venerdì 24 gennaio 2014

IL VERO CINEMA :" DI CAPRIO E McCONAUGHEY CANDIDATI ALL'OSCAR"

Cinema: Oscar, Leo Di Caprio in cinquina attori protagonisti

Roma, 16 gen. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Lo rincorre da una vita, ormai. Sarà la volta buona per Leonardo Di Caprio, candidato all'Oscar per la migliore interpretazione maschile in The Wolf of Street? Quarta nomination ottenuta dal 1994 a oggi, Di Caprio ha recentemente vinto il Golden Globe. Premio 'condiviso' con Matthew McConaughey, ottenuto da quest'ultimo per l'interpretazione in un film drammatico, naturalmente presente in cinquina Oscar grazie alla toccante performance di Dallas Buyers Club. Tra i due 'litiganti' però, attenzione al veterano Bruce Dern - già premiato al Festival di Cannes - indimenticabile protagonista del nuovo film di Alexander Payne, Nebraska, nelle nostre sale da oggi.
Era nell'aria anche la nomination di Chiwetel Ejiofor, protagonista di un altro film strafavorito alla vittoria degli Oscar, 12 anni schiavo di Steve McQueen, e candidatura anche per il 'trasformista' Christian Bale, quasi irriconoscibile nei panni del truffatore Irving Rosenfeld di American Hustle. Rimangono fuori dai giochi Tom Hanks (Captain Phillips) e Robert Redford (All is Lost), Idris Elba (Mandela: Long Walk to Freedom), Oscar Isaac (A proposito di Davis) e Joaquin Phoenix (Her).



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Annotazione :          ( a cura dell'autore del blog )



            Un film del 2013 diretto da MARTIN SCORZESE. Di Caprio interpreta, come al solito                         magistralmente,la parte del broker più famoso nella storia di Wall Street Jordan Belfort.

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Matthew McConaughey interprete protagonista del film del 2013"Dallas Buyers Club", diretto da Jean-Marc Vallèe.

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                                                                      Bruce Dern

                                      Nebraska è un film del 2013 diretto da Alexander Payne.
  Presentato in concorso alla 66ª edizione del Festival di Cannes, il film ha ricevuto il premio per la Miglior interpretazione maschile attribuito all'attore Bruce Dern.

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                                                               Chiwetel Ejiofor





12 anni schiavo (12 Years a Slave) è un film del 2013 diretto da Steve McQueen, tratto dall'omonima autobiografia di Solomon Northup, pubblicata nel 1853.
Il film è interpretato da Chiwetel Ejiofor con Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti e Brad Pitt, quest'ultimo anche produttore della pellicola.



marco buonarroti


CULTURA//LETTERATURA :"GRAZIA DELEDDA "

Deledda, Grazia (Nuoro 1871 - Roma 1936), scrittrice italiana, premio Nobel per la letteratura nel 1926. 


 Esordì, come scrittrice, scrivendo  racconti d'amore ambientati nella natia Sardegna, pubblicati sulla rivista femminile “Ultima moda” e che causarono scandalo e dure reazioni per le vicende a tinte forti in essi narrate; molte delle novelle furono raccolte in Racconti sardi (1894). Si rivolse poi al romanzo, dando alle stampe, nel 1892, Fior di Sardegna e, nel 1895, Anime oneste. Romanzo famigliare, con una prefazione di Ruggero Bonghi, che ne lodò il contenuto morale.

Con Elias Portolu (1903), storia dell'amore di un ex detenuto per la cognata, Grazia Deledda creò un primo capolavoro, nel quale il tema del conflitto fra peccato e innocenza si dipana sullo sfondo dell'aspro paesaggio sardo. Seguirono altri romanzi, tra i quali si ricordano L’edera (1908) e Nel deserto (1911).

Canne al vento (1913), forse il suo romanzo più noto, denuncia l'ineluttabile fragilità dell'uomo travolto da una sorte cieca e spietata, mentre La madre (1920) scandaglia la relazione fra un sacerdote e sua madre. Già Cenere (1904), da cui fu tratto nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse, aveva affrontato il tema di un rapporto filiale. Il paese del vento (1931) e L’argine (1934) mescolano immaginazione e autobiografia. Cosima (1937) e Il cedro del Libano (1939) furono pubblicati postumi. Scrisse anche due testi teatrali, L'edera (1912), in collaborazione con Camillo Antona Traversi, e La grazia (1921).

Nelle opere di Grazia Deledda sono predominanti i sentimenti forti dell'amore e del dolore, che s'intrecciano con  l'amara consapevolezza dell'ineluttabilità del destino.
La straordinaria corrispondenza fra personaggi e luoghi, fra lo stato d'animo dei protagonisti e la terra sarda, esposta in veste mitica, è un altro tratto distintivo della sua narrativa, che è stata accostata talora al verismo e talora al decadentismo, ma in realtà sfugge a una catalogazione precisa e merita un posto a sé nella nostra letteratura.






                                         La stanza di Grazia Deledda nella sua umile casa natale



                                                La casa natale di Grazia Deledda a Nuoro









marco buonarroti

ARTE :" FIRENZE MICHELANGELO E POLLOCK "

Mostre: Pollock e Michelangelo, a Firenze confronto tra geni 'furiosi'

ultimo aggiornamento: 23 gennaio, ore 19:49

Firenze, 23 gen. - (Adnkronos) - Jackson Pollock, l'indiscusso maestro dell'action painting, arriva a Firenze per un confronto virtuale con il genio del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti. Si tratta della mostra ''La figura della furia'' che, prendendo spunto dagli studi giovanili del pittore statunitense e dal suo interesse per l'opera michelangiolesca mette in relazione stili, soggetti, storie e mondi diversissimi. L'informe di Pollock sarà così allo specchio con il non-finito di Michelangelo, il Rinascimento della forma classica fiorentina e italiana sarà idealmente messo in dialogo con quello dell'anti-forma dell'artista statunitense, in un'esposizione che si trasforma in un evento-esperimento epocale.
La mostra nasce in occasione del 450/o anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti, avvenuta a Roma il 18 febbraio 1564 e si svolgerà tra Palazzo Vecchio, che ospita nel Salone dei Cinquecento il Genio della Vittoria di Michelangelo e dove saranno esposti disegni e dipinti di Pollock, e l'ex tribunale di San Firenze, dove invece verrà allestita la parte multimediale, con spazi interattivi e didattici sulla vita e l'arte del pittore. La mostra sarà inaugurata a primavera. ''Un progetto ardito - sottolinea il sindaco Matteo Renzi - che sarà una straordinaria occasione di conoscenza, arte, cultura e approfondimento da parte dei cittadini e dei turisti che vorranno visitare la mostra. Investire sulla cultura è da sempre una priorità dell'amministrazione: basti pensare ai progetti di ampliamento di Palazzo Vecchio e della biblioteca delle Oblate, al raddoppio dei visitatori dei musei civici, all'apertura di nuovi spazi museali e a breve all'inaugurazione definitiva del nuovo teatro dell'Opera e quella del museo del Novecento. Questa mostra si dimostra un ulteriore tassello del nostro impegno''.

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Annotazione :                             ( a cura dell'autore del blog)






Pollock, Jackson (Cody, Wyoming 1912 - Long Island, New York 1956), pittore statunitense, uno dei fondatori del movimento dell'espressionismo astratto. Durante l'adolescenza entrò in contatto con l'arte degli indiani navajo e nel 1929 si trasferì a New York, dove fu allievo di Thomas Hart Benton. Nelle sue opere giovanili, ispirate al naturalismo, si nota l'influsso della pittura murale messicana di David Alfaro Siqueiros e José Clemente Orozco (Paesaggio con cavaliere, 1933, Pollock Collection, New York). Trascorse molti anni viaggiando negli Stati Uniti, continuando a disegnare, e dalle esperienze surrealiste nacque la serie di quadri Senza titolo (1936-1937). Tra il 1938 e il 1942 fu attivo a New York, dove prese parte al Federal Arts Project. In questo periodo il suo stile divenne sempre più libero e astratto, come nella Lupa (1943, Museum of Modern Art, New York).








Dopo il 1947, Pollock passò all'espressionismo astratto ed elaborò la tecnica dell'action painting: l'artista, utilizzando asticelle o spatole, fa colare e gocciolare il colore a olio o lo smalto su grandi tele distese sul pavimento. Con questo metodo, la tecnica del dripping, Pollock eseguì complesse immagini cromatiche, come Occhi nel calore I (1946, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia) e Lucifero (1947, Museum of Modern Art, New York). Dopo il 1950, il suo stile si modificò nuovamente: l'artista cominciò a stendere su tele bianche delle sottili linee nere e marroni che si intersecavano. Tra i dipinti dell'ultimo periodo, Grigiore sull'oceano (1953, Solomon R. Guggenheim Museum, New York).
















marco buonarroti

martedì 21 gennaio 2014

IL 19 GENNAIO DEL 1925 NASCEVA IL GIUDICE CHINNICI

Per non dimenticare :

"Questo post è la conseguenza di una giusta osservazione di un gentile lettore che per mezzo di un tweet mi ha ricordato che il 19 gennaio è un giorno legato non solo al giudice Borsellino,ma anche al giudice Chinnici, entrambi vittime di mafia, entrambi degni di essere ricordati quali esempi di dedizione (e non è retorica) al dovere fino al sacrificio estremo."

Il giudice Rocco Chinnici,nasceva il 19 gennaio del 1925



Da Vikipedia :

Rocco Chinnici (Misilmeri 19 gennaio 1925- Palermo 29 luglio 1983) è stato un magistrato italiano vittima di mafia

Entrò in Magistratura nel 1952, avendo come prima destinazione il tribunale di Trapani come uditore giudiziario. In seguito fu pretore a Partanna, dal 1954 al 1966, anno in cui pervenne a Palermo ove il 9 aprile[4] prese servizio presso l'Ufficio Istruzione del Tribunale, nel ruolo di giudice istruttore[3][2].
Nel 1970 gli fu assegnato il caso della cosiddetta "strage di viale Lazio", in cui figuravano molti nomi di criminali di mafia destinati a successiva maggior notorietà[4].

Nel 1975, giunto al grado di magistrato di Corte d'Appello, fu nominato Consigliere Istruttore Aggiunto. Divenne magistrato di Cassazione e Consigliere Istruttore dopo altri quattro anni e come tale[4], in quel 1979 in cui fu ucciso Cesare Terranova, fu chiamato alla carica di dirigente dell'Ufficio in cui già lavorava sull'onda dell'emozione per quel delitto "eccellente"[5][6].

Altri omicidi eccellenti seguirono non molto tempo dopo, nel 1980, quando la mafia uccise il capitano dei Carabinieri Emanuele Basile (4 maggio) e il procuratore Gaetano Costa (6 agosto), amico di Chinnici, con cui aveva condiviso indagini sulla mafia i cui esiti i due giudici si scambiavano in tutta riservatezza dentro un ascensore di servizio del palazzo di Giustizia[7]. Dopo questo omicidio[8] Chinnici ebbe l'idea di istituire una struttura collaborativa fra i magistrati dell'Ufficio (poi nota come "pool antimafia")[9], conscio che l'isolamento dei servitori dello stato li espone all'annientamento e che, in particolare per i giudici, li rende vulnerabili poiché uccidendo chi indaga da solo, si seppellisce con lui anche il portato delle sue indagini[4][7].
Entrarono a far parte della sua "squadra" alcuni giovani magistrati fra i quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Con quest'ultimo, per agra coincidenza, condivideva il giorno di nascita, il 19 gennaio. Altro avrebbe legato le tre figure qualche anno dopo.

Rocco Chinnici fu ucciso il 29 luglio 1983 con una Fiat 127 imbottita di esplosivo davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo, all'età di cinquantotto anni. Accanto al suo corpo giacevano altre tre vittime raggiunte in pieno dall'esplosione: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. L'unico superstite fu Giovanni Paparcuri, l'autista. Ad accorrere fra i primi furono due dei suoi figli, ancora ragazzi.
Ad azionare il detonatore che provocò l'esplosione fu il killer mafioso Antonino Madonia.



"Nè la generale disattenzione nè la pericolosa e diffusa tentazione alla convivenza col fenomeno mafioso, spesso confinante con la collusione, scoraggiarono quest'uomo, che aveva, come una volta mi disse, la religione del lavoro" (Paolo Borsellino)






      La scena dell'esplosione che causò la morte del giudice e della scorta in via Pipitone, a Palermo.
      (Rimase ucciso anche il portiere dello stabile)




marco buonarroti

MUSICA :" E' MORTO IL MAESTRO CLAUDIO ABBADO "

Rubrica del blog :"Per non dimenticare" :(marco Buonarroti)


Da "ArticoloTre"quotidiano on line

Lutto nel mondo della musica. E’ morto il maestro Claudio Abbado

E’ morto, a Bologna, il grande direttore d’orchestra Claudio Abbado.
abbado-

Redazione – Lutto nel mondo della musica: muore, all’età di 80 anni, il grande direttore d’orchestra Claudio Abbado.
 Le sue condizioni di salute erano già da tempo piuttosto precarie, tanto che la settimana scorsa aveva dovuto annullare un concerto a Bari.

Era stato nominato senatore a vita lo scorso 30 agosto e a dicembre aveva deciso di rinunciare allo stipendio derivante da tale carica per devolverlo alla scuola di Musica di Fiesole, a sostegno di borse di studio.


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Annotazione :  ( a cura dell'autore del blog)

Abbado, Claudio (Milano 1933), direttore d'orchestra italiano. Dopo essersi diplomato in pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, proseguì gli studi a Vienna seguendo corsi di direzione. Fu direttore musicale del Teatro alla Scala dal 1968 al 1986 e della London Symphony Orchestra dal 1979 al 1988, diventando direttore stabile dell'Opera di Vienna nel 1986. Dal 1970 è uno dei direttori d'orchestra regolarmente ospitati dai Wiener Philharmoniker. Le interpretazioni di Abbado hanno avuto un ruolo di rilievo nel far conoscere a un vasto pubblico le opere di compositori d'avanguardia come Luigi Nono, divulgate anche attraverso numerose incisioni. Nel 1989 Abbado succedette a Herbert von Karajan come direttore stabile dei Berliner Philharmoniker, orchestra che ha guidato con grande successo sino al 2002.









L'impegno politico e sociale del grande maestro :

"ABBADO: PERCHE' SARO' IN PIAZZA CON I GIROTONDI
di Claudio Abbado, da MicroMega, 2002
Il governo sta imponendo al parlamento italiano l’approvazione accelerata di provvedimenti che mandano in pezzi il principio della «legge uguale per tutti», fondamento della convivenza civile.
Come cittadini europei esprimiamo tutta la nostra indignazione a una tale politica, che mina non solo la democrazia liberale ma lo stesso Stato di diritto, che ne è il presupposto.
Per questo siamo pienamente solidali con la «Festa di Protesta» che si svolgerà il 14 settembre a Roma a piazza del Popolo, e con tutti i cittadini che la stanno entusiasticamente e autonomamente organizzando.
La gravissima situazione in cui versano oggi le libertà e i diritti fondamentali in Italia impone anche a chi vive il proprio lavoro come una vocazione quasi esclusiva di impegnarsi in modo esplicito, per fermare una deriva che sta portando l’Italia fuori dalle democrazie liberali.
Se oggi non mi esprimessi e non partecipassi anch’io nei modi che mi sono possibili a questo pacifico moto di indignazione mi riterrei colpevole di omissione contro la democrazia.
Penso che in questo momento la protesta coinvolga, al di là delle ideologie, tutte le persone che credono nella civiltà, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche. Deve infatti essere chiaro che non si tratta di prendere una posizione di destra o di sinistra, ma di non poter accettare in silenzio  senza diventare complici quanto sta accadendo."



marco buonarroti

POLITICA :"LA PROSA DI CARLO CORNAGLIA"


Da "Micromega on line"


CARLO CORNAGLIA – Achtung, dorotei!


ccornaglia
Questo governo ormai vaga in mutande,
coi tempi che si allungano ogni giorno,
fra chiacchiere superflue e miserande
col vuoto in mezzo e tanto nulla intorno.
Gli incontri fra chi conta non si fanno,
si mandano messaggi trasversali
e i quarantenni sembrano un malanno
come i loro antenati, tali e quali.
I vecchi riti sono ancora qui,
è solo il loro nome che è cambiato:
il patto Renzi-Letta-Ncd
è la verifica del tempo andato,
oggi detta contratto di governo,
di coalizione o accordo alla tedesca.
Mentre si approssima l’orrore eterno
che era il rimpasto, una specie d’esca
per fare sì che il popolino abbocchi
e creda che due o tre ministri nuovi
faccian d’un fesso un premier coi fiocchi
che dei problemi le soluzioni trovi.
Il governicchio dalle larghe intese,
ormai ridotto a un Quattronani-Letta,
non cambierà fin quando il vecchio arnese
di far dal Colle la badante smetta.
Anche Renzi si è detto la badante
di un premier che val come il due di coppe,
anche se fa la voce roboante.
Ma due badanti sono proprio troppe.
La vecchia lo vorrebbe congelato
fino alla fine del semestre Ue,
alla stabilità sol dedicato,
in attesa non si sa ben di che.
Mentre la giovane, piena di ardore,
vorrebbe sol fregargli la poltrona,
senza dare nell’occhio, con l’amore
della badante che ti si affeziona.
“Questo governo ha fatto proprio poco!”,
sussurra Renzi col ditino alzato
e “Quello del rimpasto è un vecchio gioco
al quale mai mi sono appassionato.
Tocca a Letta decidere il da farsi,
se vuole migliorare il suo governo
sostituendo dei ministeri scarsi…”.
Il tutto con un sorrisin di scherno.
Il già rottamator Renzi Matteo,
vero erede di stirpe democrista,
obliquo, trasversale, doroteo,
sorridendo dissimula, depista.
Una battuta,un tweet, una frasetta,
un silenzio eloquente ed un sorriso
fanno capir che per Enrico Letta
traballa la poltrona dove è assiso.
Non è fantapolitica pensare
che, oltre ad un rimpasto dei ministri,
anche Letta si possa rottamare
qualora un calcio in cul gli somministri
col suo piede regal Napolitano,
nominando premier Renzi Matteo.
Chissà che il comunista oggi sovrano
a un tratto non diventi doroteo.
Carlo Cornaglia

(20 gennaio 2014)

POLITICA :"LA PROSA DI CARLO CORNAGLIA"



Da "Micromega on line"


CARLO CORNAGLIA – Val più lo zio di Santo Pio

ccornaglia
Dice  Mastella, il ras di Ceppaloni:
“Avessi detto quel che Nunzia ha detto,
ora mi troverei nelle prigioni
in conseguenza d’un duro verdetto”.
Ma Nunzia De Girolamo, furente,
lo chiama prontamente al cellulare:
“Sei una merda, caro il mio Clemente
ed il Signor te la farà pagare!”
Di un altolà il dubbio non la assale:
sta al governo con Senzaquid Alfano
di Enrico Letta ormai fedel sodale,
ha un ottimo rapporto col caimano
che la promosse nei lontani dì
a far politica nel Pdl,
moglie di Boccia, stella del Pd,
pensa: “Dalla poltrona chi mi svelle?
Sono un tal simbolo di larghe intese
che, pur intrallazzando fortemente
per nomine, parenti, gare e imprese,
sempre sarò dabbene ed innocente!”
Ne ha fatta della strada la sannita
che il caimano ha scovato a Benevento,
dal giorno in cui, discreta e un po’ smarrita,
esordì deputata al Parlamento.
Per fisico e per viso, neo Carfagna,
Nunzia, molto devota di San Pio,
fu una politica senza magagna
soltanto fino a che spuntò lo zio…,
che s’invaghì del bar dell’ospedale
Fatebenefratelli-Sacro Cuore.
I frati son padroni del locale
e il fratello di zio che era il gestore
per volere di Nunzia va cacciato.
Per risparmiar, fra’ Pietro Cicinelli
tarda nel realizzare l’auspicato
scambio della gestion fra i due fratelli.
Presenti tirapiedi ed avvocati,
galoppini dell’Asl e  portavoce
che a casa del papà son radunati,
“Mi han preso per il cul! – dice feroce -
Son degli stronzi e debbono capire
che qui comando io e che non mollo!
‘Sti frati sono tirchi da morire,
vaffanculo, mandiamogli un controllo!”
Ecco il controllo, viene chiuso il bar,
al gestore fra’ Pietro dà lo sfratto
mentre lo zio comincia ad incassar
e alla cugina intestano il contratto.
Poi c’è la storia delle mozzarelle
a un amico di Nunzia sequestrate
nel suo negozio per le marachelle
che un tecnico dell’Asl ha rilevate.
“Almeno risparmiare la sanzione,
visto che il cacio ormai distrutto andò…”.
Guarda il caso, ma senza una ragione
quella sanzione mai nessun pagò.
Nel frattempo dell’Asl il controllore,
non si sa ben perché, viene punito.
Chi di Nunzia tocca gli amici muore,
di certo senza che Lei muova un dito…
Sempre sul tema della Sanità,
per fare il bando del 118
ed aprir nuovi uffici qua e là,
Nunzia, alternando “Stronzo!” e “Me ne fotto!”,
vorrebbe bypassar qualunque gara
e aprir sòlo dai sindaci fedeli,
intrallazzando senza far cagnara
ma con lo stomaco pieno di peli.
Un giorno confessò, così si dice:
“Io che sono cattolica profonda
e, purtroppo, discreta peccatrice,
so che il pregar tutti i peccati  monda…”.
Ma questa volta pare che San Pio
non basterà a salvare la sannita
dal pagar finalmente il giusto fio,
di una condotta assai disinibita.
Il Colle tace, Letta fa il rimpasto:
“Scusami, Nunzia, certo non vorrei…”.
Renzi leva la bocca dal suo pasto,
satollo, si è magnato pure Lei!
Carlo Cornaglia

(15 gennaio 2014)