sabato 10 gennaio 2015

RIFLESSIONI IN CORNICE 2
















Marco Buonarroti

HANNO DETTO/SCRITTO ...(EMINEM - RITA LEVI MONTALCINII)

LA LIBERTA' DI ESSERE UGUALI




Eminem è il nome d'arte di Marshall Bruce Mathers III;
é un rapper,attore e produttore discografico statunitense,nato il 17 ottobre 1972 


Eminem

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"Non esistono le razze,il cervello degli uomini è lo stesso.Esistono i razzisti .Bisogna vincerli con le armi della sapienza."
Rita Levi-Montalcini,2008


Levi Montalcini, Rita (Torino 1909-Roma 2012), neurobiologa italiana.Nata in una famiglia ebrea, Rita Levi Montalcini decise all’età di venti anni di dedicarsi allo studio della medicina . Si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino, presso la quale si laureò nel 1936. Quindi frequentò il corso triennale di specializzazione in neurologia e psichiatria.
Con la promulgazione delle leggi razziali, che fra l’altro impediva lo svolgimento della propria professione ai cittadini non-ariani, lasciò l’Italia e visse per qualche tempo a Bruxelles; quindi, di ritorno a Torino, decise con la sua famiglia di restare in Italia e di costruire un piccolo laboratorio di ricerca nella propria abitazione, nel quale effettuò studi su embrioni di pollo con l’aiuto di un altro scienziato, l’istologo Giuseppe Levi.

Nel 1943 l’invasione tedesca la costrinse ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Firenze dove, nel 1944, con l’avanzare delle forze anglo-americane, la Levi Montalcini trovò modo di lavorare come medico in un campo di rifugiati.

Nel 1947 si trasferi a St Louis negli Stati Uniti, dove lavorò per trent'anni alla Washington University. Nel 1962 fondò un centro di ricerca a Roma e iniziò a lavorare tra questa città e St Louis. 

Negli anni Cinquanta scoprì, insieme a Stanley Cohen, il primo fattore di crescita dei tessuti animali: si trattava del Nerve Growth Factor (NGF) o fattore di crescita delle cellule nervose, che determina lo sviluppo e il processo di differenziamento di queste cellule. Per questo risultato, nel 1986 le fu conferito il premio Nobel per la fisiologia o la medicina, che condivise con Cohen.



marco buonarroti

venerdì 9 gennaio 2015

RIFLESSIONII IN CORNICE 1

                 La vita è breve, non c'è il tempo di lasciare importanti parole non dette


                                               Non voglio  essere più solo




                              A volte odio la mia vita, ma soltanto qualche volta




                           Non lasciare che stupide cose interrompano la tua felicità



                                           La vita è troppo breve per aspettare




marco buonarroti         (nome e cognome autentici dell'autore del blog)

IL NOSTRO PIANETA :"IL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO"


Il parco nazionale d'Abruzzo.














 Abruzzo, parco nazionale Vasta area protetta situata nell'Appennino centrale ed estesa soprattutto nella regione dell'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, ma anche nel Lazio (in provincia di Frosinone) e nel Molise (in provincia di Isernia); ha una superficie di 440 km², cui si aggiunge una cerchia esterna o 'zona di rispetto', di altri 600 km², nella quale le norme per la tutela dell'ambiente sono meno rigorose. Include inoltre una zona di assoluta protezione, la riserva integrale della Camosciara.





All'origine il parco era una riserva reale di caccia; fu istituito come tale per legge nel 1923 (già nel 1922 era stato tuttavia inaugurato), e fu in seguito ampliato per salvaguardare uno dei più tipici e meglio conservati ambienti montani degli Appennini. Solcato dall'alto corso del fiume Sangro, comprende numerose vette che raggiungono un'altitudine di circa 2.000 m e culmina nei 2.247 m del monte Petroso. Nelle vallate, a circa 1.000 m di quota, sorgono vari centri tra i quali il più rilevante è Pescasseroli, una ben attrezzata stazione sciistica.
Il parco, che accoglie ogni anno oltre un milione di visitatori, presenta una tipica vegetazione forestale, con boschi di faggi, cerri, aceri, pini neri, betulle; tra i fiori si ricordano la genziana e il giaggiolo della Marsica, ma soprattutto una splendida orchidea alpina, la scarpetta di Venere o pianella della Madonna (Cypripedium calceolus), già rara nelle Alpi e del tutto eccezionale negli Appennini.
Nel parco è tuttavia particolarmente importante la fauna, che comprende specie assai rare. Si ricordano l'orso bruno marsicano, animale simbolo del parco, il lupo degli Appennini, il camoscio d'Abruzzo e, a seguito di ripopolamento, il cervo e il capriolo. Tra gli uccelli, si annoverano l'aquila reale, l'astore e il gufo reale.








 Come già accennato l'emblema del Parco nazionale d’Abruzzo è l’orso marsicano (la Marsica è una subregione dell’Abruzzo occidentale, circostante la conca del Fucino); nel parco si trovano caprioli, daini, cinghiali, lupi, volpi, gatti selvatici, martore, scoiattoli, tassi ecc. e, tra gli uccelli, vari rapaci.
(Rif.bibl.Microsoft&Encarta)


















Le immagini sono state tratte da Wikipedia


marco buonarroti

.ARCHEOLOGIA :"VILLA ADRIANA (TIVOLI-ROMA)...RECENTI SCOPERTE..."


Villa Adriana


Villa Adriana, Tivoli Località archeologica sita a 6 km da Tivoli, nel Lazio centrale; consiste nel complesso della grande villa fatta costruire fra il 110 e il 135 d.C. dal colto imperatore Adriano, che si ispirò per gli edifici e la sistemazione degli spazi ai monumenti e ai luoghi ammirati nelle province orientali.
Estesa su un’area di circa 120 ettari, la villa comprende l’elegante Palazzo Imperiale, affacciato sulla valle, con la vicina caserma dei Vigili e le cosiddette Biblioteche greca e latina, probabilmente lussuose sale da banchetto; il delizioso Teatro Marittimo, o Villa dell’Isola, piccolo edificio costruito su un’isoletta artificiale circondata da un canale; il Pecile, vasto quadriportico rettangolare (232 x 97 metri) con al centro una piscina; le Piccole e Grandi Terme; il Pretorio (complesso di magazzini e locali di servizio); la Piazza d'Oro, con vasto giardino; la valletta del Canopo con la vasca (lunga 119 m) decorata da statue e il tempio di Serapide; il piccolo Teatro greco; l'Accademia, elaborato complesso di ambienti lussuosamente decorati; ninfei e giardini.
A partire dalla fine Quattrocento, quando si risvegliò l’interesse archeologico per i monumenti del sito, Villa Adriana ha restituito moltissime opere d'arte, soprattutto sculture e mosaici, oggi disperse nei musei di tutto il mondo. Le sue grandiose rovine hanno ispirato artisti famosi, come l’architetto e antiquario Pirro Ligorio, che dal 1549 diresse gli scavi nella zona; e Giovanni Battista Piranesi, che alla fine del Settecento realizzò un'importante serie di vedute del complesso della villa.
( Rif.Bibliografico Microsoft Encarta).

Dalla cronaca culturale dei media, negli ultimi mesi del 2014, si apprende che a Villa Adriana, da un anno circa  sono stati operativi scavi  archeologici  i cui risultati hanno dato un nuovo significato a quella zona della villa designata "Palestra": ossia un luogo di  culto delle divinità egizie piuttosto che luogo di culto del corpo; la scoperta nel 2006 di una sfinge aveva  indotto i ricercatori a ipotizzare, sin d'allora, una diversa utilizzazione di quella zona. 
Il recente rinvenimento di una statua zoomorfa* del dio Horus**(in forma di falco) e una testa in marmo del Doriforo di Policleto***, conferma, secondo gli studiosi, la validità dell'interpretazione a favore "del luogo di culto". 



                                                     Statua zoomorfa del dio Horus


                                             La testa in marmo del Doriforo di Policleto



La 'Palestra' è uno dei più grandi e importanti complessi monumentali della villa tiburtina, dove mai erano state compiute ricerche approfondite prima di quelle tuttora in corso.
Il complesso è costituito di sette edifici, fra cui una sala circondata da un doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale con colonne marmoree, oggi tutti restaurati .

















L'Area Archeologica di Villa Adriana, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, comprende,come già detto, un enorme complesso architettonico che si estende per circa 120 ettari, di cui 40 visitabili, sul pianoro tufaceo sottostante la cittadina di Tivoli in provincia di Roma.


Note :
*  zoomorfo: aggettivo,..che rappresenta un animale

**  dio Horus :





 Horus Nella mitologia egizia, dio del cielo, della luce e della bontà. Una delle principali divinità egizie, Horus era figlio di Iside, dea della natura, e Osiride, dio del mondo sotterraneo; quando Osiride fu ucciso dal suo malvagio fratello, Seth, dio dell'oscurità e del male, Horus vendicò la morte del padre uccidendo suo zio. Solitamente raffigurato in figura di falco (o con testa di falco), è rappresentato anche come un bambino con un dito sulle labbra (e per questo era ritenuto dai romani il dio del silenzio). Horus era noto presso i greci e i romani con il nome di Arpocrate.


***
Doriforo di Policleto :                                          (doriforo,dal greco arcaico: portatore di lancia)

 Il Doriforo di Policleto, statua marmorea, è un perfetto esempio di "contrapposto"****, uno schema compositivo nel quale la disposizione di braccia e gambe, e di bacino e spalle è regolata da un equilibrio incrociato che conferisce alla figura una sorta di dinamismo trattenuto e composto. Le opere di Policleto, uno dei principali scultori della Grecia classica, sono conosciute solo attraverso le numerose copie di età ellenistica e romana: del suo capolavoro, il Doriforo, la copia meglio conservata si trova al Museo Nazionale di Napoli.

Encarta Enciclopedia

Archivi Alinari


****
Contrapposto :
Nelle arti figurative, principio compositivo che regola, in modo proporzionale o dinamico, il bilanciamento delle membra o delle masse nell’atteggiamento della figura umana: il c. delle membra nel David di Michelangelo.

Riproduzione vietata

 marco buonarroti




martedì 6 gennaio 2015

PER NON DIMENTICARE : VACANZE.... (ISOLE GALAPAGOS)

Questo nostro povero pianeta !

Vacanze dannose per l'ambiente ."Le isole Galàpagos"











Galápagos (anche Colón), arcipelago dell'Ecuador, situato nell'oceano Pacifico in corrispondenza dell'equatore, a 90° di longitudine ovest e a circa 1.000 km dalla costa dell'America meridionale. Dal punto di vista amministrativo costituisce una provincia dell’Ecuador, con una superficie complessiva di 8.010 km². L’arcipelago è costituito da tredici isole maggiori (Isabela, che è la più estesa, Santa Cruz, Fernandina, San Cristóbal, San Salvador, Española, Santa María, Pinta, Marchena, Genovesa, Santa Fé, Baltra e Rábida) e da circa cinquanta isolotti e scogli affioranti.


 

 Scoperte dallo spagnolo Tomás de Berlanga, vescovo del Panamá, nel 1535, le isole rimasero, nei secoli XVII e XVIII, pressoché disabitate, divenendo un covo di bucanieri, pirati e balenieri. Nel 1832 furono annesse all'Ecuador che, nel 1892, in occasione del quarto centenario della scoperta dell'America, diede loro il nome ufficiale di Archipiélago de Colón. Di notevole importanza strategica, soprattutto dopo l'apertura del canale di Panamá, le Galápagos furono oggetto di interesse da parte di Inghilterra e Stati Uniti per tutto il XIX secolo. Nel corso della seconda guerra mondiale furono protette dall'esercito statunitense.

 Le Galápagos sono famose per la ricchezza e particolarità della loro fauna, che comprende numerose specie endemiche. Fra i rettili si ricordano le iguane delle Galápagos, sia marine che terrestri, e, soprattutto, le tartarughe marine giganti, delle quali l'arcipelago (che ha preso il nome proprio da questi animali: in spagnolo galápago significa infatti testuggine) ospita ben sei specie diverse . L'avifauna (l'insieme degli uccelli) è costituita da più di ottanta specie diverse, fra cui si ricordano i fenicotteri, i cormorani e i pinguini. 
(Rif.ti bibl. : Microsoft Encarta)






















..."Nel 1995 il governo ecuadoriano stabili che il numero di turisti ammessi alle isole Galàpagos poteva passare da 20.000 a 60.000 all'anno. Questa decisione ha comportato il sovraffollamento di cittadine come Puerta Ayora, dove gli equadoriani sono accorsi in massa per approfittare del boom turistico.
I nuovi arrivati hanno portato con sè le famiglie e gli animali domestici, gatti, cani, e capre nessuno dei quali endemico nelle isole.Alcuni di questi sono diventati selvatici, accoppiandosi con gli animali del luogo e si sono messi in competizione per il cibo.Cani e gatti hanno cominciato a mangiare iguane e tartarughe.
Ma l'arrivo dei nuovi abitanti non è stato l'unico fattore ad avere un impatto sulla fauna e sulla flora locale.Il numero delle tartarughe giganti è crollato a causa dell'inseminazione artificiale delle femmine, voluta dagli scienziati per incrementare il numero di esemplari. Ora però le femmine preferiscono il metodo artificiale a quello naturale, anche perchè i maschi della specie sono notoriamente pigri; in questo modo però il numero di esemplari di tartarughe giganti continua a diminuire.
E poi ci sono le navi da crociera che sempre più numerose arrivano alle isole Galàpagos, e che buttano in mare, a 28 chilometri dalla costa, le acque di scolo, distruggendo l'ecosistema marino.
Le navi sono anche considerate responsabili dell'enorme quantità di rifiuti che tutte le mattine viene trascinata a riva.
Se alle navi da crociera si aggiungono le barche che si offrono di portare i turisti a pesca, le gite di un giorno, le moto d'acqua e i voli in elicottero si può ben capire come il futuro delle isole Galàpagos possa sembrare piuttosto desolante.
A quanto pare però il governo ecuadoriano se n'è accorto e sta preparando nuove leggi per contenere l'immigrazione e inasprire i controlli dei cargo.Inoltre sta resistendo alle pressioni dei tour operator che vorrebbero incrementare ancora il numero di turisti ammessi sulle isole e permettere a navi più grandi di raggiungere le coste.
Le isole Galàpagos sono a un  punto cruciale della loro storia, e la cosa migliore che potete fare al fine di preservare la loro bellezza per le generazioni future è di non andarci affatto.
David Attenborough ha girato un bel documentario sulle isole Galàpagos che potete vedere in dvd."...
(pag.26 del libro :"Cinquanta vacanze orrende"di Dan Kieran,Editore Einaudi ,collana ET Pop.)








 
marco buonarroti

UN NOBEL DA RICORDARE : (RITA LEVI MONTALCINI)

IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA, NEL 1986, FU ASSEGNATO A RITA LEVI MONTALCINI E ALLO STATUNITENSE STANLEY COHEN








Levi Montalcini, Rita (Torino 1909-Roma 2012), neurobiologa italiana.Nata in una famiglia ebrea, Rita Levi Montalcini decise all’età di venti anni di dedicarsi allo studio della medicina . Si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino, presso la quale si laureò nel 1936. Quindi frequentò il corso triennale di specializzazione in neurologia e psichiatria.

Con la promulgazione delle leggi razziali, che fra l’altro impediva lo svolgimento della propria professione ai cittadini non-ariani, lasciò l’Italia e visse per qualche tempo a Bruxelles; quindi, di ritorno a Torino, decise con la sua famiglia di restare in Italia e di costruire un piccolo laboratorio di ricerca nella propria abitazione, nel quale effettuò studi su embrioni di pollo con l’aiuto di un altro scienziato, l’istologo Giuseppe Levi.

Nel 1943 l’invasione tedesca la costrinse ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Firenze dove, nel 1944, con l’avanzare delle forze anglo-americane, la Levi Montalcini trovò modo di lavorare come medico in un campo di rifugiati.

Nel 1947 si trasferi a St Louis negli Stati Uniti, dove lavorò per trent'anni alla Washington University. Nel 1962 fondò un centro di ricerca a Roma e iniziò a lavorare tra questa città e St Louis. 

Negli anni Cinquanta scoprì, insieme a Stanley Cohen, il primo fattore di crescita dei tessuti animali: si trattava del Nerve Growth Factor (NGF) o fattore di crescita delle cellule nervose, che determina lo sviluppo e il processo di differenziamento di queste cellule. Per questo risultato, nel 1986 le fu conferito il premio Nobel per la fisiologia o la medicina, che condivise con Cohen.
marco buonarroti