romano

                                                                ============

                                                       

L'imperatore Adriano



Adriano, Publio Elio (Italica, Siviglia 76 d.C. - Baia 138), imperatore romano (117-138 d.C.). Esponente dell’aristocrazia provinciale romanizzata, Adriano sin da giovane si legò fortemente all’imperatore Traiano, del quale fu fidato amico (ne sposò nel 100 la pronipote Vibia Sabina) e stimato generale. Più volte console, assunse nel 112 la carica onorifica di arconte di Atene, ove soggiornò a lungo approfondendo la conoscenza della cultura greca. Divenne poi, intorno al 114, governatore della Siria, mansione assai delicata che lo coinvolse nelle guerre partiche di Traiano. Alla morte di quest’ultimo (117), Adriano venne proclamato imperatore dall'esercito, e in seguito confermato sul trono anche dal senato romano; ciò avvenne in conseguenza della sua adozione da parte dell’anziano Traiano, anche se dovette circolare la voce, probabilmente calunniosa, della falsità di quell’atto di adozione, considerato frutto degli intrighi dell’imperatrice Plotina.

Adriano ricevette dal suo predecessore un impero enormemente esteso, la cui difesa, soprattutto per quanto riguardava le aree più periferiche, era militarmente assai difficile ed economicamente troppo dispendiosa. Preferì dunque rinunciare alle fresche conquiste di Traiano in Oriente (Mesopotamia, Siria) e rendere nuovamente l’Armenia un regno vassallo, tornando così alla situazione dei tempi di Nerone. Anche in Britannia in seguito a una sconfitta militare (122), arretrò il confine della provincia romana, fortificandolo con il celebre vallo cosiddetto “di Adriano”**; simili forme di consolidamento dei confini avvennero anche lungo il limes*** renano e quello danubiano.




L’imperatore aveva dunque posto un freno all’espansionismo traianeo, preoccupandosi soprattutto di rendere sicuri i domini romani, ma anche di accrescere il ruolo delle province nell’ambito della vita dell’impero. Infatti Adriano non solo favorì le carriere politiche e amministrative dell’aristocrazia e dei ceti medi provinciali, ma volle egli stesso viaggiare e risiedere in molte località dell’impero, ove fece costruire splendidi monumenti e imponenti opere pubbliche: particolarmente lunghi i suoi soggiorni ad Atene (ove visse per più di due anni, dal 125 al 127) e nelle province orientali.




Considerato principe dall’indole pacifica, seppe tuttavia intervenire con energia in casi di pericolo: sedò infatti con durezza una rivolta di ebrei (132-135)******** che erano insorti contro le limitazioni religiose loro imposte, e trasformò la Giudea nella provincia di Siria e Palestina.


La politica di conciliazione con il senato voluta da Traiano, pur non essendo del tutto interrotta, trovò un ostacolo nell’istituzionalizzazione del concilium principis, che da consiglio “privato” di amici e confidenti dell’imperatore divenne un vero e proprio organo di governo, mal tollerato dalla vecchia aristocrazia. Adriano razionalizzò inoltre l’amministrazione della giustizia, e soprattutto riformò l’organizzazione finanziaria dello stato, costruendo una solida burocrazia statale, appartenente per lo più all’ordine equestre**** e operante sia in Italia che nelle province. Se da un lato, infatti, l’imperatore emanò un provvedimento di condono tributario per vecchi debiti, dall’altro lottò fieramente contro evasioni fiscali e sperperi di pubblico denaro, in una fase economica che cominciava a denunciare i sintomi della crisi del secolo successivo. 

Adriano interruppe l’impressionante politica di spesa militare voluta da Traiano, ma non poté certo sottrarsi a tutte quelle forme ormai consolidate di intervento economico (sussidi ai giovani, donativi ai poveri) che, oltre a finalità sociali, rispondevano anche a esigenze propagandistiche, non meno degli spettacoli gladiatorii o delle opere pubbliche. A questo proposito, oltre a quelli che fece erigere nelle province, costruì a Roma numerosi monumenti, fra cui il Tempio di Venere e la Mole Adriana (il mausoleo nel quale fu sepolto), divenuta in seguito fortezza papale con il nome di Castel Sant'Angelo*****; curò inoltre il rifacimento del Pantheon******.

Negli ultimi anni Adriano visse fra Roma e Tivoli, dove aveva fatto costruire una magnifica residenza, la villa Adriana, le cui splendide decorazioni denunciano la passione del principe per l’arte greca ed egiziana e lo indicano come uomo di grande cultura: si circondò infatti di poeti, filosofi e artisti, e si dilettò pure a scrivere versi e prose in latino e in greco. Morì di malattia nel 138 a Baia, lasciando l’impero ad Antonino Pio, uno dei suoi principali consiglieri, da lui poco prima adottato; fu assai presto divinizzato.

La menzionata passione per la cultura greca e orientale, non sempre conforme ai dettami del mos maiorum*******, gli causò numerose antipatie presso i contemporanei, così come il carattere, che ci è tramandato come volubile e sospettoso. Tutto ciò non può però intaccare il giudizio storico sull’operato di Adriano, al quale va dato atto di aver saputo organizzare in maniera adeguata una realtà vasta come l’impero romano.
(Rif.bibl.Enciclopedia Encarta)


Note :

* Ninfeo : 
Un ninfeo è in origine un edificio sacro a una ninfa (da qui il nome), in genere posto presso una fontana o sorgente d'acqua
Nella civiltà greco-romana con ninfeo si indicavano dei "luoghi d'acque", ossia strutture presentanti vasche e piante acquatiche.






** Vallo di Adriano
 Fortificazione romana situata nell'Inghilterra settentrionale, che si estendeva originariamente per 117 km tra il Solway Firth a ovest e la foce del Tyne a est. Fatto costruire dall'imperatore Adriano intorno al 122 d.C. per proteggere il confine settentrionale della Britannia romana, nella sua forma definitiva il vallo raggiunse uno spessore di 2,4-3 m e una probabile altezza di 3,6-4,8 m. Castelli di sorveglianza furono costruiti a un miglio romano (1714 m) di distanza l'uno dall'altro, inframmezzati da torri di osservazione, mentre a intervalli di circa 11 km si ergevano forti in grado di contenere fino a 10.000 uomini. A ulteriore difesa, un muro correva parallelo sul lato sud e un fossato a nord (eccetto nei punti protetti naturalmente dalle rocce). Il vallo di Adriano fu oltrepassato dai pitti tre volte (intorno al 180, nel 297 e nel 367) e definitivamente abbandonato intorno al 400. Cospicue parti della poderosa fortificazione sono visibili ancora oggi.
(Rif.bibl.Enciclopedia Encarta)












 *** Limes
dal latino : limes, mitis m., confine, sentiero, via...

**** Ordine equestre
Ordine, classe sociale dell'antica Roma basato sul censo, costituito dagli equites (dal latino eques, plurale equites, letteralmente "cavalieri")

***** Castel S.Angelo o Mole Adriana  (Roma)
Iniziato dall'imperatore Adriano nel 125 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all'ormai completo mausoleo di Augusto, fu ultimato da Antonio Pio nel 139.
Fu trasformato in fortezza nel III secolo dall'imperatore Aureliano e fu poi adibito a carcere sotto Teodorico. Divenuto proprietà del Vaticano nel XIII secolo, il complesso architettonico divenne la principale fortezza papale e assunse il nome di Castel Sant'Angelo a seguito di una leggenda che narrava l'apparizione dell'Arcangelo Gabriele sopra il castello per annunciare la fine della peste a Roma nel 590.





****** Pantheon  (Roma)
Tempio romano dedicato a tutte le divinità (dal greco pàntheion : "di tutti gli dei")
Fatto costruire da Marco Vipsiano Agrippa nel 27 a.C. presso le sue terme nel Campo Marzio a Roma, venne completamente rifatto dall imperatore Adriano nel II secolo d,C.




 


******* Mos maiorum
Il "mos maiorum" (dal latino mōs maiōrum, letteralmente «costume degli antenati») è il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana.



******** Rivolta degli ebrei ( terza guerra giudaica)
La terza guerra giudaica, nota anche coma rivolta di Bar Kokheba,che si svolse tra 132 e il 135 d.C., fu l'ultima grande rivolta ebraica contro l'occupazione romana.
La ribellione scoppiò per due motivi: il diveto di circoncisione da parte dell'imperatore Adriano allo scopo di eliminare un costume, non solo giudaico, considerato barbaro e in contrasto con i canoni estetici adrianei e il secondo motivo quello di costruire una nuova città sulle rovine di Gerusalemme e
instaurarvi il culto di Giove .
(da Wikipedia)

A pag.256 del testo " Guida alla storia romana di Guido Clemente, ed.Mondadori "si legge:
"..La repressione fu durissima, con centinaia di migliaia di morti, e Gerusalemme ebbe la punizione di vedersi cambiare il nome in Elia Capitolina : da Caligola che aveva voluto le sue statue nelle sinagoghe, a Tito, a Domiziano (che aveva ripristinato una tassa sugli ebrei), i rapporti tra l'impero e la comunità ebraica conoscevano periodi di asprezza ricorrenti e non riuscivano a trovare un modus vivendi : l'impero, lo vedremo a proposito del cristianesimo, tollerava ogni religione che non ponesse problemi politici, ma non ammetteva il dissenso religioso quando assumeva connotazioni inassimilabili all'ideologia e alla prassi politica imperiale."

Ancora nella stessa pagina, in chiusura del capitolo su Adriano, si legge:
"Adriano fu certamente una delle personalità più interessanti nella lunga teoria degli imperatori, e rappresentò qualcosa di eccezionale per le sue scelte."

Gentili lettrici e lettori vogliate comunicarmi eventuali inesattezze od omissioni . Grazie
(marco.buonarroti@gmail.com)



Le immagini sono state tratte da Wikipedia                               
                                                                                            Riproduzione vietata 

marco buonarroti      (miei nome e cognome autentici)

.ATTUALITA' :" IL CARROZZONE RAI......"

Propongo alle gentili lettrici e gentili  lettori di questo blog l'articolo che segue tratto dal quotidiano on line "Libero".

 
 
 
Non credo sia necessario alcun commento personale sul suo contenuto se non quello di auspicarci la privatizzazione della Rai e un incisivo intervento delle "associazioni dei consumatori" contro l'illegittimo provvedimento del pagamento del canone per mezzo della bolletta dell'energia elettrica.
A titolo personale esprimo alla redazione di "Libero" un vivo sentimento di gratitudine.
marco buonarroti , autore del blog
                                          
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Ecco l'articolo in questione del quotidiano "Libero":

 

 

Rai: ecco chi paghiamo e quanto ci costa

 

Il servizio pubblico nazionale ha 13 mila dipendenti. Il costo medio di ognuno di loro è di 89 mila euro, La Rai ha debiti per 800 milioni

Mamma Rai: ecco chi paghiamo e quanto ci costa

Il carrozzone Rai può essere considerato, senza ombra di dubbio, una grande famiglia a spese dei contribuenti, i tartassati cittadini italiani. Numeri che fanno venire il mal di testa e anche qualche arrabbiatura. Circa 13 mila dipendenti in organico (meno della metà a Mediaset, quasi 4 mila a Sky) di cui 1.700 giornalisti ripartiti in 14 strutture, tra redazioni e strutture corrispondenti, in più 40 mila collaboratori, 21 sedi regionali, 14 uffici di corrispondenza, 13 canali televisivi e 5 radiofonici. Numeri da grande azienda. Peccato che tra il 2006 e il 2010, viale Mazzini ha perso quasi 260 milioni di euro nonostante gli enormi tagli ai costi inutili. Basti pensare che l'attuale dg Lorenza Lei riuscirà a chiudere in pareggio il bilancio 2011 solo grazie ad un taglio da 168 milioni di euro, soldi derivati dalla chiusura di alcune importanti sedi estere e alla chiusura dei rubinetti aziendali per i costosti diritti televisivi. Situazione che comunque non rimane rosea visto che Mamma Rai ha debiti, tra clienti e dipendenti, per una cifra che si attesta sugli 800 milioni di euro. Per far fronte a questa tragica situazione, viale Mazzini è costretta a chiedere ingenti prestiti alle banche e a mettere mano nelle tasche degli italiano aumentando il canone dell'1,4% a 112 euro.
Numeri e costi - I numeri Rai lasciano a bocca aperta se raffrontati ai suoi competitor nazionali come Mediaset e Sky. Al Tg1 ad esempio lavorano 141 giornalisti, il doppio che al Tg5. Stessa situazione a Tg2 (123 redattori) e Tg3 (98). Nessuno però batte il Tgr che con i suoi 657 redattori batte tutti i record. Un esercito che dovrebbe essere in grado di abbattere qualunque altra testata giornalistica. E invece arranca, come dimostrano i dati auditel dell'ultimo periodo. Strutture obsolete e appalti esterni aumentanto i costi di produzione, mentre Mediaset e Sky grazie ad investimenti mirati riescono ad avere ricavi positivi. Oltre all'organico anche i costi del personale sono pesanti. Basti pensare che il costo medio di un dipendente Rai è di 89 mila euro, 30 mila in più dei dipendenti Sky. Per non parlare degli stipendi dei vertici aziendali. Augusto Minzolini, ex direttore Tg1, aveva ottenuto un compenso di 550 mila euro all'anno a differenza di un direttore di testata Sky che al massimo guadagna tra i 150 e i 350 mila euro. Se a questo aggiungiamo i contratti faraonici di Fabio Fazio (2 milioni) Floris (450 mila euro) e l'attuale dg Lorenza Lei (quasi 500 mila euro) si riesce a capire come mai la situazione del carrozzone Rai sia sempre più tragica. Forse basterebbe pagare di meno certi ospiti (vedi Rivera e Bobo Vieri a "Ballando con le stelle" o Celentano a Sanremo) e fare investimenti sicuri e mirati.

.NOBEL ITALIANI DA RICORDARE:"GUGLIELMO MARCONI..."

RICORRENZE : 25 APRILE/PREMIO NOBEL PER LA FISICA











Il 25 aprile1874 nacque a Bologna Guglielmo Marconi.
Fisico e inventore della telegrafia senza fili,grazie all'utilizzazione delle onde radio.
La scoperta e l'invenzione di Marconi apri la strada che avrebbe condotto alle successive notevoli scoperte nel campo dei sistemi di comunicazione con onde elettromagnetiche la radio per giungere alla televisione,senza contare nel frattempo alle utilizzazioni in campo marittimo,aeronautico e in tutti i settori in cui sia indispensabile comunicare a distanza.
Premio Nobel per la Fisica,nel 1909
Innumerevoli furono i riconoscimenti italiani e internazionali.
Mori a Roma il 20 luglio 1937


Approfondimento :

GUGLIELMO MARCONI NOBEL PER LA FISICA NEL 1909


Marconi, Guglielmo (Bologna 1874 - Roma 1937), inventore italiano. Studiò a Bologna e a Firenze e fin da giovanissimo, intuendo la possibilità di utilizzare le onde elettromagnetiche per inviare segnali a distanza, si interessò di telegrafia senza fili. Verso il 1895, dopo numerosi esperimenti realizzati nella villa paterna di Pontecchio, mise a punto un'apparecchiatura con cui riuscì a inviare segnali intelligibili a una distanza di circa 2400 km, usando un'antenna direzionale. Dopo aver brevettato il sistema telegrafico in Gran Bretagna (1896), fondò a Londra la Marconi's Wireless Telegraph and Signal Company, nella quale lavorarono diversi scienziati a un ulteriore perfezionamento dei progetti. Nel 1899 inviò segnali radio in Francia attraverso la Manica e nel 1901 realizzò la prima comunicazione attraverso l'oceano Atlantico tra Poldhu, in Cornovaglia, e St John's, nell'isola di Terranova (Canada).

Il suo sistema fu presto adottato dalle navi britanniche e italiane e, verso il 1907, fu organizzato un regolare servizio pubblico transatlantico di telegrafia senza fili. Nel 1909 Marconi ricevette il premio Nobel per la fisica insieme col fisico tedesco Karl Ferdinand Braun. Durante la prima guerra mondiale fu incaricato di organizzare il servizio italiano di telegrafo senza fili, e in quell'occasione mise a punto la trasmissione a onde corte come mezzo di comunicazione segreta. Proseguì poi gli esperimenti con le onde corte e cortissime e con le microonde, anche in relazione a un loro possibile impiego in medicina. Marconi fu nominato senatore nel 1914 e ricevette il titolo di marchese nel 1929; ottenne inoltre la presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche e dell'Accademia d’Italia .


 


















Marconi senatore e marchese del Regno




marco buonarroti