martedì 27 agosto 2013

ARCHEOLOGIA :"LA TOMBA DI ALESSANDRO MAGNO ??"

Archeologia: tumulo in Grecia fa pensare a tomba Alessandro Magno ma esperta frena

ultimo aggiornamento: 23 agosto 
Roma, 23 ago. (Adnkronos) - Il ritrovamento nella regione greca della Macedonia di un grande 'tumulo', una specie di collina artificiale con la quale si era soliti coprire le sepolture, ha destato speranze e illazioni sulla possibilita' di poter rinvenire li' la tomba di Alessandro Magno.
Il complesso funerario si trova vicino ad Anfipoli, e all'interno di esso e' stata scoperta una parete di circa 500 metri. Prima pero' di generare aspettative troppo elevate, l'archeologa responsabile Katerina Peristeri si e' oggi affrettata a precisare che "non e' serio parlare della tomba di Alessandro Magno", secondo quanto riporta la radio greca.Dopo il ritrovamento, diversi archeologi, appassionati e pagine web avevano speculato sul fatto che si trattasse del sepolcro del grande conquistatore macedone, e la notizia si era diffusa a macchia d'olio.

Secondo la Peristeri, il ritrovamento e' rilevante, dal momento che si tratta di un complesso funerario del IV secolo a.C.. Sino ad ora pero', non si puo' dire sia niente piu' di questo."Ancora non abbiamo cominciato a scavare dentro il complesso, quindi non possiamo dire niente con certezza", ha argomentato l'archeologa. Alessandro Magno mori' nel 323 a.C. in Babilonia. I suoi resti furono deposti in un mausoleo in Egitto, ma dalla fine dell'eta' Antica si era persi i segni della tomba. Negli ultimi decenni, archeologi ed investigatori l'hanno cercata senza esito ad Alessandria, in Uzbekista'n e fino arrivando al nord dell'Australia.

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Annotazione :

Alessandro Magno (Pella 356 a.C. - Babilonia 323 a.C.), re di Macedonia (336 a.C. - 323 a.C.), fu uno dei più grandi strateghi militari e conquistatori della storia.

Marco Buonarroti

(Le annotazioni in calce alla notizia, nei post passati e in quelli futuri, sono curate da Marco Buonarroti )


lunedì 26 agosto 2013

(1) - "IL BLOG DI MARCO BUONARROTI"

Caro lettore, cara lettrice, leggi le pagine di questo blog scegliendo nell'archivio, qui a destra, gli argomenti Cche più ti interessano o scorri nella bacheca home di twitter per cercare i post del mio blog.
Disponibile a migliorare il mio blog, in termini di contenuti e impostazione, sarò felice di ricevere i tuoi eventuali consigli e commenti .
Grazie e onorato della tua lettura, Marco Buonarroti
marco.buonarroti@gmail.com
                                (Immagine del poeta prodigio Arthur Rimbaud)
Se t'interessa, su di lui troverai nell'archivio, mese di maggio, un sintetico saggio da me scritto.
(Preciso che Marco Buonarroti è il mio autentico nome e cognome)

(2)- "IL BLOG DI MARCO BUONARROTI"

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POLITICA :"LEGGE SEVERINO E BERLUSCONI "

Da il "Fatto Quotidiano"

Legge Severino, già 37 i decaduti. Ma per il Pdl è incostituzionale solo per B.

Sono 17 i consiglieri regionali (più 20 tra provinciali e comunali) che hanno dovuto lasciare lo scranno e la vita politica a seguito di decreti firmati dal premier applicando la norma che è ormai l’incubo del suo principale alleato di governo. Nessuno ha preteso di salvarli in nome della loro agibilità politica, dell'incostituzionalità e della illegittima retroattività della 235.

Un  insopportabile affronto per un Berlusconi ormai sul punto di rottura, se solo sapesse. Mentre falchi e colombe del suo partito si affannavano a bombardare la legge Severino Enrico Letta, senza troppa pubblicità, la applicava a pieno regime, firmando di suo pugno i decreti previsti dalla norma che è ormai l’incubo del suo principale alleato di governo. E sì, perché mentre la decadenza dalle cariche elettive di consiglieri comunali e provinciali è automatica, la sospensione dei consiglieri regionali richiede un apposito decreto del Presidente del Consiglio. E Letta, dal giorno dell’insediamento, non s’è mai tirato indietro. Per 15 volte ha firmato, di suo pugno, i decreti sanzionatori della legge che dovrebbe essere applicata anche al senatore Berlusconi. E nessuno, tantomeno dal Pdl, ha sollevato dubbi su retroattività e legittimità della legge accampando pretese sull’“agibilità politica” dei decaduti. Non un falco, non una pitonessa. Neppure i destinatari dei provvedimenti hanno protestato. La fabbrica delle sospensioni non s’è interrotta neppure quando la bomba a orologeria della sentenza in Cassazione sui diritti Mediaset si è pericolosamente avvicinata allo zerbino di Arcore.
Il 18 luglio, a due settimane dal verdetto che inchioda definitivamente il leader del Pdl, Letta firma il decreto che colpisce il consigliere della Campania Sergio Nappi (Pdl). Era finito ai domiciliari il 18 aprile a seguito dell’inchiesta sui rimborsi con l’accusa di peculato e tornato in libertà a metà maggio con il solo obbligo di firma. Ma il premier si ritrova sul tavolo l’ordinanza con le misure cautelari e applica l’articolo 8 della legge Severino. Nessuno solleva la questione della retroattività che, di lì a pochi giorni, avrebbe invece occupato giornali e pensieri degli uomini di Berlusconi e perfino di esponenti-mediatori del Pd. Il 5 agosto la sentenza in Cassazione è definitiva da quattro giorni, impazzano gli altolà del centrodestra ma Letta firma ancora e nessuno solidarizza col sospeso. Il decreto colpisce stavolta Giampaolo Lavagetto, consigliere Pdl in Emilia Romagna. Sul suo capo pesa una condanna del 2010 per peculato a uno anno e sei mesi di reclusione. Era subentrato da qualche settimana a Luigi Villani, altro sospeso Pdl per la Severino (ma con decreto di Monti) dopo esser stato arrestato per l’inchiesta parmigiana Public Money. Lavagetto, secondo i giudici, aveva usato il cellulare di servizio in maniera impropria, non aveva certo creato società offshore per frodare lo Stato come il leader del suo partito.
Ma la legge è legge, e la sospensione è scattata a tre anni dalla sentenza. Neppure in questo caso vengono sollevati dubbi sul valore retroattivo dell’anticorruzione. Giusto l’interessato obietterà, a caldo, che “è un provvedimento ingiusto” cercando d’accodarsi ai big del partito che sono però raccolti intorno al Capo e non guardano altrove. Non troverà nessuno disposto a spender per lui gli stessi funambolici argomenti che vengono compulsati da avvocati e big del partito a caccia di un salvacondotto per il leader. Del resto quando Mario Monti ha sponsorizzato la legge, in un clima di generale rancore verso sprechi e ruberie nei consigli regionali di mezza Italia, aveva incassato voti e plauso anche del Pdl, azionista della strana maggioranza. Nessun problema per l’approvazione, nessuno per l’applicazione. Ed è così che dal 5 gennaio 2013, quando è entrata in vigore e per i successivi otto mesi, i decreti sono fioccati in ogni regione d’Italia colpendo 17 consiglieri di ogni colore politico. E nessuno, tantomeno nel centrodestra, si è stracciato le vesti.
Loro sono tutti fuori dalla politica, Berlusconi no
Lo sa bene il primo che ne ha fatte le spese, il presidente del Molise Angelo Iorio. La sua carriera è iniziata nel ’75, è stato deputato e cinque volte candidato alla presidenza del consiglio regionale. Ma la sua carriera politica finisce il 28 marzo per effetto della condanna a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio, non certo per una frode miliardaria al fisco. Monti ha sulla scrivania tre documenti: la sentenza del Tribunale di Campobasso datata 22 febbraio, la nota della prefettura del 18 marzo che indica Iorio nuovamente tra gli eletti dopo la tornata del 16 marzo, una nota del Viminale che ne suggerisce la decadenza a partire da quella data. Il premier, all’epoca transitorio fino a nuove elezioni, non ha dubbi e il 28 marzo firma la sospensione. La notizia è un lancio d’agenzia. Non provoca boatos sugli spalti del centrodestra. Gli esponenti Pdl si tengono alla larga, neppure uno che si sogni di mettere in dubbio la legge e tantomeno la tenuta di un governo ormai a termine. Alla prima prova, dunque, l’anti-corruzione della Severino tiene.
Dalle consultazioni esce il nuovo governo di larghe intese sostenuto ancora da Pd e Pdl, Letta diventa premier ed eredita l’onere di firmare i decreti di sospensione. E l’ex responsabile economico della Margherita va avanti come un treno sulla strada della Severino e anzi accelera: in un solo Consiglio dei ministri, quello del 21 maggio, decreta la sospensione di 11 consiglieri della Basilicata, tutti travolti dall’inchiesta sui rimborsi gonfiati che aveva portato all’arresto di due assessori e un consigliere, mentre per altri otto era scattato l’obbligo di dimora. Tutti insieme, uno dopo l’altro, devono lasciare i loro scranni di ogni colore politico: il capogruppo Nicola Giovanni Pagliuca (Pdl), Rocco Vita (Psi), Alessandro Singetta (Misto), Mariano Antonio Pici (Pdl), Paolo Castelluccio (Pdl), Antonio Autilio (Idv), Vincenzo Edoardo Viti (Pd), Agatino Lino Mancusi (Udc), Rosa Mastrosimone (Idv). Nessuno li rimpiange, nessuno apre un “caso”.
Neppure quando il reato è bello e che prescritto, come accaduto al consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia, Salvino Caputo, condannato a un anno e cinque mesi per un tentato abuso d’ufficio: da sindaco di Monreale provò a far cancellare due multe all’autista del vescovo. L’ultimo decreto Letta che applica la Severino è del 26 luglio e colpisce Roberto Conte, ex consigliere dei Verdi e poi del Pd, transitato nel centrodestra dopo una serie di vicende giudiziarie. All’ultima tornata elettorale aveva sfidato la sorte e si era candidato nonostante una sospensione per una condanna ricevuta nel 2009 a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione camorristica. Nel 2011 Conte torna alla ribalta grazie a un decreto firmato da Berlusconi che ha revocato la sospensione consentendo a un condannato di tuffarsi in campagna elettorale a caccia di voti. Conte, del resto, è un campione ante litteram dell’idea del centrodestra per cui gli unici giudici dei politici sono gli elettori. I campani, infatti, non restano impressionati dalle sue pendenze giudiziarie e gli regalano 10.400 preferenze. Ora è un decreto di Letta a cancellare quello di Berlusconi. Grazie all’odiata Severino.
Consiglieri estromessi anche per piccoli reati, a volte prescritti. Ma il difetto di retroattività vale solo per B.
Anche gli amministratori locali vengono sospesi o dichiarati decaduti, spesso per reati di poco conto, magari prescritti. Il provvedimento per loro, articolo 11 della legge Severino, non passa per Palazzo Chigi ma viene disposto automaticamente dalle Prefetture. Che finora hanno applicato la 235 una ventina di volte, senza ritenere sussistente la questione della retroattività che anima avvocati e politici. Quanti consiglieri comunali, provinciali e sindaci siano stati espunti dai loro municipi per effetto della legge anti-corruzione esattamente non si sa. Repubblica riferisce di una ventina di casi. Certamente sono in fase di istruttoria altri provvedimenti di decadenza.
Le prefetture hanno chiesto ai tribunali i carichi pendenti dei vari amministratori. Di sicuro è già incappato nella Severino Luigi De Filippis, ingegnere, allontanato dal consiglio comunale di Serino (Avellino) per una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, pur essendo i fatti ampiamente prescritti. A Parabita, provincia di Lecce, si è creato un caso sulla sospensione per 18 mesi del consigliere comunale d’opposizione Stefano Prete. Il sindaco Pdl Alfredo Cacciapaglia aveva sollecitato la prefettura a pronunciarsi contro il consigliere colpito da una condanna per abuso d’ufficio. Ma nella sua giunta resta in carica un assessore, Biagio Coi, colpito da una più dura condanna a due anni di reclusione per truffa aggravata ai danni dell’Europa. La scure ha poi colpito Vincenzo Vastola, ex sindaco di Poggiomarino (Napoli), fino a qualche mese fa capo dell’opposizione: a febbraio è stato sospeso dalla carica di consigliere per via di una condanna del 2012 per aver firmato un ordine di servizio privo di protocollo che stabiliva l’installazione di cinque lampioni nella strada in cui abita mentre per regolamento avrebbe dovuto procedere a una gara d’appalto. “Credo che molti amministratori si trovino nella sua situazione, per questo chi lo ha sospeso dovrebbe accelerare la raccolta di documentazione ed emanare analoghi provvedimenti”. Parola di Francesco Nitto Palma, ex ministro della giustizia del Pdl e coordinatore del partito in Campania. Partito che ora chiede esattamente il contrario, di invalidare la legge. E non per cinque pali della luce.

 
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Annotazione :
 
Ennesimo caso di memoria corta del popolo "italiota"(quella parte di popolo che per "trenta denari"di IMU vota PDL o simpatizza per Berlusconi)) : signori italiani smemorati ricordate il plauso (ben meritato) che ottenne Mario Monti quando, in seguito, soprattutto, agli scandali di sottrazione di fondi pubblici per interessi personali nelle amministrazioni locali,(avete già dimenticato la rabbia generale e l'incredulità  per i furti alla regione Lazio da parte di quel losco figuro di consigliere regionale,  Fiorito, e tutti gli altri casi a cascata nelle altre regioni....???), propose con il favore generalizzato delle forze politiche, incluso il PDL, una legge anticorruzione?
Ebbene quella legge fu approvata nell'ottobre del 2012 con 480 voti a favore,19 contrari e 25 astenuti. Credo non ci sia bisogno di sottolineare che nei 480 voti a favore erano compresi anche quelli del PDL che oggi, con incredibile ipocrisia e sfacciataggine indecorosa, la rinnega perché nelle maglie delle pene, dalla legge previste, rimarrà intrappolato Berlusconi.
Questa mia annotazione è diretta a coloro che con motivazioni fallaci e interessate(vedi i trenta denari di IMU)ventilano ipocritamente l'ipotesi di non votare per la decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi.


Marco Buonarroti
 
 
 
 
 

domenica 25 agosto 2013

POLITICA :"VERTICE AD ARCORE"

Vertice fiume ad Arcore, Pdl unito: Impensabile decadenza Berlusconi

(foto Xinhua)  (foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 24 agosto, ore 21:50
Roma - (Adnkronos/Ign) - Summit di oltre quattro ore tra il Cavaliere e lo stato maggiore del partito per decidere l'exit strategy in vista della riunione della Giunta del Senato del prossimo 9 settembre. Il vicepremier: "Va garantita la rappresentanza ai nostri elettori". Pd replica: ''Impensabile è non rispettare le sentenze''. Scelta civica: sconcerto da parole Alfano. D'Alema: "Crisi sarebbe un danno al Paese" . Letta: "Fiducioso che si troverà soluzione". Monti: governo prosegua, non subisca diktat. Scontro sull'ipotesi di amnistia. No del Pd: "Sarebbe un'indecenza". Palma: "Amnistia per Berlusconi difficilmente percorribile". Berlusconi avverte Letta che serve un segnale. 
Roma, 24 ago. (Adnkronos/Ign) - La decadenza di Silvio Berlusconi "dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile". Così il segretario del Pdl Angelino Alfano al termine del vertice fiume che si è tenuto ad Arcore tra lo stato maggiore del Pdl e Silvio Berlusconi per decidere la strategia nei confronti del Governo Letta in vista della riunione della Giunta del Senato del prossimo 9 settembre e per salvaguardare l'agibilità politica del Cavaliere dopo la condanna definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset.

''Il Popolo della Libertà è come sempre unito, compatto e deciso, a fianco del suo presidente Silvio Berlusconi - ha aggiunto Alfano - a cui è molto legato da indissolubili vincoli di affetto e di condivisione politica".

Il vicepremier ha poi chiesto che venga garantita la rappresentanza degli elettori di Berlusconi, annunciando che presto farà un appello a tutte le massime istituzioni, al premier Letta e ai vari partiti in questo senso. ''Tutti insieme - scrive nella nota diffusa al termine del vertice - rivolgeremo alle massime istituzioni della Repubblica, al primo ministro Letta e ai partiti che compongono la maggioranza, parole chiare sulla questione democratica che deve essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Silvio Berlusconi''.Alfano ha poi lasciato villa San Martino senza fermarsi con i cronisti. Poco dopo è uscita dalla residenza di Silvio Berlusconi la parlamentare del Pdl Daniela Santanché. Anche lei ha preferito non parlare.


La replica del Partito democratico non si fa attendere con il responsabile organizzativo Davide Zoggia che rilancia proprio sull'aggettivo ''impensabile'' utilizzato da Alfano. ''Possiamo comprendere il travaglio che sta affrontando il Pdl, ma non per questo è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze. Ci auguriamo che il Pdl trovi la forza di scindere le questioni giudiziarie dall'azione che il governo sta portando avanti per il bene del Paese e degli italiani''.

Per Scelta Civica si dice ''sconcertata'' dalle parole di Alfano. ''Parole che si possono comprendere se pronunciate dal segretario del Pdl - dice il presidente dei senatori Gianluca Susta - ma che risultano inaccettabili se dette dal vicepresidente del Consiglio nonché ministro degli Interni. La Monti-Severino è una legge votata a larghissima maggioranza dal Parlamento ed è pienamente legittima anche dal punto di vista costituzionale".

Al summit odierno, durato oltre 4 ore erano presenti, tra gli altri, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e diversi esponenti del Pdl tra cui i capigruppo Renato Brunetta e Renato Schifani.

Durante il vertice fuori dalla residenza di Silvio Berlusconi si è radunato qualche militante con le bandiere di Forza Italia. Alcuni di loro, tra cui un sostenitore del Cavaliere giunto dalla provincia di Ancona, hanno esposto cartelli con scritto: "Per Silvio solo grazia di Dio. Come sempre. Elezioni subito".

sabato 24 agosto 2013

DANZA :"ELEONORA ABBAGNATO A TAORMINA...."

Danza: Eleonora Abbagnato infiamma Taormina, 15 minuti di applausi per lei

ultimo aggiornamento: 23 agosto, ore 15:34   
Roma, 23 ago. (Adnkronos) - Inaugurazione esaltante per la quinta edizione del Festival Belliniano diretto da Enrico Castiglione ed aperto quest'anno all'insegna della grande danza con il gala ''Eleonora Abbagnato e le stelle dell'Opera di Parigi''. Il pubblico cosmopolita che gremiva il Teatro Antico di Taormina ha avvolto in un abbraccio ideale la danzatrice palermitana, luminosa e commossa alla sua prima esibizione in Italia dopo la nomina ad e'toile dello storico corpo di ballo francese. E l'artista, applaudittisima e festeggiata, ha scelto la sua Sicilia e Taormina, esibendosi con altre tre e'toile dell'Ope'ra: Nicolas Le Riche, Clairemarie Osta e Benjamin Pech, affiancati da un gruppo di ballerini di altissima scuola. Quindici minuti di applausi finali hanno suggellato il grande successo dell'evento che ha dato il via al quinto Festival Belliniano, rifondato a Catania nel 2009 da Enrico Castiglione insieme al Comune di Catania, alla Provincia di Catania e al Teatro Massimo Bellini.
Il cartellone si snodera' per ben tre mesi tra Taormina e Catania e punta a sottolineare la connotazione europea che ha contraddistinto l'ascesa artistica di Vincenzo Bellini, che con il debutto dei ''Puritani'' conobbe nel 1835, proprio a Parigi, la piena consacrazione. Nel proporre il gala con la Abbagnato e le altre star della compagnia parigina, Enrico Castiglione ha voluto celebrare la danza con una delle protagoniste piu' in vista dei nostri giorni, e attraverso una delle istituzioni piu' blasonate, che festeggia nel 2013 tre secoli di vita. Tutto nel segno del legame artistico e umano che uni' e unisce il compositore etneo alla capitale francese, sua citta' di adozione. Anche per Eleonora Abbagnato, Parigi e la Francia rappresentano una sorta di seconda patria, e la scuola francese un punto di riferimento. Non a caso il programma presentato a Taormina si e' chiuso trionfalmente con il balletto ''Carmen'' di Roland Petit, il mitico coreografo francese che ha scoperto Eleonora ancora bambina. Ed e' proprio dopo aver ballato ''Carmen'' che la danzatrice e' stata proclamata e'toile per acclamazione.Omaggio alla cultura era pure ''La Dama delle camelie'', balletto di John Neumeier, su musica di Chopin, ispirato all'omonimo romanzo di Alexandre Dumas figlio. In entrambe le coreografie partner di Eleonora Abbagnato e' stato il raffinato Nicolas Le Riche, sempre piu' apprezzato anche come coreografo, come la stessa Abbagnato che si e' pure esibita con Benjamin Pech in uno struggente ''Stabat Mater'', firmato da entrambi i danzatori. Ne' mancavamo i grandi classici come ''Il lago dei cigni'' e ''Don Chisciotte''. Una grande festa del balletto che ha entusiasmato e convolto gli spettatori, oltre 3.500, che affollavano il Teatro Antico, confermando senza soluzione di continuita' il successo che ha accompagnato la stagione lirica allestita in luglio e agosto da Enrico Castiglione, dal 2007 artefice di magnifiche produzioni che hanno rilanciato nel mondo il sito archeologico taorminese, tra i piu' belli e suggestivi al mondo.


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Contributo fotografico :

Eleonora Abbagnato


Marco Buonarroti

LA PITTURA COME NARRAZIONE



La pittura, come la fotografia, è narrazione : 

 La natura che s'identifica con il nostro pianeta, l'artista rivolge la sua sensibilità al rapporto panico con la natura;egli infatti realizza un armonioso connubio con l'ambiente fisico che lo circonda;il linguaggio che adopera per narrare non è sempre coerente e chiaro come se si trattasse di una fotografia, ma è il risultato di una ricerca che appaghi la percezione visiva della realtà che non appare altrettanto chiara e nitida; i colori, infatti, sotto l'effetto della luce, sono vivi e spesso cangianti. I pittori "impressionisti", per esempio, si rifanno al principio che il reale appare con contorni mai netti che appaiono come sfocati dall'influenza delle varie intensità della luce.
 
August Holland,pittore statunitense (1928/1998) :









Claude Monet, pittore francese, impressionista, (1840/1926) :








L'umanità e il rapporto che il pittore intrattiene con essa e di cui coglie gioie e sofferenze, sogni e realtà, bellezza spirituale e fisica, grazia e goffagine.
Egli narra con il pennello, infatti, come lo scrittore con la penna, gli eventi della vicenda umana, lasciando di essa, sulla tela, le alterne tracce ora drammatiche, ora felici,le facce del bene e del male.


Thomas Benjamin Kennington, pittore inglese (1856/1916):










Kennington fu particolarmente sensibile alle condizioni di povertà della società inglese in epoca vittoriana e ha narrato su tela episodi di indigenza nei quali si percepisce la sofferenza dei volti e la rassegnazione dei soggetti, raggiungendo lo scopo di coinvolgere emotivamente chi osserva il dipinto inducendolo a soffermare la propria memoria al dramma della povertà :

"The pinch of poverty" (i morsi della povertà), 1891,:


"Homeless" (senza tetto ),1890:


"Orphans",1885,:                                 


"Widowed and fatherless" ( vedova e orfana),1888 :


                                            
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Jules Bastien-Lepage,(1848-1884),pittore francese,:

"The small beggar asleep", (il piccolo mendicante addormentato),l'artista, sensibile come Kennington alle condizioni di indigenza delle classi sociali inferiori della
Europa del XIX secolo, dipinge con dovizia di particolari la cruda realtà del piccolo mendicante,la sua solitudine, alleviata dall'amicizia del suo fido compagno, il suo sfinimento, la sua povertà che domina suscitando il ribollire di sentimenti in chi osserva (legge) il dipinto.

                    
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Leonardo da Vinci (1452/1519),pittore, scultore, architetto e scienziato italiano, uno degli artefici del Rinascimento.
La bellezza spirituale, fisica e la grazia della "Gioconda" e del volto di donna nei due dipinti:


                             

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Francisco Goya (1746/1828),pittore spagnolo, narra in questo dipinto un momento drammatico della vicenda umana. la pittura diventa storia, il pittore un testimone dei tempi : "la guerra di indipendenza spagnola contro la dominazione napoleonica della Spagna, nel 1808.


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Jacques-Louis David, (1748/1825),pittore francese, uno dei maggiori rappresentanti del neoclassicismo. Anch'egli si fa testimone della vicenda umana narrando magistralmente con il pennello eventi della Storia, sempre attento a evidenziare l'armonia della bellezza e perfezione degli sfondi e dei personaggi .

                                          Il giuramento degli Orazi


                                                La morte di Socrate


                                                 Il ratto delle Sabine



                                                           Napoleone


                                                              Patroclo



                                                    Mademoiselle Buron


                                                      Paride ed Elena


                                                        Morte di Seneca


                                              Incoronazione di Napoleone
                                           
                              
                                                            Ettore


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Caravaggio, soprannome di Michelangelo Merisi, (1571/1610),pittore italiano.
Maestro nell'interpretare la drammaticità della realtà e di saperla narrare in modo magistrale sulla tela, evidenziando  la sensualità dei soggetti e la loro aderenza alla tradizione classica.





                                                            I bari

                                                         San Giovanni

                                                   Vocazione di Matteo

                                                    Ritratto di donna


                                                    Bacchino malato

                                                          Deposizione

                                                    San Giovanni Battista

                                                   Donna allo specchio


                                                               I musici

                                                    Madonna di Loreto

                                                Ragazzo con cesto di frutta
                                                       

                                                  Gesù alla colonna                                        
                                                                                                                                                                   

Marco Buonarroti  (nome e cognome sono gli autentici nome e cognome dell'autore del blog)