domenica 8 settembre 2013

"LA SIRIA-OBAMA-PUTIN"

Obama: ''Assad minaccia per la pace'' Putin: ''Se attaccata, aiuteremo la Siria''

ultimo aggiornamento: 06 settembre, ore 21:52
San Pietroburgo - (Adnkronos/Ign) - Al G20 nulla di fatto sulla Siria. Il presidente americano: ''L'azione militare ridurrà la capacità del regime di usare le armi chimiche. Martedì discorso all'America''. Letta: "Resta dolorosa divisione". Sul fronte economico al summit ''valutazione positiva sull'Italia''. G20, Cremlino: ''Inghilterra è un'isoletta insignificante''. Poi la smentita 
   
San Pietroburgo, 6 set. (Adnkronos/Ign) - Il G20 rimane spaccato sulla Siria e su un intervento militare contro il regime di Assad. Lo ha spiegato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza conclusiva del vertice di San Pietroburgo, rendendo noto che i leader dei paesi partecipanti hanno discusso della crisi siriana fino all'una di questa mattina, ora di Mosca. In seguito, Putin ha continuato a parlarne in un incontro bilaterale con il premier britannico David Cameron fino alle tre e con il presidente Usa Barack Obama in un altro incontro successivo. ''La questione non è stata propriamente risolta'', ha affermato Putin.
Parole confermate dal premier italiano Enrico Letta: "Permane in modo molto doloroso la divisione sul tema della Siria. Lavoreremo affinché rientri, per una soluzione politica ma anche per ribadire la condanna sull'uso delle armi chimiche". Il presidente del Consiglio ha poi ribadito che "l'Italia non parteciperà ad alcuna iniziativa di carattere militare che non abbia l'autorizzazione esplicita dell'Onu".

Nella conferenza stampa al termine del vertice a San Pietroburgo, Obama ha detto che la "maggioranza" dei leader presenti al G20 concorda sul fatto che "è molto probabile che il regime di Assad sia responsabile dell'uso di armi chimiche", ed ha annunciato che martedì pronuncerà un discorso alla nazione sulla questione della Siria.

''Il regime di Assad non è solo una tragedia per la Siria, ma una minaccia per la pace e la sicurezza mondiale" ha sottolineato in un passaggio del suo discorso Obama, che pensa a un intervento militare "limitato e convenzionale", ma "significativo" che "riduca la capacità di Assad di usare armi chimiche in futuro" e "serva da deterrente". A volte, ha aggiunto, "bisogna fare la cosa giusta", anche se risulta "impopolare".

"Ci sono momenti in cui bisogna fare scelte difficili e questo è uno di quelli", ha proseguito Obama, affermando che di fronte a fatti come l'uso di armi chimiche contro civili e bambini non ci si può limitare a reazioni di condanna. E il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovrebbe essere uno strumento "non una barriera per non agire".

Putin dal canto suo ha dichiarato che la Russia aiuterà Damasco nel caso di un intervento militare straniero contro il regime di Assad, precisando che in favore di un'azione militare sono gli Stati Uniti, la Turchia, il Canada, l'Arabia Saudita, la Francia e il premier britannico David Cameron, con il parlamento britannico tuttavia che ha votato contro tale ipotesi.

''Se aiuteremo la Siria? Lo faremo - ha risposto Putin alla domanda di un giornalista - Stiamo già aiutando, inviamo armi, cooperiamo nella sfera economica, auspichiamo di estendere tale cooperazione al settore umanitario, che include l'invio di aiuti umanitari e il sostegno delle persone, dei civili, che si sono trovati in una situazione davvero brutta'', ha affermato il presidente russo.

Il presidente francese Francois Hollande dal canto suo ha detto di voler aspettare il rapporto degli ispettori Onu sull'uso di armi chimiche prima di decidere se partecipare a un'azione militare. "Aspetteremo la decisione del Congresso, del Senato e la Camera americani, poi il rapporto degli ispettori Onu. Prenderò allora una decisione, alla luce di questi elementi", ha dichiarato Hollande.

Paesi fra cui l'Italia hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui si condanna l'uso di armi chimiche da parte del regime siriano e si esprime sostegno agli sforzi degli Stati Uniti e di altri paesi per attuare il bando al loro uso, una dichiarazione in cui non vi è tuttavia riferimento a un'azione militare. ''Sollecitiamo una risposta forte della comunità internazionale a questa grave violazione delle norme internazionali, una risposta che dia un messaggio chiaro per cui questo tipo di atrocità non siano ripetute mai più'', si legge nel testo firmato da Australia, Gran Bretagna, Canada, Francia, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita, Spagna, Turchia, oltre che da Usa e Italia. I paesi firmatari inoltre ''sostengono gli sforzi intrapresi dagli Stati Uniti e da altri paesi per rafforzare la proibizione dell'uso di armi chimiche''.

Intanto sulla vicenda siriana è intervenuto anche oggi Papa Bergoglio. "La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l'umanità", ha sottolineato Papa Francesco, lanciando un nuovo tweet dal suo account @Pontifex con l'hashtag #prayforpeace. Poi, in un altro tweet: ''Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà!''.
                                          
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Annotazione:      ( a cura di Marco Buonarroti)




                            



                                         Base navale russa di Tartus in Siria
 
CACCIA RUSSI. Dall'esplosione delle rivolte, Mosca non ha mai fatto mistero di inviare carichi di armamenti al regime di Bashar al Assad: forniture massicce, del resto, sono in corso dai tempi dell'Urss
 
 
 
       
 





Marco Buonarroti
 
 

ARTE :" FORSE LA GIOCONDA IN ITALIA"

Arte: Vinceti, ministro francese Filippetti risponde su Gioconda a Firenze

ultimo aggiornamento: 07 settembre, ore 17:20
   
Roma, 7 set. (Adnkronos) - Il Ministro dei Beni culturali del Governo Francese, Aurelie Filippetti, risponde con una lettera alla richiesta del Comitato per il rientro della Gioconda in Italia nel mese di dicembre. Lo afferma in una nota il Comitato presieduto da Silvano Vinceti, ideatore del progetto che vorrebbe il capolavoro di Leonardo a Firenze in occasione del centenario dell'esposizione agli Uffizi, avvenuta nel 1913 dopo il celebre furto del Louvre ad opera del Peruggia e il recupero della Gioconda da parte della polizia italiana.
Filippetti nella lettera, in risposta a una richiesta scritta alla stessa ministra inviata da Vinceti alcuni giorni fa, propone un incontro a Parigi con il direttore generale del patrimonio storico dei beni Culturali francese per verificare le possibilita' della presenza a Firenze della Gioconda. "Stiamo preparando l'incontro a Parigi con il direttore generale del patrimonio culturale del Governo Francese -spiega Vinceti- Si tratta dell'inizio di un dialogo volto a verificare se sussistono le condizioni politiche e tecnico-organizzative per riavere, per un mese, dopo cento anni, il quadro piu' conosciuto e amato dal mondo intero. Il Ministro deve sapere che molti italiani attendono con speranza di poter vedere a Firenze la Gioconda…".

Per dare maggiore forza e concretezza alla iniziativa del rientro del quadro nei prossimi giorni riprenderanno le raccolte delle firme sulla petizione rivolta allo stesso Ministro francese. Raccolta che si manifesta come prova tangibile dell'amore di molti italiani per Leonardo e della possibilita' di riaverlo, pur se per un breve lasso di tempo, in Italia.

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Annotazione :   (a cura di Marco Buonarroti)


La Gioconda, opera del genio di Leonardo da Vinci, il ritratto più famoso del mondo,è conservato al Louvre di Parigi.
Perché si trova in Francia ? per il semplice motivo che fu lo stesso Leonardo, nel 1517,a portala con sé quando decise di trasferirsi in Francia per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita, al servizio del re Francesco I.
Il re acquistò il dipinto per 4000 ducati d'oro e lo inseri  tra le opere delle collezioni reali francesi.


Marco Buonarroti
 

giovedì 5 settembre 2013

ESTERO :" INTERVENTO IN SIRIA"

Obama: certo della responsabilità di Assad Commissione Esteri Senato: sì a intervento

ultimo aggiornamento: 04 settembre, ore 21:51
Stoccolma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente americano: "Serve una risposta efficace che faccia da deterrente". Putin non esclude il suo sostegno ma chiede prove convincenti delle responsabilità di Assad nell'attacco del 21 agosto. Durante l'audizione al Senato Usa, John McCain gioca a poker sull'iPhone. File audio attribuito a Rafsanjani conferma l'uso di armi chimiche. Ban Ki-moon frena sull'intervento. Papa Francesco: "Si alzi forte il grido della pace".


 
Stoccolma, 4 set. - (Adnkronos/Ign) - La Commissione Esteri del Senato Usa con 10 voti a favore e 7 contrari ha approvato la risoluzione che autorizza l'uso della forza militare contro il regime siriano. L'autorizzazione definitiva verrà dal dibattito al Senato e alla Camera dei Rappresentanti.

Parlando della crisi siriana da Stoccolma, il presidente Usa Barack Obama ha detto: "Rispetto i protocolli che l'Onu deve seguire e il difficile lavoro fatto dagli ispettori, ma crediamo fermamente che le armi chimiche siano state usate e che le abbia usate Assad".
Ieri i leader della Commissione Esteri del Senato di Washington si sono accordati su una bozza di risoluzione che autorizza un'operazione militare limitata a 90 giorni escludendo esplicitamente l'uso di forze di terra. La commissione - che oggi ascolterà il segretario di Stato John Kerry ed il segretario alla Difesa Chuck Hagel - dovrebbe pronunciarsi in giornata sul testo.
 
Gli Stati Uniti intendono fornire contro Damasco "una risposta efficace che eviti l'uso di armi chimiche in futuro". L'approvazione del documento ha proseguito Obama, servirà ad "evitare che gli attacchi con armi chimiche da parte di Assad si ripetano in futuro". Gli Usa, ha aggiunto il presidente, continueranno a fornire assistenza umanitaria al popolo siriano "anche in caso di un attacco militare" e "continueranno a sostenere la strada diplomatica" per una soluzione della crisi siriana che porti a una transizione che tenga conto di tutte le posizioni.


Obama dice di capire i dubbi dell'Europa sulla Siria, dopo le affermazioni dell'intelligence americana sulle armi di distruzione di massa in Iraq che non risultarono vere, ma afferma di non aver nessuna intenzione di ripetere quegli errori. "Capisco" che in Europa il ricordo dell'Iraq "metta in dubbio l'accuratezza delle informazioni " sull'uso delle armi chimiche da parte del presidente siriano, ha detto, "io ero contrario alla guerra in Iraq e non voglio certo ripeterne gli errori, ma avendo valutato le informazioni posso dire che queste armi sono state utilizzate".

L'attacco contro Damasco, ammette Obama dopo aver ricordato la morte dei 1.400 civili, tra cui 400 bambini, a causa del presunto uso di armi chimiche, "non risolve completamente il problema" della guerra in Siria, perché "se si vuol mettere fine alla violenza serve una transizione politica". Tuttavia, sottolinea, "puo' mitigare il problema delle armi chimiche".

Intanto il presidente russo Vladimir Putin non esclude il suo sostegno ma chiede prove convincenti delle responsabilità del regime di Damasco nell'attacco del 21 agosto. "Se ci sono informazioni secondo le quali le armi chimiche sono state usate dall'esercito regolare di Bashar al-Assad, allora queste prove devono essere presentate al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e devono essere convincenti", ha dichiarato in un'intervista concessa all'emittente televisiva pubblica russa channel 1. "Quindi siamo pronti ad agire nel modo più risoluto e serio possibile", ha aggiunto spiegando di "non escludere" l'appoggio ad un'azione militare che dovrebbe "comunque essere prima approvato dalle Nazioni Unite".

Nella stessa intervista Putin ha confermato l'invio in Siria di alcuni componenti dei sofisticatissimi missili anti-aerei a lungo raggio 'S-300', ma ha spiegato che "il trasferimento complessivo non è ancora stato completato e - ha precisato - per il momento è stato sospeso". ''Se ci accorgiamo che Damasco compie azioni in violazioni alle norme internazionali vigenti, valuteremo cosa fare in futuro, incluso il rifornimento di armi sensibili ad alcuni paesi'', ha affermato, minimizzando la cancellazione della visita a Mosca del presidente americano Obama, precisando che non si tratta di una catastrofe.
 
Domani il capo della Casa Bianca proseguirà per San Pietroburgo per il G20 di giovedì e venerdì. Un vertice che si preannuncia sempre più complicato: nessun incontro bilaterale è previsto con il leader del Cremlino, anche se alla Casa Bianca si ritiene che i due presidenti avranno occasione di parlare a margine dei vari incontri. Obama avrà un faccia a faccia con il capo dell'Eliseo François Hollande, l'unico leader occidentale schieratosi apertamente per un'azione militare, e con il presidente cinese Xi Jinping.
 
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Contributo fotografico :       ( a cura di Marco Buonarroti)


 


(leggere sullo stesso argomento il post dell'8 sett.c.a.)

Marco Buonarroti

IL 10 DICEMBRE PROSSIMO : "I NOBEL"

IL PREMIO NOBEL



Riconoscimento assegnato annualmente a Stoccolma a individui o istituzioni che si siano messi in luce per il loro contributo nei settori della fisica, della chimica, della medicina o della fisiologia, della letteratura, oppure che abbiano favorito la pace nel mondo o effettuato ricerche importanti in economia. Assegnati per la prima volta il 10 dicembre del 1901, i premi sono finanziati con gli interessi maturati su un fondo creato per volontà del chimico e filantropo svedese Alfred Bernhard Nobel.

Secondo il desiderio di Alfred Nobel, “ogni mia proprietà sarà devoluta nel seguente modo: il capitale, investito in solidi titoli azionari dai miei esecutori testamentari, andrà a formare un fondo i cui interessi saranno distribuiti ogni anno sotto forma di premi a coloro che nell’anno precedente avranno dato il maggior contributo all’umanità. L’ammontare degli interessi sarà diviso in cinque parti uguali che saranno attribuite come segue: una parte alla persona che avrà fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel settore della fisica; una parte alla persona che avrà fatto la scoperta o il progresso più importante nel campo della chimica; una parte alla persona che avrà fatto la scoperta più importante nell’ambito della medicina; una parte alla persona che avrà prodotto in campo letterario l’opera più importante di tendenza idealista; e una parte alla persona che avrà compiuto il lavoro migliore o più importante per la fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione degli armamenti e per il mantenimento della pace o per l’organizzazione di convegni sull’argomento. I premi per la fisica e la chimica saranno assegnati dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze; quello per la medicina dal Karolinska Institutet di Stoccolma; quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma e quello per la pace da un comitato di cinque persone scelte dallo Storting, il Parlamento norvegese. È mio esplicito desiderio che nell’assegnazione dei premi non si tenga in considerazione la nazionalità del candidato, ma che ricevano il riconoscimento i più degni, che siano scandinavi o meno”.

Oltre al premio in denaro, ogni vincitore del Nobel riceve una medaglia d’oro e un diploma con il proprio nome e la motivazione del premio. La commissione che assegna il premio spesso lo divide fra due o tre personalità che hanno lavorato a una stessa ricerca, ma non è consentito dividerlo fra più di tre persone. Se si ritengono meritevoli più di tre persone, il premio viene assegnato congiuntamente.

L’amministrazione del fondo lasciato da Alfred Nobel è controllata dal consiglio direttivo della Fondazione Nobel, che resta in carica per due anni ed è composto da sei persone, cinque scelte dai consiglieri degli enti designati nel testamento ad assegnare il premio, la sesta nominata dal governo svedese. Tutti i sei componenti devono essere cittadini svedesi o norvegesi. Per sostenere gli obiettivi della Fondazione, sono stati istituiti in Svezia e in Norvegia, sulla base delle volontà di Nobel, centri di ricerca specializzati che effettuano studi in ciascuno dei cinque campi di attività per i quali viene assegnato il premio.

Nel 1968, in occasione del III Centenario della sua fondazione, la Banca nazionale di Svezia ha istituito il Premio Banca di Svezia in Scienze economiche in memoria di Alfred Nobel, assegnato dall’Accademia reale svedese delle scienze, la stessa che attribuisce i premi per la fisica e la chimica.
(con l'ausilio di Encarta )


Alfred Nobel, nato a Stoccolma, Svezia, il 21 ottobre 1833 e morto a Sanremo, Italia, il 10 dicembre 1896.Scienziato inventore della dinamite.


I premi Nobel Italiani :

Premi Nobel per la chimica

  • Giulio Natta 1963

Premi Nobel per l'economia

  • Franco Modigliani, 1985

Premi Nobel per la fisica

  • Guglielmo Marconi, 1909
  • Enrico Fermi 1938
  • Emilio Segrè 1959
  • Carlo Rubbia, 1984
  • Riccardo Giacconi, 2002(naturalizzato Stati Uniti)

Premi Nobel per la letteratura

  • Giosuè Carducci, 1906
  • Grazia Deledda 1926
  • Luigi Pirandello1934
  • Salvatore Quasimodo, 1959
  • Eugenio Montale, 1975
  • Dario Fo, 1997

Premi Nobel per la fisiologia e la medicina

  • Camillo Golgi 1906
  • Daniel Bovet 1957 (naturalizzato Stati Uniti)
  • Salvador Luria, 1969(    "           "          "     )
  • Renato Dulbecco, 1975
  • Rita Levi-Montalcini, 1986
  • Mario Capecchi, 2007

Premi Nobel per la pace

    Ernesto Teodoro Moneta,1907
                                     
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Marco Buonarroti

 


mercoledì 4 settembre 2013

MUSICA :"TOURNE'E DELLA SCALA IN GIAPPONE"

Lirica: da domani la Scala in Giappone per la tournee dei record

Roma, 3 set. (Adnkronos) - Venti recite gia' esaurite, tre opere, un balletto, quattro concerti sinfonici, 462 persone impegnate in 37 giorni di permanenza in trasferta. Inizia domani al Teatro Bunka Kaikan di Tokyo, l'ottava tourne'e della Scala in Giappone dal 1981 a oggi. Tourne'e dominata dal nome e dalla musica di Giuseppe Verdi, del quale verranno eseguiti 'Falstaff' nella nuova regia di Robert Carsen, sotto la direzione di Daniel Harding, 'Rigoletto' nello spettacolo scaligero classico di Ezio Frigerio con la regia di Gilbert Deflo, sotto la bacchetta di Gustavo Dudamel, 'Aida' in forma di concerto a Tokyo e Osaka, sempre Dudamel sul podio.

Con cinque rappresentazioni di 'Romeo e Giulietta', nella coreografia di Kenneth McMillan, torna dopo sei anni in Giappone anche il Corpo di Ballo della Scala, a completare una tourne'e che si conclude il 25 settembre sommando numeri record a importanti novita' sul fronte delle nuove tecnologie.
 
Record perche' in 32 anni di storia con il Sol Levante, in questa ottava tourne'e la Scala festeggera' le 130 alzate di sipario in Giappone, sempre con l'organizzazione di NBS. Nei cast, in cui spiccano alcune delle piu' belle voci italiane come Ambrogio Maestri, Barbara Frittoli e Daniela Barcellona, un personale record spetta a Leo Nucci, che in Giappone cantera' il suo Rigoletto numero 493
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Annotazione : ( a cura di Marco Buonarroti)


Teatro alla Scala, Milano Teatro milanese e sede, dall'anno della sua inaugurazione (avvenuta nel 1778 con la rappresentazione dell'opera di Antonio Salieri L'Europa riconosciuta),  del balletto di Milano.

Costruito per volere di Maria Teresa d'Austria sulle ceneri del vecchio Teatro Ducale distrutto da un incendio nel 1776, fu progettato dall'architetto Giuseppe Piermarini sul luogo ove prima sorgeva la basilica di Santa Maria alla Scala (XIV secolo). Edificato in puro stile neoclassico, il teatro venne rimaneggiato diverse volte: nel 1867, nel 1921 durante la direzione di Arturo Toscanini e ancora alla fine della seconda guerra mondiale, quando, l'11 maggio del 1946, Toscanini stesso diresse uno storico concerto per celebrare la riapertura dell’edificio, restaurato dopo i gravi danni subiti durante i bombardamenti alleati.
Marco Buonarroti

martedì 3 settembre 2013

POLITICA ."ANDREOTTI RISPETTAVA LE ISTITUZIONI"

Bongiorno: Andreotti rispettava le istituzioni

L'avvocato che da deputato ha lavorato alla legge Severino: fuori dal Parlamento chi ha condanne gravi

“In carcere c’è gente per cui nessuno si preoccupa”. E sulla legge Severino: “C’è chi la voleva più rigorosa”. Parla a Repubblica l’avvocato Giulia Bongiorno che nella precedente legislatura è stata presidente della Commissione giustizia della Camera e,d a deputato, ha lavorato alla legge Severino sulla decadenza dei parlamentari condannati . “Andreotti sosteneva che chi rappresenta milioni di persone ha il dovere di rispettare le istituzioni più di chiunque altro anche quando le istituzioni ti danno torto. Non aveva voluto neanche che presentassimo querela contro i pentiti bugiardi perché temeva che screditandone uno avrebbe significato screditarli tutti, mettendo in crisi l’intero sistema. Questo non significa che non fosse convinto come lo sono io che tra magistratura e politica esiste un serio problema di rapporti. Ma quello scelto da Berlusconi è il modo peggiore per risolverlo”. Secondo la Bongiorno se per combattere pochi magistrati politicizzati ci si scaglia contro la magistratura tout court sarà un effetto boomerang. Bongiorno sostiene che buona parte del Pd sembra smarrito davanti alla questione giustizia e che solo Renzi dicendo “i condannati definitivi fuori dal Parlamento” abbia parlato chiaro. L'avvocato va giù duro contro Berlusconi sostenendo che "se la giustizia non funziona è soprattutto una sua responsabilità. Non ha hai voluto creare le condizioni per modificare il sistema"

Dal quotidiano "Libero on line"

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Contributo fotografico :


                                                Avvocato Giulia Bongiorno


Marco Buonarroti



lunedì 2 settembre 2013

POLITICA :"FELTRI/ BERLUSCONI"

Dal quotidiano "Libero"on line

Silvio al capolinea?

Feltri: "Cav finito. Doveva scappare finché aveva il passaporto"

Il fondatore di Libero intervistato dalla Borromeo spiega perché per Berlusconi non c'è futuro.Non ha dubbi Vittorio Feltri: il Silvio Berlusconi politico è finito. Intervistato da Beatrice Borromeo per il Fatto Quotidiano il fondatore di Libero snocciola tutte le opzioni per "salvare" il Cavaliere, ma neanche uno è realistica: la grazia non sta in piedi, l'amnistia è esclusa, il parlamento non si lascerà sfuggire l'occasione per togliersi dai piedi il nemico e Napolitano non ha nessuna intenzione di sciogliere le Camere "piuttosto", spiega Feltri, " tenterebbe di fare un altro governo basato su cinque punti programamtici a cui aderirebbero anche i Cinque Stelle" e qualche colomba del Pdl che "con il solito appello al senso di responsabilità, aderirebbe al Letta bis".

"Io sarei scappato all'estero" - "La soluzione non c'è", ribadisce Feltri. "Berlusconi non ne sarà contento, ma la frustrazione non cambia gli scenari". "Immedesimandomi non saprei dove sbattere la testa", ammette il direttore alla Borromeo. Di sicuro avrebbe fatto qualcosa prima di arrivare a questo punto: "Sarei scappato quando ancora avevo il passaparto". Anche perché, spiega, il periodo di detenzione, sia in carcere o ai domiciliari, è lungo" e uno "dopo tre giorni impazzisce".

"Marina non sarà il leader" - Quanto al passaggio del testimone di leader del centro destra alla figlia Marina, Feltri non crede che "questa via darebbe molto sollievo al padre: lui vuole fare tutto personalmente, come ha dimostrato negli ultimi venti anni. Non ha mai delegato e quando proprio da dovuto ha selto Alfano, che è tutto dire. Magari con Marina farebbe meno fatica, ma oltre al fatto che lei non ha mai fatto politica, c'è anche la questione delle aziende che in famiglia hanno un bel peso". Insomma come sostiene pure Giampaolo Pansa nell'editoriale su Libero domenica scorsa, "Silvio non ha futuro". E a poco valgono i proclami su Twitter (ieri Berlusconi aveva scritto "Non mollerò"). Per Feltri "lui resterà convinto fino alla fine di poter trovare una scappatoia, ma io non la vedo".

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Contributo fotografico:
 
 
 
 
 
Marco Buonarroti