HERMANN HESSE (premio Nobel per la letteratura nell'anno 1946)
Dal suo famoso romanzo "Il lupo della steppa":...."L'uomo avido di potere
incontra la sua rovina nel potere ,l'uomo bramoso di denaro nel denaro ,il sottomesso nella servitù ,il gaudente nel piacere.E cosi il lupo della steppa (in senso
allegorico , il protagonista del romanzo) si rovinò con l'indipendenza .La meta
egli la raggiunse e divenne sempre più indipendente decidendo liberamente
delle sue azioni e omissioni.........ma raggiunta la libertà s'accorse a un tratto che
la sua libertà era morte , che era solo , ....che il mondo lo lasciava in pace ,che gli uomini non lo riguardavano più....che soffocava lentamente in un'aria sempre più rarefatta senza relazioni e senza compagnia.
Era
,infatti ,arrivato al punto che la solitudine e l'indipendenza non
erano più la sua aspirazione ,una meta ,bensi la sua sorte ,la sua
condanna....".(pagg.6/7 del romanzo)
Secondo la mia opinione ,in queste poche righe è delineata la vicenda dell'uomo
impegnato alla ricerca di un equilibrio interiore e le prime righe ,sottolineate,
possono costituire l'oggetto di un aforisma.
Hermann Hesse (Calw, Württemberg 1877 - Montagnola, Lugano 1962), fu un
romanziere e poeta tedesco, insignito nel 1946 del premio Nobel per
la letteratura. Le sue opere, incentrate su personaggi alla ricerca di
se stessi , hanno affascinato generazioni di lettori, conoscendo un
vasto successo che dura ininterrotto dagli anni Sessanta.
E'il poeta delle antinomie a testimoniare la presenza delle contraddizioni umane,
bene
e male,vita e spirito ,vita e forma ,unità del Tutto ed esistenza
individuale,momento apollineo (relativo al "razionale") e momento
dionisiaco
(relativo "all'irrazionale");egli è scrittore
che tende all'armonia ma è anche consapevole che una volta raggiunta
,essa è momentanea, illusoria.
Riflette nel "Il lupo della steppa"la coesistenza fra uomo e lupo come simbolo
del
conflitto fra un'individualità ribelle e le convenzioni borghesi: la
conquista della libertà, il prevalere cioè dell'individuo sulle
convenzioni sociali, si rivelerà effimera e amara per il prezzo da
pagare: la solitudine.
Fra le sue opere ricordiamo:
"Il lupo della steppa" ,"Demian","Animo infantile","Narciso e Boccadoro",
"Il gioco delle perle di vetro","L'ultima estate di Klingsor","Siddharta".....
marco buonarroti
http://mb-wwwtuttodituttodal2009.blogspot.it/ Questo blog vuole commentare e documentare la "vicenda" della nostra vita non solo grazie alle riflessioni del suo autore ma soprattutto con il contributo del pensiero degli altri, di tutti gli altri nessuno escluso.
domenica 4 maggio 2014
POLITICA :"LA PROSA DI CARLO CORNAGLIA"
Da "Micromega on line"
CARLO CORNAGLIA – Renzino la peste
Il fulmine di guerra di Rignano,
nato ben prima d’esser concepito,
sa prender per il cul più del caimano
chi di spirito critico è sfornito.
Si trovano dovunque i creduloni,
destra, sinistra, centro, sopra e sotto,
non è question di Renzi o Berlusconi
ma è question di chi nasce sempliciotto.
Il guitto fiorentino è un gran prodigio
nello stilar programmi e dirle grosse
e il preferito gioco di prestigio
son le tre carte sull’ombrello mosse.
E’ sol questione di velocità
e di avere dei gonzi intorno a sé:
l’Italicum sta qui, sta lì, sta là!
Punti il dito e…l’Italicum non c’è.
La stessa cosa val per il Senato,
per la sistemazione delle scuole,
per il Jobs Act, il debito di Stato,
per gli F 35 ed altre fole.
Cronoprogrammi, slide, dichiarazioni,
ultimatum, minacce, avvertimenti,
centinaia di tweet e di concioni
non fanno che produrre slittamenti.
Un di da Floris, l’altro a Porta a Porta,
un altro ancor con la banana in mano,
ovunque fa promesse d’ogni sorta,
ma ogni traguardo è sempre più lontano.
A marzo faccio questo, a aprile quello,
a maggio si conclude anche quest’altro
per poi scoprir che Chiti, un suo fratello,
e un criminale vecchio, ma ancor scaltro,
vogliono sempre fargli dei dispetti
in cerca sol di visibilità.
E’ spesso autor di squallidi trucchetti
degni di un misero quaraquaquà.
“Tolgo il segreto e tutto sarà chiaro!”
Ma non son fatti, son solo parole,
dove ha promesso di puntare il faro
era già tutto chiaro come il sole.
Ci sveli tre mister la tosca stella:
il patto che lo lega al re dei loschi,
chi sono i centoun di Mortadella
ed il background legal Monna Boschi.
“Per spedire il santino elettorale
si pagan da domani i francobolli!”
Poi scopri ch’è una balla colossale
raccontata per ingannare i polli.
La posta elettoral senza esenzione
diventerà realtà ma, guarda caso,
non prima, ma sol dopo le elezioni,
se no ai partiti vien la mosca al naso.
Le leggi per Matteo hanno due facce:
per chi si oppon val quella minacciosa,
per sé e per chi segue la sue tracce
vale la faccia misericordiosa.
“La par condicio a me? Ma che coraggio!
Il farmi rinunciare al match del cuore
giocando a fianco di Antognoni e Baggio
è vessazion di Grillo, un eversore!”
Nel mezzo del cammin della sua vita
riman com’era négli anni felici:
voleva sempre vincer la partita.
Quando perdeva, dicono gli amici,
requisiva il pallone e andava via.
Or che nel cambiar verso è in mezzo al guado
fa come allora il giovane messia:
“O fate quel che dico o me ne vado”.
Che cosa dire al fiorentin statista?
“Evviva! Puoi tornartene a Rignano.
Eccoti l’auto blu, ecco l’autista…,
ma porta via con te Napolitano!”
Carlo Cornaglia
(2 maggio 2014)
venerdì 2 maggio 2014
GEOPOLITICA :" L'UCRAINA "
L'Ucraina, è alla ribalta delle cronache odierne per i venti di guerra che soffiano sul suo destino.
Cerchiamo di conoscerla con lo scopo di farci delle opinioni personali sugli eventi che, in questi giorni, mettono a rischio la pace e gli equilibri geopolitici dell'Europa orientale coinvolgendo i rapporti tra Russia e "Occidente".
Ucraina (nome ufficiale Ukrajina), stato dell’Europa orientale. È delimitato dalla Bielorussia a nord, dalla Russia a nord e a est, dal Mar Nero e dal mar d’Azov a sud, dalla Romania e dalla Moldavia a sud-ovest e da Ungheria, Repubblica Slovacca e Polonia a ovest. Lo stato, con una superficie complessiva di 603.700 km², è il più esteso d’Europa, dopo la Russia. L’estensione costiera è di 2.782 km. La capitale è Kiev.
Il sottosuolo dell’Ucraina è ricchissimo di minerali, che rappresentano un enorme potenziale per l’industria. Nelle regioni sudorientali, accanto ai depositi di carbone e antracite del bacino del Donbass, si trovano vasti depositi di minerali ferrosi, mentre nella regione di Mykolayiv sono concentrate le più ricche riserve mondiali di manganese. Sono inoltre presenti discrete quantità di titanio, bauxite, mercurio e salgemma. Per quanto riguarda il petrolio e il gas naturale, le riserve sono invece quasi del tutto esaurite; il paese, che disponeva di oltre un terzo dei depositi di gas naturale dell’URSS, è attualmente costretto a importare dalla Russia gran parte degli idrocarburi necessari al proprio fabbisogno energetico, nonostante la presenza di ingenti quantitativi di carbone e lo sfruttamento dell’energia nucleare – sono attivi 15 reattori (2006).
STORIA
Dominazione polacca
Nel XIII secolo l’area tra il Dnepr e i Carpazi subì l’invasione dei mongoli, che determinò il declino e poi lo smembramento del principato di Kiev (attuale capitale dell'Ucraina).
Nel corso del XIV secolo, Kiev e il principato ucraino di Volinia furono conquistati dalla Lituania ma, sul finire del XIV secolo, caddero sotto il controllo polacco.
Contro le mire espansionistiche della Polonia sulle vaste steppe a est del Dnepr, i cosacchi* animarono una tenace resistenza, culminata nel 1648 in una violenta rivolta. Nel 1654, offrendo protezione ai cosacchi, la Russia avviò la sua penetrazione in Ucraina. Nel 1667, la Polonia cedette definitivamente la regione alla Russia, che stroncò i tentativi (1707-1708) dei cosacchi di sottrarsi al suo dominio.
In seguito alle prime due spartizioni della Polonia (1722 e 1793), tutta la regione cadde sotto l’autorità russa, a eccezione della Galizia, della Bucovina e della Transcarpazia, incorporate nell’impero austroungarico (1722).
(*Inizialmente con tale termine furono individuate le popolazioni nomadi tartare (mongole) delle steppe della Russia meridionale.Tuttavia a partire dal XV secolo, il nome fu attribuito a gruppi di slavi, per lo più russi e ucraini.)
Cosacchi
Cosacco russo
Cosacchi
Dominazione russa
Caterina la Grande** incoraggiò la colonizzazione dell’Ucraina, che divenne il principale bacino agricolo dell’impero. Verso la fine del XIX secolo la regione visse anche un forte sviluppo industriale, il quale, concentrato nelle aree di Kiev e nel bacino del Donez, attrasse molta manodopera russa. Nel 1848, una violenta rivolta scoppiata nei domini austro-ungarici e sconfinata a est ebbe come esito l’abolizione della servitù della gleba e la concessione di una Costituzione. Nella seconda metà del secolo l’Ucraina vide la comparsa, soprattutto nelle città, di un movimento culturale e politico di stampo nazionalista, prontamente represso dalle autorità russe, che nel 1863 e nel 1876 proibirono l’uso della lingua ucraina nelle scuole. Il nazionalismo ucraino poté invece ampiamente svilupparsi nei territori occidentali governati dagli austroungarici, grazie al benevolo atteggiamento delle autorità.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
**
Caterina II la Grande (Stettino 1729 - Zarskoje Selo, oggi Puškin 1796), imperatrice di Russia (1762-1796); continuò il processo di occidentalizzazione iniziato dallo zar Pietro il Grande e trasformò il paese in una delle principali potenze europee.
^^^^^^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^^^
Con i profondi sommovimenti determinati dalla prima guerra mondiale, l’Ucraina si ritrovò con un'intensa e complessa stagione politica. Nel novembre del 1917, in seguito alla rivoluzione bolscevica, i nazionalisti ucraini raccolti nella Rada proclamarono una repubblica autonoma con sede a Kiev, guidata da Simon Petlyura. A questa si contrapposero sia un movimento contadino guidato dall’anarchico Nestor Machno, sia un movimento di tendenze bolsceviche, diffuso soprattutto tra gli operai di origini russe; il primo congresso dei soviet dell’Ucraina, celebrato nello stesso mese di novembre a Kharkiv, proclamò a sua volta una repubblica sovietica. Occupata nel 1918 dalle truppe austrotedesche in seguito alla pace di Brest-Litovsk, la regione fu sconvolta per tre anni dallo scontro che oppose le armate bianche ai bolscevichi.
Cerchiamo di conoscerla con lo scopo di farci delle opinioni personali sugli eventi che, in questi giorni, mettono a rischio la pace e gli equilibri geopolitici dell'Europa orientale coinvolgendo i rapporti tra Russia e "Occidente".
Ucraina (nome ufficiale Ukrajina), stato dell’Europa orientale. È delimitato dalla Bielorussia a nord, dalla Russia a nord e a est, dal Mar Nero e dal mar d’Azov a sud, dalla Romania e dalla Moldavia a sud-ovest e da Ungheria, Repubblica Slovacca e Polonia a ovest. Lo stato, con una superficie complessiva di 603.700 km², è il più esteso d’Europa, dopo la Russia. L’estensione costiera è di 2.782 km. La capitale è Kiev.
L’Ucraina è stata Repubblica federata
nell’ambito dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche
(URSS) fino al 1991, anno in cui ottenne l’indipendenza. Dal 1991 è membro
associato della Comunità di stati indipendenti (CSI). È compresa
nei confini nazionali la Crimea, dal 1921 parte della Federazione
russa e dal 1954 incorporata nello stato ucraino; nel 1992, in seguito al
manifestarsi di spinte separatiste, le sono state riconosciute ampie autonomie
culturali e amministrative.
La lingua ucraina, che
utilizza i caratteri dell’alfabeto cirillico, è del ceppo slavo
orientale, insieme al russo e al bielorusso. È l’idioma ufficiale dal 1989.
Parlati perlopiù dalle rispettive minoranze sono il russo (il più diffuso),
l’ungherese e il polacco.
La religione prevalente è quella cristiana
ortodossa (67%, che fa capo sia al patriarcato di Mosca, sia a
quello di Kiev), seguita da quella cattolica . Sono inoltre
presenti ebrei, musulmani (tra la minoranza tatara) e protestanti.
Il sottosuolo dell’Ucraina è ricchissimo di minerali, che rappresentano un enorme potenziale per l’industria. Nelle regioni sudorientali, accanto ai depositi di carbone e antracite del bacino del Donbass, si trovano vasti depositi di minerali ferrosi, mentre nella regione di Mykolayiv sono concentrate le più ricche riserve mondiali di manganese. Sono inoltre presenti discrete quantità di titanio, bauxite, mercurio e salgemma. Per quanto riguarda il petrolio e il gas naturale, le riserve sono invece quasi del tutto esaurite; il paese, che disponeva di oltre un terzo dei depositi di gas naturale dell’URSS, è attualmente costretto a importare dalla Russia gran parte degli idrocarburi necessari al proprio fabbisogno energetico, nonostante la presenza di ingenti quantitativi di carbone e lo sfruttamento dell’energia nucleare – sono attivi 15 reattori (2006).
STORIA
Dominazione polacca
Nel XIII secolo l’area tra il Dnepr e i Carpazi subì l’invasione dei mongoli, che determinò il declino e poi lo smembramento del principato di Kiev (attuale capitale dell'Ucraina).
Nel corso del XIV secolo, Kiev e il principato ucraino di Volinia furono conquistati dalla Lituania ma, sul finire del XIV secolo, caddero sotto il controllo polacco.
Contro le mire espansionistiche della Polonia sulle vaste steppe a est del Dnepr, i cosacchi* animarono una tenace resistenza, culminata nel 1648 in una violenta rivolta. Nel 1654, offrendo protezione ai cosacchi, la Russia avviò la sua penetrazione in Ucraina. Nel 1667, la Polonia cedette definitivamente la regione alla Russia, che stroncò i tentativi (1707-1708) dei cosacchi di sottrarsi al suo dominio.
In seguito alle prime due spartizioni della Polonia (1722 e 1793), tutta la regione cadde sotto l’autorità russa, a eccezione della Galizia, della Bucovina e della Transcarpazia, incorporate nell’impero austroungarico (1722).
(*Inizialmente con tale termine furono individuate le popolazioni nomadi tartare (mongole) delle steppe della Russia meridionale.Tuttavia a partire dal XV secolo, il nome fu attribuito a gruppi di slavi, per lo più russi e ucraini.)
Cosacchi
Cosacco russo
Cosacchi
Dominazione russa
Caterina la Grande** incoraggiò la colonizzazione dell’Ucraina, che divenne il principale bacino agricolo dell’impero. Verso la fine del XIX secolo la regione visse anche un forte sviluppo industriale, il quale, concentrato nelle aree di Kiev e nel bacino del Donez, attrasse molta manodopera russa. Nel 1848, una violenta rivolta scoppiata nei domini austro-ungarici e sconfinata a est ebbe come esito l’abolizione della servitù della gleba e la concessione di una Costituzione. Nella seconda metà del secolo l’Ucraina vide la comparsa, soprattutto nelle città, di un movimento culturale e politico di stampo nazionalista, prontamente represso dalle autorità russe, che nel 1863 e nel 1876 proibirono l’uso della lingua ucraina nelle scuole. Il nazionalismo ucraino poté invece ampiamente svilupparsi nei territori occidentali governati dagli austroungarici, grazie al benevolo atteggiamento delle autorità.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
**
Caterina II la Grande (Stettino 1729 - Zarskoje Selo, oggi Puškin 1796), imperatrice di Russia (1762-1796); continuò il processo di occidentalizzazione iniziato dallo zar Pietro il Grande e trasformò il paese in una delle principali potenze europee.
^^^^^^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^^^
Con i profondi sommovimenti determinati dalla prima guerra mondiale, l’Ucraina si ritrovò con un'intensa e complessa stagione politica. Nel novembre del 1917, in seguito alla rivoluzione bolscevica, i nazionalisti ucraini raccolti nella Rada proclamarono una repubblica autonoma con sede a Kiev, guidata da Simon Petlyura. A questa si contrapposero sia un movimento contadino guidato dall’anarchico Nestor Machno, sia un movimento di tendenze bolsceviche, diffuso soprattutto tra gli operai di origini russe; il primo congresso dei soviet dell’Ucraina, celebrato nello stesso mese di novembre a Kharkiv, proclamò a sua volta una repubblica sovietica. Occupata nel 1918 dalle truppe austrotedesche in seguito alla pace di Brest-Litovsk, la regione fu sconvolta per tre anni dallo scontro che oppose le armate bianche ai bolscevichi.
Nel 1918, i territori affrancatisi dal
dominio austriaco proclamarono una loro repubblica nella Galizia orientale
(1918). Nel 1920, l’avanzata dei bolscevichi nell’Ucraina orientale favorì
l’alleanza tra il governo nazionalista di Petlyura, insediato a Kiev, e la
Polonia. Nel 1921, con il trattato di Riga, l’Ucraina restò sotto il controllo
bolscevico.
Diventata nel 1922 repubblica federata dell’Unione Sovietica, per alcuni anni l’Ucraina godette di una relativa autonomia. Ma i tentativi compiuti dal Michailo Šypnyk di rafforzare la repubblica in senso nazionale, pur nel contesto federativo sovietico, vennero vanificati dai drammatici eventi degli anni Trenta, quando la collettivizzazione dell’agricoltura imposta da Mosca provocò una grave carestia e la morte di alcuni milioni di persone e l’offensiva antinazionalista lanciata da Stalin colpì duramente, oltre che gli intellettuali nazionalisti, i quadri comunisti ucraini.
Nel 1941,con la seconda guerra mondiale in corso, confidando nella possibilità di costituire una repubblica autonoma sotto la protezione della Germania, i nazionalisti ucraini accolsero favorevolmente le truppe tedesche. La brutalità dell’occupazione nazista, che in Ucraina assunse aspetti profondamente razzisti, indusse tuttavia i nazionalisti a rivolgere le armi contro i tedeschi, conducendo nel contempo una lotta armata contro i sovietici, che sarebbe durata, con sacche di resistenza armata, anche dopo la fine della guerra.
Nel 1944 l’Ucraina ripassò sotto il controllo delle forze sovietiche, che scatenarono una feroce repressione nei confronti della popolazione, accusata collettivamente di collaborazionismo con i nazisti. Dopo la fine del conflitto, alcune zone della Bessarabia e della Bucovina settentrionale rumena furono incorporate al territorio ucraino, con l’aggiunta (1945) della regione rutena della Cecoslovacchia e, nel 1954, della Crimea.
La restaurazione del potere sovietico in Ucraina si accompagnò a persecuzioni politiche, linguistiche e religiose e a deportazioni di massa. Nella seconda metà degli anni Quaranta, gli ucraini andarono a infoltire le schiere degli internati dei gulag. La russificazione della regione continuò anche dopo la morte di Stalin, ma il nuovo corso aperto a Mosca produsse in Ucraina una parziale apertura politica che si interruppe nel 1968 con la primavera di Praga. Nei due decenni che seguirono, l’Ucraina fu tenuta in condizioni di sostanziale subalternità alla Russia.
Diventata nel 1922 repubblica federata dell’Unione Sovietica, per alcuni anni l’Ucraina godette di una relativa autonomia. Ma i tentativi compiuti dal Michailo Šypnyk di rafforzare la repubblica in senso nazionale, pur nel contesto federativo sovietico, vennero vanificati dai drammatici eventi degli anni Trenta, quando la collettivizzazione dell’agricoltura imposta da Mosca provocò una grave carestia e la morte di alcuni milioni di persone e l’offensiva antinazionalista lanciata da Stalin colpì duramente, oltre che gli intellettuali nazionalisti, i quadri comunisti ucraini.
Nel 1941,con la seconda guerra mondiale in corso, confidando nella possibilità di costituire una repubblica autonoma sotto la protezione della Germania, i nazionalisti ucraini accolsero favorevolmente le truppe tedesche. La brutalità dell’occupazione nazista, che in Ucraina assunse aspetti profondamente razzisti, indusse tuttavia i nazionalisti a rivolgere le armi contro i tedeschi, conducendo nel contempo una lotta armata contro i sovietici, che sarebbe durata, con sacche di resistenza armata, anche dopo la fine della guerra.
Nel 1944 l’Ucraina ripassò sotto il controllo delle forze sovietiche, che scatenarono una feroce repressione nei confronti della popolazione, accusata collettivamente di collaborazionismo con i nazisti. Dopo la fine del conflitto, alcune zone della Bessarabia e della Bucovina settentrionale rumena furono incorporate al territorio ucraino, con l’aggiunta (1945) della regione rutena della Cecoslovacchia e, nel 1954, della Crimea.
La restaurazione del potere sovietico in Ucraina si accompagnò a persecuzioni politiche, linguistiche e religiose e a deportazioni di massa. Nella seconda metà degli anni Quaranta, gli ucraini andarono a infoltire le schiere degli internati dei gulag. La russificazione della regione continuò anche dopo la morte di Stalin, ma il nuovo corso aperto a Mosca produsse in Ucraina una parziale apertura politica che si interruppe nel 1968 con la primavera di Praga. Nei due decenni che seguirono, l’Ucraina fu tenuta in condizioni di sostanziale subalternità alla Russia.
Nel 1986, sul paese si abbatté la
catastrofe nucleare di Černobyl, i cui deleteri effetti economici e
sanitari si sarebbero protratti per molti anni. L’incidente di Černobyl e il
contemporaneo processo di riforma avviato a Mosca da Michail
Gorbaciov con la perestrojka favorirono un inedito intreccio
tra rivendicazioni nazionali, lotta per i diritti civili ed ecologismo, di cui
si fecero sostenitori sia i nazionalisti sia i comunisti riformatori.
Nel 1991, in seguito al collasso del regime
sovietico, l’Ucraina proclamò la sua indipendenza, sancita nello stesso anno da
un referendum e dalle elezioni presidenziali.
Subito dopo l’indipendenza si manifestarono
tensioni tra Russia e Ucraina per il possesso della Crimea. Appoggiata dai
russi, nel 1992 la Crimea proclamò l’indipendenza (in seguito ritirata); nel
contempo Mosca denunciò l’accordo con il quale nel 1954 la regione era stata
concessa all’Ucraina. La questione si appianò nel 1995, quando la Russia
rinunciò formalmente a rivendicazioni sulla regione.
Un altro motivo di contrasto russo-ucraino
riguardò la flotta del Mar Nero, stazionata nelle acque del porto di
Sebastopoli. Nel 1992 i due paesi stabilirono un controllo
congiunto sulla flotta fino al raggiungimento di un accordo definitivo. Nel
1994, in un quadro di forte crisi economica, il presidente Kravčuk cedette parte
dell’arsenale nucleare ucraino alla Russia, in cambio di combustibile destinato
alla produzione di energia.
E questo è quanto si può dire sul passato dell'Ucraina, compatibilmente con lo spazio ragionevole che si può dedicare ad un post, ma credo tuttavia che ci si possa fare un'idea sui rapporti tra Ucraina e Russia.
Nel corso degli ultimi anni fino ad oggi la società di questa nazione è divisa tra chi vuole mantenere e consolidare i legami con la Russia e chi invece vuole fare parte dell'Europa Unita.
Esperti analisti sono dell'opinione che le proteste hanno lo scopo di operare una rottura con la vecchia ossatura sovietica per costruire un futuro di maggiore democrazia e trasparenza in ambito europeo.
Il destino dell'Ucraina è senza dubbio,comunque, visto come l'ultimo scontro tra Stati Uniti e Russia.
(Rif.ti bibliografici Microsoft&Encarta)
E questo è quanto si può dire sul passato dell'Ucraina, compatibilmente con lo spazio ragionevole che si può dedicare ad un post, ma credo tuttavia che ci si possa fare un'idea sui rapporti tra Ucraina e Russia.
Nel corso degli ultimi anni fino ad oggi la società di questa nazione è divisa tra chi vuole mantenere e consolidare i legami con la Russia e chi invece vuole fare parte dell'Europa Unita.
Esperti analisti sono dell'opinione che le proteste hanno lo scopo di operare una rottura con la vecchia ossatura sovietica per costruire un futuro di maggiore democrazia e trasparenza in ambito europeo.
Il destino dell'Ucraina è senza dubbio,comunque, visto come l'ultimo scontro tra Stati Uniti e Russia.
(Rif.ti bibliografici Microsoft&Encarta)
marco buonarroti
^^^^^^^^^ ^^^^^^^^^
Ripropongo la lettura del post datato 10 marzo u.s.di questo blog :
Ripropongo la lettura del post datato 10 marzo u.s.di questo blog :
"La voce della Russia"
Kissinger: l’Occidente deve smettere di surrogare la politica con la demonizzazione di Putin
9 marzo 2014, 17:03
Foto: RIA Novosti
L’Occidente deve rivedere le sue vedute su Kiev e i suoi rapporti con Mosca. L’Ucraina va considerata dall’Ue e dagli Usa non come campo di contrapposizione con la Russia, ma come un ponte che colleghi Oriente ed Occidente.
Tale opinione ha espresso il veterano della politica
estera americana, Premio Nobel Henry Kissinger in un suo articolo
pubblicato da The Washington Post.
Troppo spesso il
problema ucraino viene presentato come la battaglia decisiva per
l’Ucraina: andrà verso Ovest o verso Est? Ma se l’Ucraina vuole
sopravvivere e fiorire, essa non si deve trasformare in un avamposto di
una delle Parti contro l’altra. Al contrario, deve essere un ponte tra
di loro. Il corifeo della diplomazia americana è convinto che Washington
dovrebbe adoperarsi per aiutare a superare la spaccatura tra le forze
politiche belligeranti in Ucraina invece di demonizzare una di loro.
Kissinger
appartiene al novero dei politici che si sono formati e sono abituati
ad agire ai tempi della guerra fredda. Ossia alla generazione dei
politici caratterizzati da un approccio più ponderato e più responsabile
ai rapporti internazionali. Fermo restando che è strettamente legato
alla tradizione del realismo politico,- ricorda Fedor Vojtolovsky,
responsabile della sezione di politica interna ed estera degli Usa
presso l’Istituto dell'Economia Mondiale e delle Relazioni
Internazionali (IMEMO).
Henry Kissinger, in
sostanza, dice da una posizione del buon senso. Posizione che presuppone
la percezione della situazione creatasi in Ucraina come di una crisi
sistemica, importante per la sicurezza euro atlantica, per i rapporti
tra l’Occidente e la Russia. Qui è necessaria, e lo constatano molti
autori americani, una strategia più ponderata.
Secondo
Kissinger, l’Occidente sta demonizzando l’immagine di Putin per
surrogare una vera e responsabile politica con schemi semplificati.
L’Europa e gli Usa non vogliono comprendere che per la Russia l’Ucraina
non sarà mai un normale Stato straniero. In tale quadro Kissinger dice
con rammarico: La comprensione della storia e della psicologia russa non
è mai stata un punto forte dei leader politici americani.
Devono
dare prova di una maggiore responsabilità anche gli ucraini stessi.
Qualsiasi tentativo di una parte dell’Ucraina di dominare sull’altra,
cosa che ormai è diventata norma, col tempo poterà ad una guerra civile o
ad una spaccatura del Paese,- avverte Kissinger. Riguardo a ciò,
sebbene Kissinger si opponga alla riunificazione della Crimea con la
Russia, egli sottolinea che l’autonomia della Penisola dovrà essere
allargata. A parte Kissinger ricorda che l’Ucraina non deve far parte
della Nato.
giovedì 1 maggio 2014
ARTE :" CELEBRAZIONI PRO MICHELANGELO"
Ripropongo la pubblicazione di questo post e del successivo dal titolo "450 anni dalla morte di Michelangelo", per il fatto che le celebrazioni , iniziate il 12 e 13 novembre 2013, dureranno per tutto il 2014.
Arte: Michelangelo, al via celebrazioni per 450 anni morte
ultimo aggiornamento: 11 novembre, ore 17:54
Firenze, 11 nov. - (Adnkronos) - Al via le celebrazioni per il 450° anniversario della Fondazione dell'Accademia delle Arti del Disegno e dei 450 anni morte di Michelangelo Buonarroti, che della secolare istituzione fiorentina fu primo accademico. Le manifestazioni partono martedi' 12 e mercoledi' 13 novembre a Firenze con il convegno internazionale di studi dal titolo ''Concetto, invenzione, giudizio. Il disegno padre delle arti nostre. Dall'Accademia delle Arti del Disegno di Giorgio Vasari al sistema educativo e creativo delle odierne arti visive in Europa''.
Due
ricorrenze straordinarie che portano con se' un calendario di mostre,
incontri, convegni e manifestazioni in programma a Firenze, Arezzo e
Roma fino a settembre 2014. La rassegna si svolge sotto l'alto patronato
del presidente della Repubblica.
Tema del convegno inaugurale delle celebrazioni e' il percorso che dalla nascita dell'Accademia delle Arti del Disegno, prima accademia artistica d'Europa, fondata a Firenze nel 1563 sui principi della circolazione umanistica fra pensiero, invenzione, conoscenza e pratica delle arti, riuniti nell'espressione del disegno, porto' a istituire le Accademie di Belle Arti come sedi ufficiali del sistema creativo, estetico e conservativo, delle arti; ed oggi finalizzate all'alta formazione.
============================
Annotazione :
se vuoi conoscere qualche notizia sulla vita di Michelangelo e sulla sua arte leggi il post dal titolo "A 450 anni dalla morte di Michelangelo" (Post seguente)
marco buonarroti (miei autentici nome e cognome)
Firenze, 11 nov. - (Adnkronos) - Al via le celebrazioni per il 450° anniversario della Fondazione dell'Accademia delle Arti del Disegno e dei 450 anni morte di Michelangelo Buonarroti, che della secolare istituzione fiorentina fu primo accademico. Le manifestazioni partono martedi' 12 e mercoledi' 13 novembre a Firenze con il convegno internazionale di studi dal titolo ''Concetto, invenzione, giudizio. Il disegno padre delle arti nostre. Dall'Accademia delle Arti del Disegno di Giorgio Vasari al sistema educativo e creativo delle odierne arti visive in Europa''.
Tema del convegno inaugurale delle celebrazioni e' il percorso che dalla nascita dell'Accademia delle Arti del Disegno, prima accademia artistica d'Europa, fondata a Firenze nel 1563 sui principi della circolazione umanistica fra pensiero, invenzione, conoscenza e pratica delle arti, riuniti nell'espressione del disegno, porto' a istituire le Accademie di Belle Arti come sedi ufficiali del sistema creativo, estetico e conservativo, delle arti; ed oggi finalizzate all'alta formazione.
============================
Annotazione :
se vuoi conoscere qualche notizia sulla vita di Michelangelo e sulla sua arte leggi il post dal titolo "A 450 anni dalla morte di Michelangelo" (Post seguente)
marco buonarroti (miei autentici nome e cognome)
ARTE: " 450 ANNI DALLA MORTE DI MICHELANGELO"
Arte: al via iniziative per 450 anni dalla morte di Michelangelo
============================
Annotazione : ( le annotazioni sono curate dall'autore del blog)
Michelangelo Buonarroti (Caprese, Arezzo 1475 - Roma 1564), scultore, pittore, architetto e poeta italiano del tardo Rinascimento. Artista geniale e inquieto, fu tra i massimi protagonisti della storia dell’arte occidentale. Michelangelo concepì la sua attività come una continua ricerca dell’ideale di bellezza.
Figlio di Lodovico Buonarroti,
podestà di Caprese, a tredici anni era già a bottega dal Ghirlandaio.
Dopo un anno, tuttavia, preferì avvicinarsi a Bertoldo di Giovanni e
studiare le sculture antiche nel giardino di Lorenzo de’ Medici. Accolto
a Palazzo Medici da Lorenzo, entrò in contatto con Poliziano, Marsilio
Ficino, Pico della Mirandola. La sua cultura si nutrì della dottrina
platonica e il suo gusto artistico si formò sugli esempi di Masaccio,
Donatello, Giotto. La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri (1490-1492 ca., Casa Buonarroti, Firenze) lo resero celebre non ancora ventenne.
Alla morte del Magnifico,
temendo la cacciata dei Medici, Michelangelo fuggì a Venezia e poco
dopo a Bologna, dove scolpì per l’arca di San Domenico le figure di San Petronio, San Procolo e un Angelo (1494-95).
Il Bacco (1496-1498, Museo del Bargello, Firenze) e il gruppo marmoreo della Pietà (1498-1500 ca., San Pietro, Roma) appartengono al primo soggiorno a Roma. Nella Pietà,
una delle opere d’arte più famose al mondo e l’unico lavoro di
Michelangelo firmato, tutta la rappresentazione si concentra sulla
sacralità della scena.
Di ritorno a Firenze, Michelangelo diede inizio a un’intensa fase creativa. Sono di questo periodo la Madonna di Bruges in Notre-Dame (probabilmente iniziata nel 1501), il Tondo Pitti (1504-1505 ca., Museo del Bargello), il Tondo Taddei (1505-1506 ca., Royal Academy, Londra) e il dipinto noto come Tondo Doni (1504-1505,
Uffizi, Firenze), che dopo il restauro rivelò colori brillanti, come
quelli della volta della successiva Cappella Sistina.
Intanto Michelangelo ricevette la commissione del David (1501-1504,
Accademia, Firenze), nel quale affrontò in modo innovativo il tema
dell’eroe: rappresentò il campione della fede ebraica come un uomo
giovane, completamente nudo, in apparenza calmo, ma con il corpo e i
muscoli tesi, pronti ad affrontare il nemico. Situato in origine in
piazza della Signoria, fu considerato simbolo dell’ideale politico
repubblicano.
Mentre era ancora occupato con il David,
fu chiesto a Michelangelo di confrontarsi con Leonardo affrescando la
sala del Consiglio di Palazzo Vecchio. La sfida non venne mai conclusa,
ma il cartone della Battaglia di Cascina (ora perduto) esprimeva la perfezione raggiunta dal Buonarroti nel disegno del nudo.
Munito
di una raccomandazione in cui si dichiarava che la sua arte non aveva
rivali in Italia e nel mondo”, Michelangelo fece ritorno a Roma. Doveva
affrescare la volta della Cappella Sistina, ma protestava di non
essere pittore. Tuttavia finì con il rinchiudersi nella cappella a
lavorare indefessamente: terminò l’opera da solo, nel giro di quattro
anni, dipingendo sdraiato sulle impalcature, con lo sguardo e il
pennello sempre rivolti verso l’alto. Il risultato stupisce ancora dopo
secoli. Struttura architettonica reale e figure dipinte sono in
calibrato rapporto reciproco, tutto è studiato nei minimi particolari:
basti guardare i bozzetti e i cartoni preparatori, dove i modelli sono
analizzati sotto ogni punto di vista.
Le figure affrescate,
dal plasticismo scultoreo, spiccano per i corpi vivi e possenti, di
rara bellezza ed espressività. Seduti in trono sono i Profeti e le Sibille, mentre gli Ignudi collegano tra loro i diversi gruppi di figure e incorniciano le nove Storie della Genesi. Nel cuore della volta, la Creazione di Adamo: un semplice gesto di Dio Padre dà vita al primo uomo e richiama l’attenzione dei fedeli riguardanti verso di sé.
Dopo la morte di Giulio II, tra il 1513 e il 1515 Michelangelo scolpì per la tomba del papa le figure del Prigione ribelle e del Prigione morente (Louvre, Parigi) e il Mosè: rappresentazioni del tormento interiore dell’uomo, della stanchezza, della coscienza della fine. Il Prigione ribelle, incompiuto, esemplifica bene come Michelangelo lavorasse il marmo: “per forza di levare”, come diceva l’artista stesso, cioè attaccando il blocco frontalmente e togliendo con lo scalpello la materia poco a poco, finché non emergeva la figura.
Dopo il Sacco di Roma da parte dei mercenari di Carlo V, Firenze fu posta sotto assedio dall’esercito imperiale e da quello del papa. I Medici erano alle porte. Michelangelo progettò nuove fortificazioni e partecipò attivamente alla difesa della città fino alla capitolazione. Perdonato da papa Clemente VII per avere appoggiato il governo repubblicano, riprese i lavori della Sagrestia Nuova. Ma ormai a Firenze si sentiva a disagio e nel 1534 si recò definitivamente a Roma dove, morto il papa Medici, compì per Paolo III Farnese l’opera della piena maturità, il Giudizio Universale della Cappella Sistina.
A 75 anni, dopo la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro (1542-1545
e 1546-1550, Cappella Paolina, Palazzi Vaticani, Roma), Michelangelo
smise di dipingere. Deluso dalla realizzazione della tomba di Giulio II,
terminata dagli aiuti (San Pietro in Vincoli), si dedicò quasi
esclusivamente all’architettura. Avuta nel 1546 la direzione della
fabbrica di San Pietro, mutò magistralmente il progetto ancora
frammentario.
Nello stesso periodo,
mentre a Firenze proseguivano, sui suoi disegni del 1523, i lavori
della Biblioteca Laurenziana, rinnovò la piazza del Campidoglio e
terminò la costruzione del Palazzo Farnese, iniziato da Antonio da
Sangallo il Giovane. Nel 1559 elaborò i progetti per San Giovanni dei
Fiorentini e per la Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore. Nei due
anni successivi disegnò Porta Pia e intervenne per inserire la chiesa di
Santa Maria degli Angeli nelle Terme di Diocleziano.
| |||||||||||||
|
Che questi fossero anni di drammatica crisi interiore è dimostrato dall’incompiutezza della Pietà Rondanini (1554-1564
ca., Castello Sforzesco, Milano), rimaneggiata di continuo fino a
quattro giorni prima della morte. La medesima inquietudine traspare
dalle poesie (scritte talvolta su fogli da disegno), un’attività
creativa cui l’artista si dedicò per tutta la vita.
Ancora vivente, Michelangelo fu considerato artista grandissimo, superiore agli antichi; ebbe successo, conobbe e frequentò i personaggi di maggior spicco del suo tempo. Ma nonostante il suo forte temperamento, intese sempre la sua opera al servizio di verità universali, mai quale pura espressione della sua personalità.
(Rif.Bibl.Microsoft Encarta)
" La Pietà" (Roma in San Pietro)
Il" Mosè " (Roma in San Pietro in Vincoli)
Il"Bacco"(Firenze)
La "Madonna di Bruges" (Notre Dame-Parigi)
Il "David "( Firenze)
Michelangelo,pittore
Le immagini sono relative agli affreschi della Cappella Sistina:
particolare della volta della Cappella Sistina,"la Sibilla Delfica"
marco buonarroti (autentici miei nome e cognome )
ARTE :"LA BELLEZZA CLASSICA E RINASCIMENTALE"
LA BELLEZZA NELL'ARTE CLASSICA E NEL RINASCIMENTO ITALIANO (DALL'INIZIO DEL SECOLO XV A TUTTO IL XVI SECOLO)
IL RINASCIMENTO EBBE,INFATTI, COME OBIETTIVO LA RIVALUTAZIONE DELLA CLASSICITA'.
La Venere di Milo, esposta al museo del Louvre,a Parigi
Rinvenuta sull'isola di Milo, a sud-ovest delle Isole Cicladi, ( mare Egeo Grecia) nel 1820.
La statua, in marmo, è una delle più famose opere dell'arte ellenistica (II secolo a,C.),la cui realizzazione è attribuita ad Alessandro di Antiochia in base ad una iscrizione incisa sul basamento,andato perduto.
==============================
Il" David" di Donatello (soprannome di Donato di Niccolò di Betto Bardi,Firenze 1386-1466),scultore del "Primo Rinascimento",figura di fondamentale importanza
nella storia dell'arte italiana
Scultura bronzea, realizzata intorno al 1440, conservata nel Museo nazionale del
Bargello,Firenze
=========================
Il David di Michelangelo Buonarroti, esposto alla Galleria dell'Accademia a Firenze.
Scultura in marmo,realizzata da Michelangelo,tra il 1501 e il 1504
=================================
La "Pietà" di Michelangelo,esposta nella basilica di S.Pietro in Vaticano
(scultura in marmo,realizzata da Michelangelo Buonarroti tra il 1497 e il 1499;
aveva appena 20/22 anni)
=============================
"Perseo",statua in bronzo di Benvenuto Cellini,(1545-1554);la statua era esposta in piazza della Signoria(Firenze),nella Loggia dei Lanzi;attualmente è sottoposta a restauro e si trova in una sala degli "Uffizi".
Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571) fu uno scultore, incisore e orafo fiorentino, tra
i principali esponenti della corrente rinascimentale manierista in Italia e in Europa.
========================
Il Neo-classicismo di Antonio Canova:
Le "Tre Grazie", gruppo marmoreo (1816),conservato all'Ermitage, San Pietroburgo.
==================================
"Teseo e il Centauro"(1805-1819),opera scultorea esposta al Kunst Historishes Museum di Vienna
====================================
"Paolina Borghese", opera scultorea in marmo (1805-1808), esposta alla Galleria Borghese di Roma
==================================
"Teseo sul Minotauro"(1781-1783),scultura esposta al "Victoria and Albert Museum di Londra"
IL RINASCIMENTO EBBE,INFATTI, COME OBIETTIVO LA RIVALUTAZIONE DELLA CLASSICITA'.
La Venere di Milo, esposta al museo del Louvre,a Parigi
Rinvenuta sull'isola di Milo, a sud-ovest delle Isole Cicladi, ( mare Egeo Grecia) nel 1820.
La statua, in marmo, è una delle più famose opere dell'arte ellenistica (II secolo a,C.),la cui realizzazione è attribuita ad Alessandro di Antiochia in base ad una iscrizione incisa sul basamento,andato perduto.
==============================
Il" David" di Donatello (soprannome di Donato di Niccolò di Betto Bardi,Firenze 1386-1466),scultore del "Primo Rinascimento",figura di fondamentale importanza
nella storia dell'arte italiana
Scultura bronzea, realizzata intorno al 1440, conservata nel Museo nazionale del
Bargello,Firenze
=========================
Il David di Michelangelo Buonarroti, esposto alla Galleria dell'Accademia a Firenze.
Scultura in marmo,realizzata da Michelangelo,tra il 1501 e il 1504
=================================
La "Pietà" di Michelangelo,esposta nella basilica di S.Pietro in Vaticano
(scultura in marmo,realizzata da Michelangelo Buonarroti tra il 1497 e il 1499;
aveva appena 20/22 anni)
=============================
"Perseo",statua in bronzo di Benvenuto Cellini,(1545-1554);la statua era esposta in piazza della Signoria(Firenze),nella Loggia dei Lanzi;attualmente è sottoposta a restauro e si trova in una sala degli "Uffizi".
Benvenuto Cellini (Firenze 1500-1571) fu uno scultore, incisore e orafo fiorentino, tra
i principali esponenti della corrente rinascimentale manierista in Italia e in Europa.
========================
Il Neo-classicismo di Antonio Canova:
Le "Tre Grazie", gruppo marmoreo (1816),conservato all'Ermitage, San Pietroburgo.
![]() |
==================================
"Teseo e il Centauro"(1805-1819),opera scultorea esposta al Kunst Historishes Museum di Vienna
====================================
"Paolina Borghese", opera scultorea in marmo (1805-1808), esposta alla Galleria Borghese di Roma
==================================
"Teseo sul Minotauro"(1781-1783),scultura esposta al "Victoria and Albert Museum di Londra"
Potete leggere notizie più dettagliate sul Canova nel post titolato:
Arte/Mostre :"Canova a Firenze-La bellezza e la memoria" ,datato 8 luglio
.
Marco Buonarroti
(Marco Buonarroti sono i miei autentici nome e cognome)
"L'ARTE SUL GHIACCIO ..RECENTI OLIMPIADI.."
"L'intreccio di armonia, bellezza e preparazione
fisica vivifica lo spettacolo dell'arte sul ghiaccio; grati assistiamo
alle imprese che l'uomo ha realizzato sin dai primordi in tutte le
manifestazioni della vita inseguendo con tenacia e intelligenza
obiettivi il cui limite tende alla perfezione" (marco buonarroti)
^^^^^^^^^^^^^^^^^
Appendice al post del 15 febbraio dal titolo "Giochi olimpici......"
Pattinaggio artistico su ghiaccio-Oro al Giappone
Yuzuro Hanyu è un pattinatore artistico su ghiaccio giapponese, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
E' nato il 7 dicembre 1994 (19 anni) a Sendai, prefettura di Miyagi , Giappone
https://www.youtube.com/watch?v=ZA2Ks3osTS0&feature=em-subs_digest-vrecs
(se vuoi vedere le gare di Yuzuro, clicca i link qui sopra, salta gli annunci pubblicitari)
^^^^^^^^^^^^
://www.youtube.com/watch?v=S3haHNXUR3M
(se vuoi vedere la gara di Sotnikova clicca sul link qui sopra, salta gli annunci pubblicitari)
marco buonarroti
^^^^^^^^^^^^^^^^^
Appendice al post del 15 febbraio dal titolo "Giochi olimpici......"
Pattinaggio artistico su ghiaccio-Oro al Giappone
Yuzuro Hanyu è un pattinatore artistico su ghiaccio giapponese, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
E' nato il 7 dicembre 1994 (19 anni) a Sendai, prefettura di Miyagi , Giappone
https://www.youtube.com/watch?v=ZA2Ks3osTS0&feature=em-subs_digest-vrecs
(se vuoi vedere le gare di Yuzuro, clicca i link qui sopra, salta gli annunci pubblicitari)
^^^^^^^^^^^^
Pattinaggio artistico su ghiaccio, gara femminile-Oro alla Russia
Adelina Dmitrievna Sotnikova è una pattinatrice artistica su ghiaccio russa.
Vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 nella gara individuale femminile.
://www.youtube.com/watch?v=S3haHNXUR3M
(se vuoi vedere la gara di Sotnikova clicca sul link qui sopra, salta gli annunci pubblicitari)
marco buonarroti
Iscriviti a:
Post (Atom)




































