http://mb-wwwtuttodituttodal2009.blogspot.it/ Questo blog vuole commentare e documentare la "vicenda" della nostra vita non solo grazie alle riflessioni del suo autore ma soprattutto con il contributo del pensiero degli altri, di tutti gli altri nessuno escluso.
lunedì 7 aprile 2014
(6) "LE FAVOLE DI JEAN DE LA FONTAINE
La Mucca, la Capra e la Pecora in società col Leone
Si narra che una volta stringesser comunella
la Pecora, la Mucca, la Capra lor sorella,
col gran signor del luogo che detto era Leone,
a questa condizione :
che ognun insieme i danni e gli utili mettesse.
Ben stabiliti i patti avvenne che cadesse
un cervo nella fossa un di della capretta,
che onesta manda a chiedere i suoi compagni in fretta.
Giunto il Leone, esclama :-Faremo quattro parti-.
E subito coll'unghie straccia la bestia in quarti.
La prima se la piglia e ciò per la ragione
ch'egli è Messer Leone.
-Un'altra parte, -aggiunge,-ancor spettami in sorte
perchè sono il più forte.
La terza me la piglio perchè sono il Leone,
e se la quarta qualcuno osasse contrastarmi
lo mangio in un boccone.
marco buonarroti (miei autentici nome e cognome)
domenica 6 aprile 2014
LA CULTURA IN ITALIA....
Ripropongo la lettura di questo post,pubblicato a novembre del 2013, per il perdurare del suo interesse in relazione alla situazione della cultura in Italia.
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Italiani? ‘Capre e ignoranti’
di Alessio Pisanò / 8 novembre 2013......Da:"Il fatto quotidiano"on line
Mi si perdoni la discutibile citazione di Vittorio Sgarbi.Ma un sondaggio europeo sulla partecipazione culturale italiana non lascia scampo.
Secondo i dati pubblicati in settimana dalla Commissione europea, un italiano su due ha una “bassa pratica culturale”, solo 8 su 100 hanno un interesse “alto” o “molto alto” per i prodotti culturali. Nell’indice di pratica culturale il 49 per cento degli italiani ha bassa pratica a fronte del 34 per cento della media europea. Male anche la lettura (-7 per cento), visite a monumenti (-8 per cento) musei (-4 per cento).
A livello europeo ci sono notevoli differenze tra gli Stati membri. In termini di frequenza di partecipazione a tutti i tipi di attività culturali i paesi nordici totalizzano il punteggio più alto, guidati da Svezia (43 per cento tasso di partecipazione alto o molto alto), Danimarca (36 per cento) e Olanda (34 per cento). All’altra estremità della scala ci sono la Grecia, dove solo il 5 per cento ha tassi elevati o molto elevati di partecipazione, il Portogallo e Cipro (6 per cento), la Romania e l’Ungheria (7 per cento), e l’Italia, con un misero 8 per cento. Se guardiamo i livelli di partecipazione attiva, in Danimarca il 74 per cento della popolazione ha partecipato attivamente in almeno un’attività culturale durante l’anno scorso, in Svezia il 68, in Finlandia il 63 e nei Paesi Bassi il 58 per cento. Solo il 20 per cento degli italiani intervistati ha detto di aver fatto la stessa cosa. Peggio di noi soltanto Bulgaria (14 per cento) e Malta (18 per cento).
Una lettura veloce di questi dati evidenzia una spaccatura in due dell’Europa: il Nord più culturalmente attivo, il Sud e l’Est più pigri. Guarda caso la stessa divisione che c’è dal punto di vista economico. A questo punto una domanda sorge spontanea: qual è la causa e qual è la conseguenza? Si potrebbe dire che a causa delle ristrettezze economiche e della crisi gli europei del sud e dell’est hanno meno tempo per nutrire lo spirito, leggendo un libro o guardando un film. Forse. Ma un’ipotesi più provocatoria suggerisce che è proprio l’inferiore interessamento culturale ad essere in parte causa della peggiore situazione economica e sociale. Diciamo la verità, Italia, Spagna e Grecia non se la passavano bene nemmeno prima del 2008, almeno rispetto a Svezia, Finlandia o Germania (in termini di lavoro, stipendi, welfare e così via). E’ una realtà che un popolo più colto, e non solo in senso scolastico, è più preparato ad affrontare la vita di tutti i giorni, interpretare il mondo attorno a se, difendersi da soprusi e propagande ed è meno incline ad appoggiare élite politiche discutibili.
Se la maggior parte degli italiani avesse visto il film “Citizen Kane” (Quarto Potere) di Orson Welles, forse Berlusconi non sarebbe mai stato Premier. E se la maggior parte degli italiani avesse letto “La fattoria degli Animali” di George Orwell forse i partiti populisti avrebbero meno terreno fertile. Il problema è che la cultura finisce sempre all’ultimo posto, perché come diceva Giulio Tremonti “con la cultura non si mangia” – affermazione ridicola e sbagliata. Ecco allora orde di giovani che crescono con la testa piena dei falsi modelli imposti dalla tv e dalla società dello spettacolo, un po’ di calcio la domenica e la frittata e fatta. Con il passare degli anni la società si inebetisce, non sapendo niente dei grandi filosofi del passato, non conoscendo la storia, il cinema, l’arte e la letteratura.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una società incapace di rinnovarsi, dove “tutto cambia affinché nulla cambi” come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pronta a bersi qualsiasi panzana assorbita passivamente dalla Tv, a perpetuare modelli economici del secolo precedente, a ignorare qualsiasi sfida ambientale mondiale e a continuare a vedere l’Europa con la miopia tipica del nazionalismo. E intanto la politica urla e si indigna, invoca il cambiamento e promette. Ma la vera rivoluzione, l’unica che potrebbe davvero “cambiare” le cose, forse è culturale e non politica (senza alcun riferimento storico a chi i libri li bruciava invece che leggerli). Leggere Bauman, imparare una lingua straniera, guardare un film di Loach, questo è un atto rivoluzionario, il resto è “solo chiacchiere e distintivo”.
==============================
Annotazione : ( a cura di marco buonarroti)
A proposito di cultura :
Citazioni:
HANNAH ARENDT
"LA SOCIETA' DI MASSA NON VUOLE CULTURA ,MA SOLO SVAGO."
-------------------------------
ANDRE' MALRAUX
"LA CULTURA NON SI EREDITA ,SI CONQUISTA."
(omaggio alla Grecia,1959,discorso ad Atene)
Marco Buonarroti
marco.buonarroti@gmail.com
Una lettura veloce di questi dati evidenzia una spaccatura in due dell’Europa: il Nord più culturalmente attivo, il Sud e l’Est più pigri. Guarda caso la stessa divisione che c’è dal punto di vista economico. A questo punto una domanda sorge spontanea: qual è la causa e qual è la conseguenza? Si potrebbe dire che a causa delle ristrettezze economiche e della crisi gli europei del sud e dell’est hanno meno tempo per nutrire lo spirito, leggendo un libro o guardando un film. Forse. Ma un’ipotesi più provocatoria suggerisce che è proprio l’inferiore interessamento culturale ad essere in parte causa della peggiore situazione economica e sociale. Diciamo la verità, Italia, Spagna e Grecia non se la passavano bene nemmeno prima del 2008, almeno rispetto a Svezia, Finlandia o Germania (in termini di lavoro, stipendi, welfare e così via). E’ una realtà che un popolo più colto, e non solo in senso scolastico, è più preparato ad affrontare la vita di tutti i giorni, interpretare il mondo attorno a se, difendersi da soprusi e propagande ed è meno incline ad appoggiare élite politiche discutibili.
Se la maggior parte degli italiani avesse visto il film “Citizen Kane” (Quarto Potere) di Orson Welles, forse Berlusconi non sarebbe mai stato Premier. E se la maggior parte degli italiani avesse letto “La fattoria degli Animali” di George Orwell forse i partiti populisti avrebbero meno terreno fertile. Il problema è che la cultura finisce sempre all’ultimo posto, perché come diceva Giulio Tremonti “con la cultura non si mangia” – affermazione ridicola e sbagliata. Ecco allora orde di giovani che crescono con la testa piena dei falsi modelli imposti dalla tv e dalla società dello spettacolo, un po’ di calcio la domenica e la frittata e fatta. Con il passare degli anni la società si inebetisce, non sapendo niente dei grandi filosofi del passato, non conoscendo la storia, il cinema, l’arte e la letteratura.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una società incapace di rinnovarsi, dove “tutto cambia affinché nulla cambi” come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pronta a bersi qualsiasi panzana assorbita passivamente dalla Tv, a perpetuare modelli economici del secolo precedente, a ignorare qualsiasi sfida ambientale mondiale e a continuare a vedere l’Europa con la miopia tipica del nazionalismo. E intanto la politica urla e si indigna, invoca il cambiamento e promette. Ma la vera rivoluzione, l’unica che potrebbe davvero “cambiare” le cose, forse è culturale e non politica (senza alcun riferimento storico a chi i libri li bruciava invece che leggerli). Leggere Bauman, imparare una lingua straniera, guardare un film di Loach, questo è un atto rivoluzionario, il resto è “solo chiacchiere e distintivo”.
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Annotazione : ( a cura di marco buonarroti)
A proposito di cultura :
Citazioni:
HANNAH ARENDT
![]() |
| Hannah Arendt (Linden ,14 ottobre 1906-New York 4 dicembre 1975),fu una filosofa,storica,scrittrice tedesca,naturalizzata statunitense. |
"LA SOCIETA' DI MASSA NON VUOLE CULTURA ,MA SOLO SVAGO."
-------------------------------
ANDRE' MALRAUX
![]() |
| Andrè Malraux (Parigi 3 novembre 1901-Crèteil 23 novembre 1978) fu uno scrittore e politico francese. |
"LA CULTURA NON SI EREDITA ,SI CONQUISTA."
(omaggio alla Grecia,1959,discorso ad Atene)
Marco Buonarroti
marco.buonarroti@gmail.com
sabato 5 aprile 2014
STORIA/MOSTRA :"I TEMPLARI .... A GENOVA"
I "Templari"
Il 18 marzo del 1314, veniva arso sul rogo, a Parigi, Jacques de Molay, l'ultimo gran maestro dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio; oggi, a 700 anni dall'evento, Genova ne celebra l'anniversario con una Mostra organizzata dalla fondazione DNArt di Milano, sotto l'Alto Patronato del Pontificium Consilium di Cultura e dell'Arcidiocesi di Genova, a cui si unisce il Patrocinio della Regione Liguria e del comune di Genova e di altri importanti Enti Culturali e Ordini, tra cui spicca il Sovrano Ordine di Malta, il tutto a indicare l'elevato grado di interesse che da sempre i"Templari" hanno suscitato nell'ambito dello studio del Medioevo cristiano, soprattutto per quanto riguarda gli ordini religiosi monastici, oggetto delle attività di ricerca di storici e di archeologi.
Templari Membri dell'ordine religioso e militare ufficialmente denominato "Ordine dei cavalieri poveri di Cristo", più noto come "Ordine dei cavalieri del tempio di Salomone". La congregazione si sviluppò da una piccola formazione militare istituita nel 1119 dai crociati francesi Ugo di Payens e Goffredo di Saint-Omer, allo scopo di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa dopo la prima crociata.
Gerusalemme,Il Tempio
*L'Ordine fu ufficialmente soppresso con la bolla Vox in excelso del 3 aprile 1312 ed i suoi beni trasferiti ai Cavalieri Ospitalieri il 2 maggio seguente (bolla Ad providam). Jacques de Molay, l'ultimo gran maestro dell'Ordine, il quale in un primo momento aveva confermato le accuse, le ritrattò spinto da un'ultima fiammata di orgoglio e dignità, venendo arso sul rogo assieme a Geoffrey de Charnay il 18 marzo 1314 davanti alla cattedrale di Parigi, sull'isola della Senna detta dei giudei.
marco buonarroti
Il 18 marzo del 1314, veniva arso sul rogo, a Parigi, Jacques de Molay, l'ultimo gran maestro dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio; oggi, a 700 anni dall'evento, Genova ne celebra l'anniversario con una Mostra organizzata dalla fondazione DNArt di Milano, sotto l'Alto Patronato del Pontificium Consilium di Cultura e dell'Arcidiocesi di Genova, a cui si unisce il Patrocinio della Regione Liguria e del comune di Genova e di altri importanti Enti Culturali e Ordini, tra cui spicca il Sovrano Ordine di Malta, il tutto a indicare l'elevato grado di interesse che da sempre i"Templari" hanno suscitato nell'ambito dello studio del Medioevo cristiano, soprattutto per quanto riguarda gli ordini religiosi monastici, oggetto delle attività di ricerca di storici e di archeologi.
Ma i "Templari, a differenza degli altri Ordini,
sono entrati con forza nell'immaginario anche di comuni appassionati e
autodidatti, i quali,sulla scorta delle conoscenze acquisite da letture
specializzate,corroborate anche dalla narrazione cinematografica,
soggiogati dalla decisione di questi "Poveri cavalieri di Cristo" di
osservare la povertà,la castità e l'obbedienza secondo le regole dei
sacerdoti ordinari, dopo avere subito l'eco fascinosa delle loro gesta
in difesa dei pellegrini ed del Santo Sepolcro dai saraceni e da comuni
malfattori, hanno via via nel tempo maturato sentimenti contraddittori,
alimentati da nuove ricerche e resoconti sulle loro attività in Terra
Santa :
si trattò di monaci santi e guerrieri o crudeli, fanatici monaci che imponevano un'ideologia con la spada?
obbedirono ai voti sacerdotali o, piuttosto, contagiati dal fascino dell'Oriente, furono portatori di interessi personali ?
La Mostra narra la storia dell'Ordine, la nascita, lo sviluppo,la fine e l'eredità, e si avvale di documenti, quadri, sculture ed oggetti .
Il tempio di Re Salomone a Gerusalemme
Uno degli Stemmi dei templari
si trattò di monaci santi e guerrieri o crudeli, fanatici monaci che imponevano un'ideologia con la spada?
obbedirono ai voti sacerdotali o, piuttosto, contagiati dal fascino dell'Oriente, furono portatori di interessi personali ?
La Mostra narra la storia dell'Ordine, la nascita, lo sviluppo,la fine e l'eredità, e si avvale di documenti, quadri, sculture ed oggetti .
Il tempio di Re Salomone a Gerusalemme
Uno degli Stemmi dei templari
Templari Membri dell'ordine religioso e militare ufficialmente denominato "Ordine dei cavalieri poveri di Cristo", più noto come "Ordine dei cavalieri del tempio di Salomone". La congregazione si sviluppò da una piccola formazione militare istituita nel 1119 dai crociati francesi Ugo di Payens e Goffredo di Saint-Omer, allo scopo di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa dopo la prima crociata.
I templari ottennero l'approvazione papale, e nel 1128 al
concilio di Troyes fu stabilita per loro una regola ispirata a quella
cisterciense. A capo dell'ordine vi era il gran maestro, la cui
autorità era limitata da un capitolo composto dai dignitari (il siniscalco, il
comandante del Regno di Gerusalemme, il drappiere, il comandante delle altre
regioni); l'uniforme dei cavalieri dell'ordine era un mantello bianco con una
croce latina rossa. I quartieri generali rimasero a Gerusalemme
fino alla riconquista musulmana della città nel 1187, dopodiché furono
trasferiti successivamente ad Antiochia, Acri,
Cesarea e infine a Cipro.
Nel traffico di denaro e merci dall'Europa alla Palestina,
i templari svilupparono un efficiente sistema bancario del quale cominciarono a
servirsi nobili e regnanti europei. I cavalieri accumularono così immense
ricchezze che suscitarono invidie profonde. Con il fallimento delle ultime
crociate, tuttavia, il compito istituzionale dei templari ebbe termine. Nel 1307
Filippo IV di Francia, con l'aiuto di papa Clemente V,
fece arrestare il gran maestro Giacomo di Molay e quasi tutti i templari di
Francia con l'accusa di sacrilegio e di satanismo, condannando poi al rogo il
gran maestro insieme ai suoi principali ufficiali. L'ordine venne soppresso nel
1312* tutti i suoi beni vennero assegnati ai Cavalieri Ospitalieri
o confiscati da Filippo IV e da Edoardo II, che aveva sciolto la
congregazione in Inghilterra.
Gerusalemme,Il Tempio
*L'Ordine fu ufficialmente soppresso con la bolla Vox in excelso del 3 aprile 1312 ed i suoi beni trasferiti ai Cavalieri Ospitalieri il 2 maggio seguente (bolla Ad providam). Jacques de Molay, l'ultimo gran maestro dell'Ordine, il quale in un primo momento aveva confermato le accuse, le ritrattò spinto da un'ultima fiammata di orgoglio e dignità, venendo arso sul rogo assieme a Geoffrey de Charnay il 18 marzo 1314 davanti alla cattedrale di Parigi, sull'isola della Senna detta dei giudei.
marco buonarroti
venerdì 4 aprile 2014
ARCHEOLOGIA :"KUBLAI KHAN (XIII SEC.)
Archeologia: il tesoro di Kublai Kahn, mille navi in fondo al mare del Giappone
.(Adnkronos) - Erano in 40mila a bordo di una flotta di circa mille imbarcazioni che rappresentavano l'eccellenza dell'ingegneria navale del Tredicesimo Secolo, diretti alla conquista del Giappone. Non sopravvissero pero' al tifone che spirava a oltre 250 chilometri orari; simile, per potenza, a quello che ha devastato le Filippine. La 'corrente nera', come viene chiamata dal sud-est asiatico all'Estremo Oriente. Oggi quella maestosa flotta agli ordini di Kublai Kahn e' stata ritrovata, dopo sette secoli, nelle acque dell'isola di Takashima, regione del Kyushu, sud del Giappone; a compiere la storica scoperta, di cui si è parlato alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, e' stata la spedizione italo-nipponica composta da International Research Institute for Archaeology and Ethnology, Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e Ariua giapponese.
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Annotazione : ( a cura dell'autore del blog)
L'impero creato da Kublai Khan
Kublai Khan (1215-1294), gran khan dei mongoli, primo imperatore (1279-1294) della dinastia mongola Yuan della Cina. Nipote di Gengis Khan, portò a termine la conquista della Cina iniziata dal nonno. Dal 1252 al 1259 aiutò il fratello Mongka Khan a conquistare la Cina meridionale, penetrando fino in Tibet e nel Tonchino. Alla morte di Mongka (1259), Kublai gli succedette nella carica di khan.
Nel 1264 fondò una nuova capitale nel luogo dell'attuale Pechino, chiamandola Khanbalik (o Cambaluc, secondo la versione di Marco Polo che fu ospite alla corte del gran khan). Sottomesse le regioni della Cina ancora indipendenti e fondata nel 1271 la dinastia Yuan, Kublai con alcune campagne militari tra il 1276 e il 1279 sconfisse la dinastia Song che regnava nella Cina meridionale e ne acquisì i territori. Conquistò anche la Birmania e la Corea, ma le spedizioni a Giava e in Giappone (1274 e 1281) si conclusero con gravi sconfitte.
La fama della potenza di Kublai Khan si diffuse in tutta l'Asia e in Europa: la sua corte a Cambaluc, che assimilò molti caratteri della civiltà cinese, esercitò un grande fascino e attirò numerosi mercanti e viaggiatori da tutto il mondo. Nell'impero fiorirono il commercio, la letteratura e le arti; Kublai elevò il buddhismo a religione di stato, permettendo tuttavia la professione di altre fedi religiose.
(Marco Polo rimase presso la corte di Kublai per un lunghissimo periodo di tempo)
Evidenziata la regione del Kyushu dove si trova l'isola di Takashima, nelle cui acque
sono stati rinvenuti i resti dell'imponente flotta di Kublai, partita dalla Cina per la conquista del Giappone e affondata dalla furia di un tifone.
marco buonarroti
mercoledì 2 aprile 2014
ATTUALITA' :IL MEDIOEVO IN RUSSIA...."
Da "ArticoloTre"quotidiano on line
Vivere nel medioevo? In Russia c’è chi lo fa
La
teoria alla base dell'esperimento stesso è quella di tracciare i
cambiamenti sociali e psicologici delle persone e imparare quanto sia
importante il sostegno degli altri, della comunità, per l'uomo moderno.
Con l'aiuto di un archeologo esperto, Alexander Fetisov, la fattoria è
stata costruita utilizzando materiali e tecniche impiegate dagli antichi
russi. "La cavia" deve inoltre continuare a mantenere costantemente
fornita la propria dimora di tutto il necessario, quindi "lampade" in
cui brucia olio di lino, letti in legno, vestiti di pelliccia di animali
ed un calendario consistente in incisioni su una delle pareti della
casa. Il piccolo complesso è stato realizzato all'inizio del 2012,
mentre il ragazzo si è trasferito li alla fine di settembre 2013 e
finirà la propria esperienza a maggio 2014. Durante questo periodo
comunque, le temperature nella regione possono scendere fino a -30 ° C,
proprio per questo è stato scelto, per poter evidenziare esattamente
com'erano difficili e proibitive le condizioni di vita degli antenati
russi.
Ovcharenko
ha detto che otto mesi sono un tempo sufficiente per vedere i risultati
dell'esperimento, ma non tanto lungo per mettere ' patologicamente in
pericolo ' Sapozhnikov. All'inizio del progetto , al ragazzo è stata
data la possibilità di documentare un giorno nella vita in fattoria ,
utilizzando una macchina fotografica ed blocchetto per appunti, ed il
rapporto è stato pubblicato sul blog del progetto stesso; egli trascorre
la mattina mungendo le capre, preparando i suoi polli, raccogliendo
uova e facendo colazione, poi taglia la legna per il fuoco e raccoglie
l'acqua dal pozzo. Il resto della giornata lo passa a cacciare animali
di cui cibarsi, coltivare la terra o altri lavori manuali, incluso
isolare la casa con il letame. Al ragazzo è consentito allontanarsi
dalla fattoria solo ed esclusivamente per cacciare, è bandito qualsiasi
tipo di comunicazione, tranne quando una volta al mese passa il medico a
visitarlo e verificare le sue condizioni, sebbene lui abbia riferito
che se dovesse contrarre un'infezione o un raffreddore vorrebbe curarsi
con i metodi dei suoi antenati. Prima di realizzare questa "missione",
Sapozhnikov ha passato mesi per imparare ogni tecnica di conservazione e
trattamento degli animali, prendere confidenza e aumentare la
manualità nell'uso di strumenti antichi e familiarità con le tecniche di
accensione fuoco, lavaggio dei panni ed anche riscaldamento dell'acqua
con le pietre. L'agenzia Ratobor non è nuova a queste esperienze, dal
2006 anno della sua fondazione, ha già effettuato altri esperimenti a
carattere storico.
STORIA :" MUORE A PARIGI JACQUES LE GOFFE,INSIGNE STORICO..."
Addio al grande storico medievalista francese Jacques Le Goff
ultimo aggiornamento: 01 aprile, ore 16:53
Parigi - (Adnkronos) - E' morto a Parigi all'età di 90 anni. Tra i suoi libri ''Gli intellettuali nel Medioevo'', ''La civiltà dell'occidente medievale'' e ''La nascita del purgatorio''
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Annotazione : (a cura dell'autore del blog)
Le Goff, Jacques (1 gennaio 1924,Tolone- 1 aprile 2014,Parigi) storico
medievalista.
Introdusse tra le problematiche prese in esame dall'Ecole des Annales lo studio della mentalità e dei comportamenti. Fu uno dei primi a utilizzare le risorse metodologiche dell'etnologia e della sociologia per studiare le fonti disponibili della storia medievale. Tra le opere più importanti si ricordano Gli intellettuali nel Medioevo (1957), La Civiltà dell'Occidente medievale (1971), La nascita del Purgatorio (1981), L'immaginario medievale (1985). Direttore degli studi presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, proseguì l'opera di rinnovamento teorico della ricerca storica avviata da Marc Bloch.
Da Wikipedia :
Con il saggio L'Italia nello specchio del Medioevo del 1974 ha collaborato alla "Storia d'Italia" dell'Einaudi. Nel 1980 ha curato i volumi La nuova storia della Mondadori e nel 1981 Fare storia dell'Einaudi e Famiglia e parentela nell'Italia medievale del Mulino. Nel 1987 riceve la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno. Nel 1993 dirige la collana "Fare l'Europa", nata nel 1993, pubblicata contemporaneamente da cinque editori: C. H. Beck Verlag, di Monaco (Germania), Basil Blackwell di Oxford (Regno Unito), Editorial Crítica di Barcellona (Spagna), Laterza di Roma-Bari (Italia), Éditions du Seuil di Parigi (Francia).
Il 25 ottobre del 2000 riceve la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università di Pavia.
marco buonarroti (miei autentici nome e cognome)
Introdusse tra le problematiche prese in esame dall'Ecole des Annales lo studio della mentalità e dei comportamenti. Fu uno dei primi a utilizzare le risorse metodologiche dell'etnologia e della sociologia per studiare le fonti disponibili della storia medievale. Tra le opere più importanti si ricordano Gli intellettuali nel Medioevo (1957), La Civiltà dell'Occidente medievale (1971), La nascita del Purgatorio (1981), L'immaginario medievale (1985). Direttore degli studi presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, proseguì l'opera di rinnovamento teorico della ricerca storica avviata da Marc Bloch.
Da Wikipedia :
Con il saggio L'Italia nello specchio del Medioevo del 1974 ha collaborato alla "Storia d'Italia" dell'Einaudi. Nel 1980 ha curato i volumi La nuova storia della Mondadori e nel 1981 Fare storia dell'Einaudi e Famiglia e parentela nell'Italia medievale del Mulino. Nel 1987 riceve la menzione speciale della Giuria del Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno. Nel 1993 dirige la collana "Fare l'Europa", nata nel 1993, pubblicata contemporaneamente da cinque editori: C. H. Beck Verlag, di Monaco (Germania), Basil Blackwell di Oxford (Regno Unito), Editorial Crítica di Barcellona (Spagna), Laterza di Roma-Bari (Italia), Éditions du Seuil di Parigi (Francia).
Il 25 ottobre del 2000 riceve la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università di Pavia.
marco buonarroti (miei autentici nome e cognome)
POLITICA :"LA PROSA DI CARLO CORNAGLIA"
Da "Micromega on line"
CARLO CORNAGLIA – Vecchia storia: tanta boria non dà gloria
Par proprio che il toscan quaraquaquà
dopo tante parole entusiasmanti
nell’affrontare l’ostica realtà
faccia tre passi indietro ed uno avanti.
Intanto, al primo inciucio col caimano,
per il qual si sentì parecchio scaltro,
con un crescendo quasi rossiniano
ne stan seguendo tanti, un dopo l’altro.
Un giorno c’è Brunetta a far casino,
un altro c’è Verdini a far bordello,
nel terzo è Toti a fare il birichino,
nel quarto qualche donna fa un macello.
E mentre Forza Italia va in rovina
ed il caimano perde il suo potere,
sempre di più il fiorentin si inchina
nell’obbedienza a chi fu Cavaliere.
Pare il Pd del tutto ormai plagiato
da Renzi nel seguir ogni sua mossa,
al punto che gli inciuci del passato
or sembrano rivoluzione rossa.
Cottarelli partì con entusiasmo
per risparmiare trentadue miliardi,
ma dopo un primo assai fugace orgasmo
si vanno allontanando i suoi traguardi.
Renzi lo tiene chiuso nel Palazzo
per controllare meglio quel che fa
e l’uomo al Quirinal, senza imbarazzo,
gli ha dato l’altro giorno l’altolà.
Il Jobs Act è una specie di Fornero
che piace tanto a Squinzi ed a Sacconi:
recandoti al lavoro pensi: spero…
e alla sera sei fuori dai coglioni.
Continuamente di equità si ciarla,
mettendola in programma per domani,
ma di caccia agli evasori non si parla
per non fare paura agli italiani.
Per gli F 35 e la Difesa
si spendono montagne di quattrini,
quando sarebbe meglio, senza offesa,
usarle per gli asili dei bambini.
Nei giorni pari vendon le auto blu
con aste molto ben reclamizzate,
nei dispari ne comprano di più
con gare pubbliche, ma camuffate.
La pioggia di quattrin per fine maggio
sembra l’Imu di Saccomanni e Letta:
le coperture son solo un miraggio
e la burocrazia non corre in fretta
per trovare come pagar l’importo.
Fino a quando il Senato non si cambia
l’Italicum sta sul binario morto
e non serve nemmeno per lo Zambia.
Un premier un po’ troppo intraprendente
a un Parlamento delegittimato
da un’elezione che non vale niente
l’autorità costituente ha dato,
mancando di rispetto alla morale
e con l’aiuto di Napolitano,
una “roccia” abusiva al Quirinale.
Poi tutti quanti insieme metton mano
ad una povera Costituzione
non meritevole di tanto affronto,
mentre tace la pubblica opinione.
Si aggiungan poi, ad aggravare il conto,
conflitti di interessi, omofobia
e l’esenzion dei preti dalle tasse
che continua la trista compagnia
a propinare alle silenti masse.
Che sia un bravo politico il toscano
non si direbbe proprio a prima vista
e in una gara il malfattor caimano
gli darebbe due o tre giri di pista.
Carlo Cornaglia
(31 marzo 2014)
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